il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

FARMACIA DI MURIA: UN CONSIGLIO AL GIORNO IL PERICOLOSO CONNUBBIO TRA STATINE ED ANTIBIOTICI

da Dr. Alberto Di Muria

 

 

 

 

 

Padula-Le statine sono un gruppo di farmaci che trova impiego nel trattamento delle iperlipidemie. Esse rappresentano, con molta probabilità, i farmaci maggiormente impiegati per ridurre i livelli eccessivamente elevati di grassi nel sangue, colesterolo e trigliceridi. Va, però, ricordato che il ricorso alla terapia con statine dovrebbe essere effettuato solo se gli interventi sulla dieta, sull’esercizio fisico e sull’eventuale riduzione del peso corporeo non hanno dato i risultati sperati.

Le statine espletano la loro azione inibendo l’enzima HMG-CoA reduttasi. Quest’enzima è implicato nelle prime fasi della biosintesi del colesterolo. Attraverso l’inibizione di questo enzima, pertanto, le statine sono capaci di ostacolare la sintesi di colesterolo endogeno.

Fra gli effetti indesiderati che possono manifestarsi durante il trattamento con statine, ritroviamo: reazioni allergiche in individui sensibili; disturbi gastrointestinali, come dispepsia, stitichezza o diarrea, flatulenza, nausea e vomito; dolore addominale; mal di testa; Innalzamento dei livelli di enzimi epatici nel sangue e disturbi epatici; mialgia, miopatia, crampi muscolarirabdomiolisi; disturbi renali. Inoltre le statine possono instaurare interazioni farmacologiche con molti altri farmaci.

A questo proposito, uno studio pubblicato su Annals of Internal Medicine dai ricercatori della University of Wwestern Ontario, in Canada, ha lanciato l’allarme sulla pericolosità di associare le statine ad alcuni antibiotici di largo uso, come per esempio la claritromicina o l’eritromicina. Questi antimicrobici, molto usati soprattutto nel trattamento delle affezioni respiratorie, inibiscono il metabolismo delle statine aumentandone la concentrazione nel sangue, cosache può causare danni muscolari ed ai reni.

Lo studio, molto ampio, ha coinvolto 144mila pazienti ambosessi, di età superiore ai 65 anni, che utilizzano le statine e hanno utilizzato antibiotici. I partecipanti sono stati suddivisi in base al tipo di antibiotico assunto: claritromicina, eritromicina o azitromicina. I risultati hanno mostrato che in chi assumeva statine e claritromicina o eritromicina vi era un aumento del 26% della probabilità di subire un danno renale, rispetto a coloro che assumevano statine e azitromicina. Oltre ai danni renali, più probabili sono risultati anche quelli muscolari con le relative ospedalizzazioni per rabdomiolisi e i decessi correlati, superiori rispettivamente dello 0,02% e dello 0,25% rispetto a chi assumeva l’azitromicina. Questi eventi erano più frequenti nei pazienti anziani. In seguito a ciò, l’Agenzia del Farmaco italiana ha emesso una informativa che prescrive che i medici dovrebbero evitare di ordinare alcuni antibiotici per i pazienti anziani che assumono statine.

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