il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

La vaccinazione è indispensabile per vincere la pandemia i lavoratori sanitari vanno obbligati a sottoporsi al vaccino?

 

 

Dr. Pietro Cusati (giurista-giornalista)

 

Belluno, 23 marzo 2021. Giusto sospendere dal lavoro chi non si vaccina ?Secondo il giudice del Tribunale di  Belluno  se non c’è  stata vaccinazione non ci può essere lo stipendio. Gli effetti dei  contagi degli anziani nelle RSA, case di riposo ,  ospedali e sui luoghi di lavoro. E’ un problema di sicurezza pubblica, la libertà garantita dalla Costituzione non è illimitata e finisce la dove inizia quella degli anziani delle RSA  di non essere contagiati e non solo gli anziani. Se non c’è stata vaccinazione non ci può essere lo stipendio il giudice del Tribunale di  Belluno ha respinto  le richieste di due infermieri e otto operatori sociosanitari che avevano rifiutato di sottoporsi alla somministrazione della dose lo scorso febbraio e che per questo erano stati sospesi dal lavoro. I dieci  dipendenti di due case di riposo del Bellunese, all’indomani del rifiuto erano stati messi in ferie forzate dalla direzione della RSA e sottoposti alla visita del medico competente. Il medico del lavoro aveva dichiarato i dipendenti “inidonei al servizio”, permettendo così che venissero allontanati dalle loro attività senza stipendio. Gli operatori avevano fatto ricorso al Tribunale di Belluno  sostenendo che la Costituzione dà libertà di scelta vaccinale. Il giudice ha ritenuto “insussistenti” le ragioni dei ricorrenti ed ha stabilito  che “è ampiamente nota l’efficacia del vaccino nell’impedire l’evoluzione negativa della patologia causata dal virus come si evince dal drastico calo dei decessi fra le categorie che hanno potuto usufruire delle dosi, quali il personale sanitario, gli ospiti delle rsa e i cittadini di Israele dove il vaccino è stato somministrato a milioni di individui”.Niente stipendio senza il vaccino per affrontare i problemi sulla sicurezza del lavoro in questa fase di recrudescenza dei contagi da Covid19 nelle RSA. Bisogna convincere i lavoratori sanitari dell’utilità oggettiva nel sottoporsi al piano vaccinale. Il medico competente  aveva dichiarato gli operatori  sanitari “inidonei al servizio” permettendo così che venissero allontanati dalle loro attività senza stipendio e il giudice ha ritenuto “insussistenti” le ragioni dei dipendenti ed ha citato  ad esempio il caso dei cittadini di Israele dove il vaccino è stato somministrato a milioni di individui. Non idoneo, Se non ti vaccini, sei fuori dalla casa di riposo in cui lavori. Finite le ferie e i permessi è  arrivata la lettera ad alcuni  operatori socio-sanitari  che si sono rifiutati di eseguire il vaccino anti-covid. Le RSA  sono passate all’attacco nell’unico modo possibile, appoggiandosi al decreto legge 81 del 2008: il Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. TUTELARE GLI OSPITI. L’obiettivo principale è tutelare gli anziani, ospiti delle rsa. A decidere, in questi casi, è il medico competente che dispone la “non idoneità” alla mansione per coloro che non hanno voluto vaccinarsi. E che, quindi, rimangono a casa per  ferie o permessi. Per quanto tempo? Fino a quando l’emergenza non sarà terminata. Oppure quando decideranno di vaccinarsi.  La decisione delle rsa di lasciare a casa il lavoratore, si fonda sulla sicurezza dei suoi colleghi che deve essere garantita. In realtà la preoccupazione principale è di tutelare gli anziani fragili. Arrivare a questo obiettivo facendo il giro dalla tutela del lavoratore (che non vuole vaccinarsi ), cioè la vera minaccia, è un modo legittimo e probabilmente solido ma che gioca di sponda. La legge, però, non permette di fare altro. Il vaccino è su base volontaria. Bisogna cercare di percorrere la strada del dialogo e del confronto.

 

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