il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Amatruda “La Tangentopoli salernitana? Un’azione violenta per aiutare qualcuno” Salzano e Giordano due galantuomini. Comune e Magistratura contribuiscano ad operazione verità

 

La redazione

Il prof. Bincenzo Giordano in una foto d'epoca; alle sue spalle un giovanissimo Gaetano Amatruda

SALERNO – Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo il commento che il dr. Gaetano Amatruda (giornalista e membro del direttivo provinciale di Forza Italia) ha inteso inviarci dopo la lettura dell’articolo “Giordano, gli arresti e la grande svolta del maggio ‘93” pubblicato su questo giornale.

 

Ci sono battaglie che sono sempre attuali, lo sono quando esse devono contribuire a scrivere pagine di verità, quando devono evitare la ‘damnatio memoriae’. Sono sempre attuali quando devono contribuire al rispetto delle regole per evitare la logica delle trame, dei complotti, della torbida vicinanza fra certa politica e magistratura”. Lo sottolinea il giornalista Gaetano Amatruda da anni impegnato, con la Fondazione Craxi e le Associazioni salernitane, a ricostruire pagine di verità nella città di Salerno.

“Ventotto anni fa - ricorda Amatruda- si scriveva la pagina più triste della storia istituzionale e politica della città di Salerno.  L’ondata degli arresti che il 31 maggio del 1993 porto’ in carcere Aniello Salzano, galantuomo di altri tempi, mio amico, ed il sindaco perbene, il socialista Vincenzo Giordano, chiuse una grande stagione della politica salernitana ed avviò l’era di Vincenzo De Luca e dei suoi uomini”.

“Una fase - ricorda - che parti’ sui più grandi errori della storia giudiziaria della città, una fase che parti’ con il contributo della magistratura militante e grazie alla sponda della politica più giustizialista.

In maniera violenta si superarono la migliore tradizione democristiana, che pure aveva contributo alla crescita della città, e le esperienze innovative delle ‘Giunte laiche e di sinistra’. Si colpirono tanti dirigenti e professionisti di riconosciute qualità”.

“Chi oggi guida la città ha il dovere di ricordare, una volta e per sempre, gli errori di quegli anni, ha il dovere di riprendere il filo di una storia. Ha il dovere di riflettere -aggiunge- certa magistratura che fu militante, ha il dovere di riflettere e parlare chi ha taciuto per troppi anni. Si stravolse lo Stato di diritto, si violarono le regole, si inventarono tante cose”.

“Va fatto per i protagonisti di quegli anni, va fatto per il futuro della città. Va fatto perché i giovani e chi si avvicina oggi alla politica devono conoscere la storia dei sindaci che hanno pagato un prezzo altissimo e che hanno contribuito a fare di Salerno una grande città” conclude.

 

 

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