il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Eboli: dal caso Cariello agli applausi contro una magistratura senza più credibilità ?

 

Aldo Bianchini

SALERNO – Ho letto con attenzione la notizia, apparsa su vari giornali, in merito agli applausi che per circa un minuto sono arrivati scroscianti alla pronuncia del nome di Massimo Cariello (già sindaco di Eboli, attualmente agli arresti domiciliari ed a processo per abuso di ufficio e corruzione) definito una “persona perbene”.

Il tutto sarebbe avvenuto nel corso della presentazione, in uno stabilimento balneare del litorale, del libro di poesie firmato da Filomena Domini e Giuseppe Piegari e dedicato, secondo gli autori ad un amico verso il quale, almeno la Domini, ci tiene tantissimo per dimostrare non solo la sua capacità amministrativa ma anche il suo essere perbene.

Applausi a scena aperta, quindi, sul nome di Massimo Cariello.

E’ giusto, a questo punto, porsi delle domande; la prima fra tutte: “Perché il pubblico ha applaudito l’assente Massimo Cariello accusato di nefandezze estreme e sottoposto a processo penale ?”.

Io non sono come quell’idiota che avrebbe preso subito carta e penna per stilare un esposto alla Procura della Repubblica sulla straordinarietà dell’evento che annoverava in sala due candidati al consiglio comunale, di cui uno a sindaco nel nome della continuità di Cariello.

Capisco l’instabilità mentale di quelli che prendono subito carte e penna per denunciare anche l’indenunciabile; capisco di meno quelli che non si soffermano su una serena meditazione che questo caso merita.

Non voglio minimamente entrare nel merito delle accuse che la Procura ha scaraventato addosso a Cariello, ma io da libero cittadino prima ancora che da giornalista voglio leggere quegli applausi scroscianti e coinvolgenti, anche se di breve durata, come una sonora bocciatura di una delle tanti azioni eclatanti della magistratura che nell’immaginario collettivo della gente ha perso numerosi punti in credibilità e in linearità delle azioni portate avanti; soprattutto quando queste ultime hanno tutto il sapore di una battaglia politica giocata dalla sinistra attraverso la magistratura, spesso inconsapevole.

E quale città meglio di Eboli può rappresentare questo schema ormai noto, radicato e classico in tantissime città italiane; uno schema non inventato e neppure denunciato dal sottoscritto; uno schema che è ormai sotto gli occhi di tutti in un momento veramente drammatico per la magistratura che non si rende conto che l’eco delle sue azioni suscita subito nella gente la solita riflessione: “Ecco, la sinistra è di nuovo all’opera contro gli avversari di centro destra con il maglio della magistratura”.

 

Se la magistratura non si reinventa un ruolo credibile, gli applausi saranno destinati sempre ai suoi inquisiti, e si allontanerà sempre di più il consenso altissimo che aveva ricevuto ai tempi di tangentopoli.

 

 

 

 

 

 

1 Commento

  1. Caro Aldo alcuni magistrati, una forte minoranza di essi, credo sia assolutamente consapevole della sua repulsione verso lo stato di diritto, anziché essere strumento figurarsi inconsapevole al servizio di potentati partitici a volte della gamba sinistra e altre volte di quella destra di un nauseabondo Regime!

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