il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

BORSELLINO: le celebrazioni e l’oltraggio !!

 

Aldo Bianchini

SALERNO – Ritengo giusto un commento a pochi giorni dalle cerimonie di commemorazione della strage di Via D’Amelio a Palermo dove il 19 luglio 1992  venne massacrato il magistrato Paolo Borsellino (57 giorni dopo l’eccidio di Capaci con l’uccisione del giudice Giovanni Falcone, la moglie e gli agenti di scorta) e gli uomini della scorta:  Agostino CatalanoEmanuela Loi (prima donna a far parte di una scorta e anche prima donna della Polizia di Stato a cadere in servizio), Vincenzo Li MuliWalter Eddie Cosina e Claudio Traina. Sei morti ed oltre venti feriti, questo il bilancio finale; l’unico sopravvissuto fu l’agente Antonino Vullo, che al momento dell’esplosione stava parcheggiando una delle auto della scorta.

Il mio commento non riguarda, però, la natura e l’essenza delle giustissime commemorazioni; mantenere viva la memoria di quei due eccezionali magistrati, Falcone e Borsellino, è un obbligo che deve investire tutti noi; il mio commento riguarda invece l’atteggiamento esternato da parte di Salvatore Borsellino (fratello del magistrato ucciso) nei confronti del magistrato anticamorra Catello Maresca, candidato per il centro destra a sindaco di Napoli.

L’ACCUSA di Salvatore Borsellino: “Qualche anno fa, era il 2012, Catello Maresca nel corso di un’iniziativa pubblica mi chiese la simbolica agenda rossa, oggetto simbolo del ricordo di mio fratello Paolo. Gliene regalai una con una dedica, ma ora vedo che Maresca ha deciso di candidarsi con Berlusconi. Non si può stare prima da una parte e poi dall’altra a seconda delle convenienze, ora la rivoglio indietro”.

LA RISPOSTA, civile e contenuta di Catello Maresca: “Quel giorno ebbi per la prima volta orrore del mio Paese e di tutto il male che conteneva. Capii che solo il coraggio delle proprie idee può veramente contribuire a rendere migliore il mondo in cui viviamo. Da allora mi batto per questo, prima da magistrato ora da cittadino”.

Ho sempre molto stimato il magistrato Maresca, un po’ meno il personaggio politico; ma oggi alla luce di una risposta così civile mi devo ricredere anche sul “Maresca politico” perché se è stato capace di non reagire bruscamente e malamente alla megagalattica, oltraggiosa e arrogante richiesta di restituzione dell’agenda rossa; un’agenda che al di là del valore simbolico iniziale è stata oggi sminuita e volgarizzata dalla distribuzione a pioggia che si è fatto in tutti questi anni.

Il magistrato anticamorra dr. Catello Maresca, candidato a sindaco di Napoli per il centro-destra

L’agenda rossa, fin dall’inizio, è stata un simbolo a perenne ricordo di Paolo Borsellino che su quell’agenda annotava tutti i passaggi riservatissimi delle sue inchieste antimafia; sulla stessa agenda ci sono stati racconti diversi, passando da chi sosteneva e sostiene che nei primi momenti dopo l’attentato fu occultata da mani misteriose dello Stato a chi, invece, racconta un altro film nel senso che forse quel documento importantissimo non sia mai arrivato con Borsellino in Via D’Amelio. Ma questo, ovviamente, non fa parte del contenuto di questo articolo che si ferma alla scemenziale volgarità perpetrata dal fratello del magistrato ucciso che arriva addirittura al fare un processo preventivo e sprezzante del pensiero di un grosso e riconosciuto talentuoso magistrato come Catello Maresca che invece di candidarsi a sinistra ha deciso, in piena libertà, di candidarsi a destra. Come se dopo aver combattuto e battuto la camorra in maniera clamorosa, candidarsi per un polo che solo simbolicamente ormai fa riferimento a Berlusconi possa essere considerato un peccato mortale. E pensare che il giudice Borsellino più volte nel corso della sua vita fu additato come un uomo di destra; ma forse questo il fratello lo ha dimenticato in fretta.

Io al posto di Salvatore Borsellino l’agenda rossa non l’avrei consegnata a tanti sconosciuti personaggi in maniera inflazionistica; l’avrei certamente offerta a Catello Maresca per i suoi straordinari meriti; ma una volta data non gliela avrei mai richiesta in restituzione solo perché si è candidato con il centro destra invece che con il centro sinistra; questa dalle mie parti si chiama uso strumentale e spocchioso delle scelte altrui per fare una politica di bassissimo livello.

 

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