il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

FARMACIA DI MURIA: UN CONSIGLIO AL GIORNO L’OTOTOSSICITA’ INDOTTA DAI FARMACI

da Dr. Alberto Di Muria

 

 

 

 

 

 

 

 

Per ototossicità si intende un effetto indesiderato derivante dall’impiego di alcuni principi farmacologici, in grado di provocare danni reversibili o irreversibili all’apparato auricolare. A seconda della parte colpita, i sintomi che ne derivano sono differenti così come diversa è la loro gravità, che, in alcuni casi, può arrivare anche alla perdita definitiva dell’udito.

Gli effetti avversi riguardanti la coclea di solito causano disturbi neurosensitivi responsabili di fenomeni di ipoacusia progressiva, spesso preceduti dall’insorgenza di acufeni e di episodi vertiginosi. I danni all’apparato vestibolare si manifestano invece con alterazioni dell’equilibrio, accompagnate da capogiri e instabilità posturale. Il meccanismo d’azione secondo cui un farmaco risulta tossico per l’orecchio dipende da vari fattori, comprendenti il dosaggio e la durata della terapia, il tipo di somministrazione e l’assunzione contemporanea con altri medicinali. Inoltre esso è strettamente collegato alla reattività individuale e alla predisposizione genetica del soggetto, oltre che alla presenza di patologie croniche a carico dell’apparato urinario, come l’insufficienza renale.

Le principali classi di farmaci che provocano ototossicità sono: antibiotici aminoglicosidici, macrolidi e
glicopeptidici; l’acido acetilsalicilico; antinfiammatori di tipo FANS; chinino e clorochina, antimalarici; antitumorali a base di cis-platino.

Tra i vari medicinali ototossici, quelli maggiormente utilizzati sono gli antibiotici, i cui effetti avversi vengono potenziati dall’assunzione concomitante con diuretici, quando la terapia ha una durata superiore a 14 giorni, oppure in caso di insufficienza renale.

I chemioterapici a base di platino sotto forma di cis-platino, carbo-platino o oxi-platino, si comportano da potenti agenti ototossici dato che provocano una diminuzione dell’udito permanente e profonda, che può manifestarsi già dopo i primi giorni di terapia, per poi proseguire anche per mesi. Trattandosi di un’alterazione a carico del nervo acustico, che subisce una progressiva degenerazione neuronale, la perdita dell’udito è irreversibile. In altri casi, come in seguito all’assunzione di diuretici o antimalarici, l’ipoacusia generalmente è transitoria, e soltanto quando la tossicità deriva da un prolungato periodo di terapia, può innescare danni permanenti.

Le terapie che vengono attuate per contrastare i fenomeni di ototossicità da farmaci consistono di solito nella sospensione del medicinale che ha provocato l’insorgenza del disturbo.

 

 

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