il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

CRESCENT: il ricorso di Pirro !!

 

Aldo Bianchini

La famosa mezzaluna dell'archistar Ricardo Bofil (recentemente scomparso) del progetto Crescent di Salerno

SALERNO – A dire il vero nel gergo storico la massima è “la vittoria di Pirro” per significare che quella fu una vittoria illusoria e che, soprattutto, fu il preludio alla sconfitta definitiva.

Così è, e più di qualcuno deve farsene una ragione, anche per il processo sul Crescent che appare sempre più arrivato agli ultimi sussulti consentiti soltanto da un farraginoso sistema giudiziario che consente, nel nome di una presunta garanzia democratica, di fare opposizione anche contro l’inopponibile.

Già all’indomani della sentenza di appello gli uomini e le donne di Italia Nostra e del Comitato No Crescent, smaniosi di non fermarsi mai, gridarono allo scandalo non solo della sentenza di assoluzione ma anche del fatto che il tribunale aveva sancito l’impossibilità di confisca del “bene materiale” (cioè l’edificio), peraltro già definita in altre sedi, sulla scorta della prescrizione dei termini verificatasi già diverso tempo fa.

Roba dell’altro mondo, difatti anche Ricardo Bofil si rimuove nella tomba per queste nostrane incredibili sfaccettature di una giustizia lunga e farraginosa; una giustizia che consente sempre e comunque di presentare un successivo appello anche contro una decisione passata in giudicato. Capisco benissimo che Italia Nostra e il Comitato No Crescent su questa cosa ci hanno messo la faccia e rischiano di rimetterci anche un sacco di soldi, ma arriva un momento in cui bisogna sapere fermarsi, altrimenti si gira a vuoto e non si rende giustizia neppure a se stessi.

La causa penale incardinata sul Crescent (l’ho già scritto !!) è stata decisa dalla storia prima ancora che dai giudici; nella vicenda non ci sono mazzette, non ci sono violazioni di legge, non c’è lo straccio di una prova conclamata, e non c’è quel senso di perversione che caratterizza la cattiva gestione della cosa pubblica; insomma non c’è niente ed abbiamo assistito per anni ad un processo basato sul nulla; mentre dall’altra sponda Michelangelo Russo tuonava e tuona (prima consenziente e ora dissidente), da par suo, che la magistratura aveva in passato tutelato il concetto secondo cui tutte le opere pubbliche salernitane venivano fatte da De Luca per il bene della collettività.

Ma nessuno vuole riconoscere anche un’altra circostanza che ha portato all’assoluzione, e neppure i tanti imputati tutti assolti lo riconoscono; la causa è stata vinta già prima che arrivasse in sede penale ed è stata vinta grazie soltanto all’abilità dello staff legale che gravita intorno alla RCM Costruzioni e che ha messo in piedi una strategia difensiva eccellente già davanti al Consiglio di Stato; una strategia che si è riverberata in sede penale (e non poteva essere altrimenti) in favore di tutti gli imputati e della stessa RCM.

Ecco perchè quando sento e leggo che la Procura Generale ha interposto ricorso per Cassazione alle sentenze di 1° e 2° mi viene da sorridere, e quando mi rendo conto che le due Associazioni non si arrendono neanche dinanzi all’ovvia evidenza vengo preso dallo sconforto.

Ha fatto bene il quotidiano Il Mattino a posizionare la notizia del ricorso della  P.G. in 28esima pagina (ottava della cronaca locale), in basso a destra, proprio dove si poggiano le mani dei lettori per girare pagina.

 

2 Commenti

  1. Caro Aldo, a te che segui con attenzione i processi salernitani ti invio un suggerimento: segui la fase esecutiva di questo processo e controlla se le “associazioni” che hanno alimentato il processo di niente, pagheranno le spese a cui sono state condannate già in sede di Appello. Controlla cioè se hanno la capacità patrimoniale per rispondere della condanna pecuniaria. C’è un detto volgarissimo che dice “vuoi fare u ricchi…. cu culo degli altri”. Mi sembra calzante

    • Interessante, e puntualmente pubblicato, l’articolo di Monica De Santis che sul Quotidiano on line “Le Cronache di Salerno” ha assegnato alla città di Salerno l’appellativo di “continuamente sfregiata”.
      Due in sintesi i motivi per tale severo giudizio:
      - lo stato indecoroso in cui quotidianamente appaiono tante strade in centro e in periferia, sempre invase da sacchi di immondizia o rifiuti di vario genere e ciò per colpa sia di tante persone prive dell’abc dell’educazione civica e sia della intera catena dei responsabili preposti al decoro della città, a cui sembra poco importare la soluzione di tale problema;
      - l’abbandono in cui da tempo immemorabile vengono tenuti tanti edifici di elevato valore storico e architettonico.
      Nel citato articolo vengono citati a titolo esemplificativo alcuni antichi palazzi e chiese situati nel Centro storico,
      Colpevolmente andati in rovina, con facciate scheggiate e deturpate, interni ridotti chissà in quali condizioni, ignorati dai più, costituiscono una vergogna che una città con aspirazioni turistiche non dovrebbe tollerare.
      Ma anche in tante zone della città moderna fanno … bella mostra di sè edifici fatiscenti, di incerta destinazione ed uso, ma sicuramente poco rappresentativi … anzi!!
      Eppure, si può comprendere la limitata attenzione della gente comune, distratta dalle preoccupazioni del vivere quotidiano.
      Altrettanto, ma un po’ meno, per quanto riguarda il comportamento dei responsabili del decoro urbano, che trovano giustificazione nelle ristrettezze di bilancio se sono costretti ad assegnare priorità ad altre esigenze.
      Non è accettabile invece assistere a insistenti e perduranti accanimenti di attivisti di certe Associazioni che, per quanto diffuso dai mezzi di informazioni, girano altrove lo sguardo, perché il loro vero problema per ridare decoro alla città è eliminare lo “scempio” rappresentato da quanto ideato dal defunto arch. R. Bofil a ridosso del porto commerciale.

Invia una Risposta

Attenzione: la moderazione dei commenti è attiva e questo può ritardare la loro pubblicazione. Non inoltrare più volte lo stesso commento.