il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Tangentopoli: quando venne turbata la contemplazione delle monache di clausura

Aldo Bianchini

Il convento di Fisciano delle suore Carmelitane

SALERNO – Siamo, come noto, nell’anno che segna il trentesimo anniversario della nascita di “Tangentopoli” e la visita pastorale di Mons. Andrea Bellandi (Arcivescovo di Salerno-Acerno) presso il monastero carmelitano di Fisciano (dove sono stati accolti una quindicina di profughi ucraini) mi ha riportato alla mente il ruolo che quel monastero, in maniera passiva, recitò nel bel mezzo di tangentopoli in un operazione giudiziaria organizzata per dare la caccia all’ex sindaco di Salerno on. avv. Gaspare Russo che alcune soffiate davano come presente in incognita nel monastero, dopo aver lasciato brevemente Parigi (luogo in cui è storicamente rimasto latitante per alcuni anni), per incontrare presumibilmente parenti ed amici al fine di rifinanziare la sua costosa latitanza nella città dalle stelle d’oro e cieli grigi.

L’azione della Procura di Salerno, con il capo del drappello della Polizia di Stato presso il Tribunale “Sebastiano Coppola” agli ordini dei pm Luigi D’Alessio e Vito Di Nicola, si dipana tra i mesi di giugno – luglio e agosto del 1994 e si fonda anche su una intercettazione telefonica ordinata dal pm Michelangelo Russo sull’utenza della signora A.S.M. che all’epoca chiamava spesso il grande introvabile, ed anche sugli arresti dell’ex sindaco di Baronissi ed altri fidatissimi di Gaspare Russo.

Questo il quadro informativo che ingenera nella mente dei due pm Di Nicola-D’Alessio, sorretti e spinti dal poliziotto Coppola, l’idea del grande colpo: la cattura dell’inafferrabile Gaspare Russo.

 

S.E. Mons. Andrea Bellandi, arcivescovo di Salerno/Acerno

IL BLITZ:

E’ l’alba del 13 agosto 1994; una ventina di uomini impiegati direttamente gli ordini di Coppola; lo squadrone giunge a Fisciano e cinge d’assedio il convento; poi qualcuno bussa al portone; non viene dato il consenso all’accesso (si tratta di suore di clausura), interviene addirittura l’arcivescovo di Salerno Mons. Gerardo Pierro che chiede di parlare con i due magistrati (presenti sul posto); secco il rifiuto e perentorio l’ordine di entrare; tardi, troppo tardi: Gaspare Russo è già sparito. Qualcuno dirà che è fuggito attraverso i cunicoli del monastero. A questo punto occorre chiedersi se Russo fosse davvero presente nel Convento. Per una certa logica si, ltrimenti come giustificare la clamorosa azione, la violazione della clausura e forse dello Stato Pontificio ? Se Russo si trovava all’interno del convento, chi lo avrebbe avvertito e materialmente aiutato ? Qualcosa  avrebbe potuto dirla, forse, Pietro De Divitiis, il fedelissimo di Russo, ma è morto.

(Stralcio dal libro “A dieci anni da tangentopoli” – Ed. Loffredo del 2004)

 

Negli ultimi anni ho incontrato decine e decine di volte l’ex sindaco ed ex presidente della Regione avv. Gaspare Russo; tantissimi i mercoledì pomeriggio trascorsi nel suo studio-casa di Via San Giovanni Bosco a Salerno per preparare un libro-racconto sulla sua vita. Molte volte gli ho chiesto se davvero si trovasse, nell’agosto del 1994, nel monastero di Fisciano. Mi ha sempre risposto che: “Caro Bianchini, io non mi sono mai mosso da Parigi dove vivevo tranquillamente e dove nessuno mi ha veramente cercato. Il resto appartiene ai segreti della mia storia”.

Il prossimo 27 aprile il presidente Russo taglierà il traguardo dei 95 anni; l’età e la saggezza degli anni non lo convinceranno mai a dire la verità, tutta la verità, soltanto la verità.

E se domenica 20 marzo 2022 l’arcivescovo Bellandi per benedire i profughi ha per qualche minuto sospeso la contemplazione delle suore, quel caldo giorno di agosto del 1994 la loro contemplazione non fu soltanto sospesa ma addirittura sconvolta.

 

 

 

 

 

 

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