il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

IL MISTERO DELLA MORTE DI ANTOINE DE SAINT-EXUPÉRY: COME EGLI PREDISSE LA SUA DIPARTITA

 

 

Da Davide M. Migliore

 

Da grande appassionato del Piccolo Principe mi sono trovato spesso a riflettere sui vari spunti che il libro propone, ed in ogni periodo della mia vita ne ho sempre colti di nuovi. Questa è uno dei tanti punti caratteristici e tratti distintivi di questo romanzo. Mi sono trovato a riflettere ultimamente su una strana serie di coincidenze riguardanti il libro.

Facendo una panoramica generale dell’autore, è stato uno scrittore, aviatore e militare francese. Nacque a Lione, in Francia, il 29 giugno del 1900, e morì il 31 luglio 1944 nel Mar Mediterraneo. Era sposato con Consuelo Suncín Sandoval. Saint-Exupéry si arruolò, durante la seconda guerra mondiale, nell’areonautica militare francese e poi, dopo l’armistizio, nelle Forces aériennes françaises libres. Prestò servizio dal 1939 fino alla sua morte nel 1944. Con il suo aereo, per mare, si occupava di consegnare dispacci. Il giorno della sua scomparsa, avvenuta poco prima della fine della guerra, stava facendo un volo di ricognizione. La scomparsa restò per molti anni misteriosa, finché nel 2004 venne localizzato e recuperato il relitto del suo aereo nel mare antistante la costa marsigliese (relitto che ad oggi è conservato al Musée de l’Air di Bourget, vicino a Parigi). In seguito è stato possibile accertare che fu un caccia tedesco della Luftwaffe ad abbattere il velivolo -Ricordiamo che nella seconda guerra mondiale Francia e Germania erano rivali-.

È curioso sapere come, prima del recupero del relitto, sia stato trovato nel 1998 da un pescatore all’interno della sua rete il bracciale d’argento di Saint-Exupéry, ove era inciso il suo nome e quello della coniuge, e poi il titolo del suo libro più celebre.

 

Ora, arrivando al tema principale, inizierei col citare le parole di Saint-Exupery: egli infatti spiega come nei suoi voli dedicasse molto del suo tempo a riflettere, e quando pensava scriveva, e fu così che nacque Il piccolo principe (che ad oggi è il testo più tradotto al mondo se si escludono quelli religiosi). Il libro è stato pubblicato nel 1943, quindi poco tempo prima della sua morte. Uno dei messaggi principali del libro è il concetto secondo il quale nella vita, non conta quante cose arrivi a possedere ma, piuttosto, quanti legami si è riusciti a stringere, ponendo un quesito che spesso viene sottovalutato e trattato con superficialità: “cosa conta davvero nella vita?”

Vediamo come il personaggio comprimario del libro sia un aviatore, che ha un guasto al motore del suo aereo, a causa del quale si trova a precipitare nel deserto del Sahara, combattendo ogni giorno di più contro la morte. Il libro poi si conclude con la morte del ragazzino dai capelli color del grano, il quale decide volontariamente di morire con l’aiuto di un serpente velenoso. La morte del Piccolo Principe avviene alla notte, e la mattina dopo il corpo è misteriosamente sparito nel nulla, e non viene mai più trovato, nonostante l’aviatore gli fosse sempre rimasto vicino. Nel libro viene ipotizzato dall’aviatore che il motivo della scomparsa del corpo sia che il Piccolo Principe sia tornato all’asteroide B612.

Interessante è notare come nel libro, pubblicato appena un anno prima della morte di Saint-Exupéry, il narratore sia interno, ed è proprio l’aviatore: aviatore che si trova a precipitare col suo aereo. Inoltre, credo sia importante notare come il corpo di Saint-Exupéry, allo stesso modo di quello del Piccolo Principe, non sia mai stato ritrovato. Il libro quindi potrebbe essere considerato come una consapevolezza da parte di Saint-Exupéry di star andando incontro alla morte, prevedendone anche le circostanze, il quale si trova a fare un resoconto e a tirare le somme della propria vita, con le proprie esperienze e i propri conflitti interiori (rappresentati dai personaggi che il Piccolo Principe incontra nel suo percorso, a partire dalla rosa sul suo asteroide prima di partire per altri mondi, fino all’incontro con l’aviatore prima di morire), interrogandosi su quale sia secondo lui il senso della vita e quali siano le priorità di essa; quasi come a ripercorrere la propria vita su un letto di morte. Qui torno a sottolineare ciò che egli disse, ossia che “Il piccolo principe” sia nato dalle sue riflessioni durante i voli aerei.

 

 

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