il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

P.S.I.: la storia siamo noi … Bobo, il figlio di Bettino, mi scrive !!

 

Aldo Bianchini

Bobo Craxi, oggi

SALERNO – E’ proprio vero l’antico detto che “verba volant, scripta manent” (una locuzione latina che tradotta letteralmente significa “le parole volano, gli scritti rimangono”); ed è un detto che ritorna sempre con grande evidenza anche in un mondo, come quello di oggi, legato e succube della velocità del web.

In questi ultimi giorni ho avuto modo di incrociarlo anche io questo antico detto; avevo scritto un articolo sul Partito Socialista Italiano dal titolo “CRAXI: Salvatore Memoli e il caso “C” … non solo i figli di Bettino sono divisivi !!” e lo avevo fatto per riprendere un ottimo approfondimento scritto per “leCronache.it” dall’avvocato Salvatore Memoli e per cercare di far decollare il dibattito sul perché il PSI non  cresce come dovrebbe e, soprattutto, sul perché tra vecchi veri socialisti e nuovi falsi socialisti non si riesce a ristabilire un contatto organico finalizzato soltanto per il supremo interesse di un partito politico che, l di là di ogni ideologia, è stato sempre al centro della storia italiana fin dalla sua unità.

Sapevo già, dentro di me, che quell’articolo avrebbe provocato qualche reazione; ma non immaginavo che si sarebbe mosso addirittura un membro illustre della famiglia Craxi, come è Bobo, (Vittorio Michele Craxi detto Bobo) per scrivere (anche se solo su facebook) su un modestissimo giornalista di provincia come me in risposta, ovviamente, al contenuto del mio articolo; ecco il testo integrale della riflessione craxiana:

  • Quel Bianchini ha scritto una serie di castronerie; di me in particolare dice una cosa falsa nel senso che non ho mai organizzato nessun festival di Salerno

Bobo Craxi, ieri

Viviamo in un Paese democratico e, dunque, quando si scrive di una persona bisogna sempre aspettarsi la reazione di parte che, come nel caso di Bobo, è assolutamente legittima e democratica anch’essa; al di là dell’intrinseco malcontento di Bobo in merito ad un avvenimento che Lui forse non ricorda neppure; difatti io non ho scritto che è stato a Salerno o che fosse stato indagato; ho scritto di un giovanissimo Craxi (forse poco più che diciottenne) che, comunque, rappresentava tutti i giovani socialisti italiani dell’inizio degli anni ’80. E quella manifestazione di Salerno di “giovani socialisti” rientrava, forse, nell’ambito di una serie di manifestazioni organizzate in quel periodo in tutt’Italia dalla gioventù socialista capeggiata a livello nazionale proprio da Bobo Craxi.

Ma l’ottimo Bobo non deve rizelarsi più di tanto se, pur non ricordando quell’evento, ho scritto che quella manifestazione finì nel mirino di una Procura, quella salernitana, che all’epoca era una specie di costola di quella milanese e si stava organizzando per l’assalto agli illustri personaggi del crescente PSI che a Salerno nel ’90 raggiunse il 33% del consenso popolare.

Del resto l’uscita di Bobo Craxi non è una novità; è sufficiente pensare alla recente reprimenda operata su di me dall’ex ministro Carmelo Conte per capire come e perché la storia del PSI deve essere riscritta da chi è stato ed è profondamente socialista rispetto a quei socialisti che mangiavano il pane a tradimento negli anni 80 e 90, che poi fuggirono facendo passare per appestati tutti gli inquisiti ed infine per ritornare come falsi socialisti con la speranza di continuare a mangiare pane a tradimento dovunque ci sia odore di prebende.

Carmelo Conte, già ministro

Non ho mai avuto il piacere di dialogare con il figlio del grande Bettino; l’ho intravisto soltanto una volta nel centro sociale di Salerno, ma nessuno me lo presentò.

Il suo commento su FB (opportunamente segnalatomi dall’amico Salvatore Memoli) di Bobo sicuramente avrà l’effetto di sdoganamento del mio essere socialista e, quindi, titolato a discernere sul PSI, ovviamente senza alcuna falsità e con un atteggiamento che va ben oltre ogni eventuale errore.

Ma visto che Salerno è una città che non restituisce mai niente ritengo giusto spiegare al figlio di Bettino cosa ha significato per me essere socialista, non prezzolato ma soltanto inebriato dal profumo dei garofani, in una città e in un ambiente malsano fatto solo di presenzialismo e di arrembaggio. Ho un paio di episodi da raccontare che daranno anche a Bobo la giusta visione di quanto accaduto diversi anni fa. Lo farò prossimamente.

 

 

1 Commento

  1. Anch’io sono stato socialista. Avevo diciotto anni quando Bettino Craxi è diventato Presidente del Consiglio dei ministri. Nel 2007, a Bertinoro, ultimo tentativo per la formazione di una costituente socialista in opposizione al nascente Pd, sono stato relatore e testimone del fatto che quel poco che restava dell’”anima socialista” era già frammentata in tanti pezzetti. Uno di questi rappresentato dal figlio di Bettino, Bobo, presente anche lui a Bertinoro.
    Ha scritto Erich Fromm, celebre psicologo e psicanalista, che “il socialismo o è coscienza dell’utopia o non è”. E quindi crescendo, com’è giusto o normale che sia, scopriamo invece che la realtà domina su tutto. Così che il socialismo resta soltanto una vaga illusione di quando eravamo giovani immaturi.

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