Città Parco: Carmelo Conte è tornato !!

Aldo Bianchini

SALERNO – La mattina del 26 settembre scorso mentre sfogliavo serenamente il quotidiano “Il Mattino” fui attratto da una notizia a fondo pagina con il seguente titolo: “Ascea – Conte alla guida della Fondazione Alario”. Sobbalzai pensando che Conte era finalmente tornato. Finalmente per me, purtroppo per tantissimi altri, anche potenti, che inavvertitamente avevano messo nelle mani di un “genio della politica” uno strumento così importante ed efficace ai fini di una pianificazione strategica, questa volta abbastanza tranquilla, per il suo ritorno sulla scena politica importante, anche a livello nazionale. L’articolo, a firma di Carmela Santi, dopo aver dato la notizia non pose alcuna argomentazione  (un vero peccato!!) su cui poter dibattere anche perché sembrava una cosa talmente innocua e normale da non impensierire nessuno. La Fondazione Alario, retta per anni da Pasquale Persico, in verità non ha mai dato spunti o lanci particolari per la politica perché è stata sempre utilizzata tuttalpiù per qualche progettino di respiro locale, per concedere qualche contributo o qualche sponsorizzazione, per accaparrarsi i soliti gettoni di presenza nei CdA, ma mai era stata elevata a rango di strumento fondamentale per una progettualità di respiro regionale ed anche oltre. La fondazione, nata nel 1986, per volere di Gaetana Alario, pur essendo una associazione privata è comunque riconosciuta dalla Regione ed ha tra i suoi compiti statutari principali proprio la rinascita ed il rilancio del territorio attraverso progettualità politiche. Ed ecco il colpo di genio del vero politico, in meno di due mesi di presidenza ha messo insieme un progetto che definire fantastico è dir poco; ed ecco perché chi ha consegnato tale strumento nelle mani di un genio ora probabilmente si morde le mani. D’improvviso Carmelo Conte spariglia tutti gli avversari ed esce allo scoperto, questa volta con una carica ben precisa, e presenta il suo progetto di “Città Parco” completamente innovativo rispetto a tutto quello che la stessa denominazione del progetto può far pensare. Difatti la parola “Parco” sta ad indicare che il progetto parte, come nella genesi istituzionale della Fondazione, dal territorio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni ma si allarga rapidamente all’intera Regione Campania in una sorta di riammagliamento (parola molto cara a Conte !!) di tutte le esigenze regionali arrivando addirittura ad ipotizzare  una “Nuova Regione” non nel senso politico o fisico ma nella direzione dello sviluppo, dell’economia e dell’occupazione tenendo ben conto dei tempi e della velocità che impone “la globalizzazione” in ragione della prospettiva dell’Unità europea. L’ex ministro Conte ha ripartito il territorio regionale in 45 distretti-sistemi ed ha analizzato distretto per distretto tutte le esigenze di carattere generale e quelle particolari. Ovviamente, per parare eventuali colpi gobbi da parte dei suoi detrattori (che non sanno fare altro se non perdere tempo in inciuci da bottega!!), ha riservato una buona parte delle sue considerazioni alla zona del Parco Nazionale del Cilento – Vallo di Diano e Alburni scrivendo testualmente: <<Tuttavia, pur tra tanto fiorire di iniziative, desta stupore che una comunità di 271mila cittadini –con una superficie territoriale di prima grandezza e una dimensione demografica prossima a quelle di province come Benevento e Avellino, doppia di quella di Salerno- non sia stata oggetto di nessun grande progetto del Por Fesr della Campania programma 2007/2013 …..>>. E continua, Conte, ad offrire una serie interminabile di riflessioni e di metodologie su cui dovranno essere indirizzate le scelte future. Insomma Carmelo Conte ha sbaragliato il campo, costituito invero da buona parte della gerontologia della politica locale che lui stesso ha creato e foraggiato per decenni e che è rimasta incredula, quasi smarrita di fronte alla genialità ed alla dimensione del progetto “CittàParco”. Diversi della vecchia nomenclatura hanno disertato l’incontro, alcuni hanno presenziato; tutti, a mio avviso, si sono chiesti come faranno ora ad arginare il “ciclone Conte”, un politico vero che riesce in 40 minuti (questo è il suo tempo medio di intervento) a dipanare sempre un discorso compiuto, comprensibile e produttivo. E’ vero che Carmelo Conte ha scelto la linea Renzi così come è vero che il Partito, dopo il primo turno delle primarie, si avvia forse verso quella di Bersani, ma di fronte ad un genio della politica dovrebbe inchinarsi anche Vincenzo De Luca che ha imparato, si, a parlare per 40 minuti anche lui, ma certamente non  a dire le stesse cose. Del resto Conte l’idea fissa ce l’aveva da oltre vent’anni, quella di creare una “Area Metropolitana” da non contrapporre mai a Napoli, semmai di affiancarla. Il progetto “CittàParco” è un progetto che affascina e che va proprio in quella direzione, ecco perché già in molti stanno correndo ai ripari in vista delle prossime elezioni politiche. Ma domani, si sa, è un altro giorno !!

4 thoughts on “Città Parco: Carmelo Conte è tornato !!

  1. L’on. Conte nell’ individuare le dimensioni del progetto “città parco” e dargli il giusto peso pone alla base del progetto quelle che sono le suddivisioni indicate nel “Piano Territoriale Regionale” naturalmente con gli opportuni emendamenti, “uno strumento regolatore con il quale si propone di dividere la regione in 9 ambienti insediativi e in 45 Sistemi Territoriali di Sviluppo, che riflettono abbastanza puntualmente i criteri della letteratura geografica classica”.
    L’on. Conte individua quindi, una nuova dimensione di aggregazione culturale, sociale ed ambientale che va oltre i singoli comuni, oltre i “singoli sistemi territoriali di sviluppo” mentre la “Nuova Regione” nient’altro è che l’espressione di quanto contenuto nel Piano territoriale della Regiona Campania adottato con una delibera del 2006.
    Insomma a lui il merito di aver creato un nuovo perimetro territoriale che dialoghi naturalmente con il capoluogo napoletano ma a questo punto esca dalla subalterneità che Salerno riserva a queste zone.

    Vorrei però solo ricordare che quando si parla di pianificazione territoriale e urbanistica non bisogna eccedere in facili entusiasmi (magari solo per esaltare l’ideatore) basti pensare ad un idea simile e con una ragione più forte che risale a quarant’anni fa per opera di Quaranta e Ritorto la cosidetta “Città Vallo” e che oggi vive nel fermento di poche persone, nonostante per alcuni versi è una realtà culturale e sociale.

  2. L’informazione dovrebbe essere più puntuale e meno di parte. Non conosco personalmente l’On.. Conte né il suo operato per la Fondazione, quindi non ho intenzione di esprimere giudizi in merito. Ho lavorato tuttavia per 11anni per la Fondazione Alario avendo l’onore di lavorare al fianco di Ubaldo Scassellati, primo presidente, Adalgiso Amendola, Enzo Mattina e infine Pasquale Persico. Tutti presidenti, insieme all’avv. Chirico, curatore testamentario della sig.na Alario e designato a vita negli organi istituzionali della Fondazione, di alto spessore umano e culturale. La Fondazione non é un soggetto politico, é una Onlus che ha la missione statutaria di valorizzare la memoria di Elea Velia “utilizzandola” – passatemi la parola – come strumento per lo sviluppo locale. Sinceramente ognuno di quei presidenti ha dato, in questa direzione, un notevole contributo indipendentemente da tessere o ideali di partito. Non dimentichiamo poi che uno degli scritti più datati del prof. Persico si intitola proprio ” Città del Parco”. Se l’On Conte, quindi, con la sua relazione programmatica che riporta un titolo simile a quello di Persico abbia voluto dare continuità all’operato già portato avanti da altri, senza denigrare come spesso accade tutto “il già fatto da altri”, sicuramente allora é da annoverare tra gli innovatori di questo secolo. Ultima precisazione: in undici anni mai nessun membro del Cda o di qualsiasi altro organo ha percepito alcun gettone di presenza. Chiedo scusa, ma il mio é solo dovere di cronaca.

  3. Ho l’onore di dirigere la Fondazione Alario dall’inizio della scorsa estate succedendo all’amica Paola De Roberto al cui impegno cerco quotidianamente di dare continuità. Credo che oltre alla giusta puntualizzazione di Paola, relativa ad un comico funzionamento a gettoni, ci sia da aggiungere che la Fondazione Alario abbia inciso sul territorio in maniera significativa in termini di azioni concrete volte ad uno sviluppo locale che al contrario nel Cilento, probabilmente, sarebbe ancora oggi un assunto privo di significato. Il profilo morale e professionale di chi questo Ente lo ha voluto e di coloro che lo hanno condotto è declinato dalle molteplici attività che hanno contribuito alla disseminazione di concetti quali: identità territoriale; sviluppo sostenibile; valorizzazione del patrimonio storico, ambientale e culturale attraverso l’utilizzo di best practics e politiche di sviluppo; introduzione di ICT; valorizzazione del capitale umano come oggetto d’investimento per l’emancipazione di un’economia duratura e l’elevazione della soglia di occupabilità, in particolar modo dei giovani, anche attraverso master e alta formazione; integrazione del territorio cilentano in reti europee di progettazione in attuazione alle azioni comunitarie dirette; recupero e promozione del pensiero eleatico quale elemento di interesse in chiave internazionale e multidisciplinare. Potrei continuare, e senza incappare nella falsa modestia, dal momento che sono “appena arrivato”! Oggi sono testimone di quanto sta elaborando il Presidente Conte e, senza cadere in giudizi personali, sento il dovere di affermare che si tratta di proseguire il cammino da sempre portato avanti dalla Fondazione Alario, rispondendo, però, alle ultimissime istanze che derivano dalla fase di transizione da un assetto territoriale precedente ed un altro prossimo/futuribile di cui bisogna cominciare ad interessarci. Conte, grazie anche alla sua esperienza, cerca di offrire un contributo fattivo e, se ne leggiamo attentamente la relazione su “La Città del Parco”, volutamente in continuità con gli studi condotti dal Past President Pasquale Persico, scopriremo elementi di lucida concretezza, come la determinazione in Campania dei Distretti di Qualità, e di un riassetto più coerente, rispetto a fattori storici, geografici e tradizionali, delle aree regionali. Tutto ciò anche in risposta di quanto già chiesto dall’Europa e verso cui siamo in ritardo. Grazie al Direttore Dott. Bianchini e a coloro che hanno riservato la propria attenzione su queste argomentazioni.

  4. CONTE NON LO METTEREI A GUIDARE NESSUN TIPO DI ATTIVITà, DOPO I SOLDI CHE HA A………IN TUTTA LA SUA CARRIERA POLITICA E LE SPALLE CHE HA GIRATO A GENTE CHE LO HA FATTO DIVENTARE QUELLO CHE è…..LO DICO PERCHè HO AMICI A CUI LUI A GIRATO LE SPALLE

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