I fondi etici: cosa sono e come funzionano


Filippo Ispirato

Complice la crisi, in questi anni in tutta Europa stiamo assistendo ad un progressivo depauperamento dei cosiddetti paesi “ricchi”; i loro governi non sono più in grado di offrire un sistema di welfare come in precedenza ed i tagli sono all’ordine del giorno. Tra questi, i trasferimenti dal governo centrale alla pubblica amministrazione periferica e tutta una serie di incentivi e misure volti a finanziare, tra gli altri, l’occupazione, diversi progetti sociali, la tutela ambientale, l’istruzione o la creazione di impresa.

A latere, per sopperire a questa mancanza, sono nate e si sono sviluppate nel tempo tutte una serie di modalità alternative di finanziamento mirate a sostenere dei progetti validi in diversi settori.

La settimana scorsa ci siamo occupati del crowd funding. In questo articolo tratteremo, attraverso una nuova intervista al Dr. Moccia, la tematica dei Fondi Etici, per capire cosa sono e come funzionano.

Continueremo poi, nelle prossime settimane, a trattare la gamma dei finanziamenti alternativi ed innovativi alle aziende, alle organizzazioni non profit e ai cittadini, attraverso degli articoli dedicati a questo mondo, in modo da offrire dei primi spunti di riflessione utili per i nostri lettori e per chi poi voglia sviluppare una propria idea di impresa ricorrendo o integrando la propria fonte di finanziamento alla finanza tradizionale. 

Dr. Moccia, cosa sono i Fondi Etici e come funzionano?

I fondi etici sono strumenti identici ai fondi comuni d’investimento ordinari, ma si differenziano, dal punto di vista finanziario, per la regolamentazione e la distribuzione, perché investono il patrimonio gestito solo:

  • In società senza scopo di lucro;
  • Che hanno un obiettivo sociale;
  • Che si fondano sulla mutualità, sull’autogoverno democratico e sulla trasparenza nell’utilizzo delle risorse.

Si parla di fondi etici, però, anche a proposito di quei fondi che devolvono una parte delle commissioni, o dei rendimenti ottenuti, a favore di enti non profit.

 

A chi sono destinati?

Il target dei destinatari dei fondi etici è in genere rappresentato dall’impresa ma anche, o soprattutto, da organizzazioni pubbliche e private che hanno a cuore il tema della sostenibilità o comunque dell’etica negli affari o nelle azioni pubbliche.

 Quali tipologie di progetti finanziano?

 I fondi etici non hanno preclusioni particolari se non nella finalità, in quanto è evidente che questi fondi vanno indirizzati ad iniziative imprenditoriali di un certo tipo e/o progetti di particolare impatto sociale ed ambientale.
Per questo motivo, dunque, i fondi etici escludono gli investimenti nel business delle armi, degli alcolici, del tabacco, della pornografia.

A fare la differenza tra un fondo e l’altro è anche la presenza o meno di un Comitato etico, che supervisiona l’operato del gestore. Ma anche la trasparenza sulla strategia e sul processo di selezione utilizzati.
I gestori di fondi etici possono utilizzare anche criteri positivi per identificare le imprese da includere nel proprio portafoglio, basandosi su parametri sociali e/o che contribuiscono allo sviluppo sostenibile (per esempio, utilizzando fonti di energia rinnovabili, attuando misure preventive sulle immissioni inquinanti e adottando pratiche coerenti nella scelta dei processi produttivi e della qualità dei prodotti).

I progetti in cui investire sono tipicamente selezionati in base a tre principi:

  • Possesso di una valenza etica;
  • Il finanziamento deve essere erogato a organizzazioni e non a un singolo individuo;
  • Il finanziamento è concesso in base alle prospettive di sviluppo e non alla garanzia offerta dal beneficiario.

Criterio base per la scelta di un fondo etico è la trasparenza. Questo vuol dire che l’investitore socialmente responsabile può decidere se un determinato fondo etico corrisponde o no alla propria personale visione di eticità. Per un maggiore controllo, alcune società di gestione si sono dotate di un comitato etico che vigila affinché venga mantenuto uno stile di gestione orientato all’eticità e alla responsabilità d’impresa.

In Italia e nel resto d’Europa abbiamo progetti del genere avviati con successo o siamo ancora in fase embrionale? E in Campania qual è la situazione?

In Italia i fondi etici sbarcano inizi anni ’90 e hanno già trovato utilizzo soprattutto in ambito di progetti di promozione sociale ma anche di imprese private (Telecom, Indesit). In Campania l’uso è tuttora piuttosto limitato e poco significativo.

 

Per chi volesse usufruire di questi fondi a chi ci si deve rivolgere?

 

Talvolta sono gestiti da alcune banche classiche, spesso comunque dalle cd. banche etiche oltre che dalle SGR (Società di Gestione del Risparmio). Per cui chi volesse attingere a questi fondi, sulla base di un progetto ben preciso, deve rivolgersi ad uno dei soggetti suindicati.

Per chi, al contrario, volesse investire in fondi etici dove è possibile rivolgersi?

E’ possibile rivolgersi sempre a banche etiche, Società di gestione del risparmio, e banche classiche che trattano questa tipologia di fondi. La caratteristica dei fondi etici sta anche nelle modalità di ingresso che è particolare: l’investitore deve rispondere a dei precisi canoni etici, in particolare non deve operare in campo bellico, nucleare, del tabacco della pornografia, deve avere a cuore il rispetto dell’ambiente. In sostanza, la finalità etica si riscontra sia in ingresso (appunto caratteristiche precise che deve avere l’investitore) che in uscita (utilizzo di questi fondi in ambiti ben definiti).

Alcuni fondi etici si appoggiano a un indice etico di riferimento, come ad esempio gli indici Dow Jones Sustainability Index o Ftse4Good, i più celebri a livello internazionale, oppure il nuovo indice etico Ftse Ecpi Italia Sri appena introdotto alla Borsa di Milano. Il loro obiettivo è quindi quello di replicare, nel loro portafoglio, la composizione del paniere dell’indice. Altri fondi, invece, selezionano gli investimenti in base alle analisi condotte da società di consulenza esterne, specializzate sui temi della responsabilità sociale d’impresa e della sostenibilità: esse individuano un insieme di titoli che, poiché soddisfano determinati requisiti (di carattere sociale, ambientale e di governance), possono essere oggetto di investimento da parte del fondo. In tal caso, si dice che i titoli in cui il fondo può investire costituiscono un “universo investibile”, mentre i titoli che sono esclusi dall’universo investibile fanno parte di una cosiddetta “black list”. Esempi di fondi etici, italiani e non, sono Etica SGR, Aureo Finanza Etica, Eurizon.

One thought on “I fondi etici: cosa sono e come funzionano

  1. Complimenti per l’argomento trattato, da salernitano espatriato sono molto contento che il vostro quotidiano faccia un approfondimento su tematiche così raffinate.

    Continuate così e buon lavoro.

    Marco

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