GIUSTIZIA: aboliamo il segreto istruttorio … lo suggerisce la “ragazzina di Agropoli” dopo la morte dei suoi genitori

 

Aldo Bianchini

Vittime e giustizieri di Agropoli

SALERNO / Agropoli – Se chi si ripropone di attuare la riforma della giustizia volesse fare una cosa seria, invece di pensare all’abolizione dell’abuso d’ufficio e quant’altro, eliminasse subito il cosiddetto “segreto istruttorio”.

Indirettamente lo suggerisce a tutti la ragazzina di 13 anni, figlia di Vincenzo Carnicelli e di Annalisa/Annamaria Rizzo (non si è ancora capito bene quale sia il nome di battesimo della malcapitata donna di 43 anni, tanta è la frenesia della stampa di scrivere e/o parlare per prima rispetto gli altri) che con una freddezza ed una fermezza straordinaria non solo ha invitato tutti a non riportare cazzate varie ma, secondo me, ha impartito una straordinaria lezione di serietà comportamentale a tutti coloro (magistrati e investigatori vari, ma anche semplici portantini o vigili urbani) che, come un fiume in piena stanno rovesciando notizie di tutti i tipi nelle fauci fameliche di una stampa desiderosa (spesso anche pagando la controparte !!) soltanto di riferire enormi cavolate pur di vincere quella squallida sfida vincolata, senza e senza ma, a conquistare e diffondere la notizia, quale che essa sia, prima degli altri.

Ritorno a ribadire ed a chiedere cosa insegnano i soliti incartapecoriti soloni del giornalismo nostrano durante i corsi di formazione ai giovani ma già distratti e presuntuosi giovani e meno giovani giornalisti; il presidente regionale Ottavio Lucarelli facesse, finalmente, un salto di qualità e chiamasse la “ragazzina di Agropoli” a tenere una lezione su come bisogna gestire la notizia, ogni notizia. Potrebbe lanciare un nuovo modello operativo per un giornalismo più pulito e meglio rispondente ai canoni delle tradizioni secolari di questo mestiere.

Leggendo le cronache sui vari giornali ne ho tratto la convinzione che con il caso “omicidio reciproco e/o duplice omicidio ovvero omicidio-suicidio” di Agropoli la stampa abbia raggiunto il top nella descrizione di dettagli (esempio: il capo dell’uomo poggiato sul corpo della donna, ovvero  che la ragazzina dormiva con la mamma e il papà sul divano, oppure che l’uomo faceva uso di sostanze stupefacenti, finanche la descrizione della posizione precisa dei due corpi e degli indumenti, anche intimi, indossati, ecc. ecc.) che vanno molto al di là del rispetto assoluto del segreto istruttorio e si manifesta sicuramente una violazione costante di quel segreto. Cose che, ovviamente, non hanno nulla a che fare con il famigerato “interesse pubblico e/o di parte” a conoscere nei minimi dettagli una vicenda che già al suo apparire è molto complesse.

Sicuramente non per colpa dei giornalisti che fanno il loro mestiere ma di chi fregandosene di tutto e di tutti, mettendo a rischio la stessa indagine, spiffera (ripeto: spesso a pagamento)  inarrivabili segreti istruttori.

Appena qualche mese fa per ordine della Procura della Repubblica di Lagonegro sono stato sentito dai Carabinieri di Sala Consilina con l’accusa di “violazione di segreto istruttorio” per aver scritto nel 2019 fatti che, come dicevo nell’articolo, erano già stati pubblicati su “Il Mattino” in merito allo scandalo che aveva attraversato la chiesa valdianese in quel periodo. Una cosa assurda anche per un neofita; e mi sono chiesto se per il caso di Agropoli ci sarà almeno un “giudice con le palle” in grado di gridare al medico legale (o chi per esso) che non devono uscire dettagli dopo la perizia autoptica prima ancora di redigere il rapporto, o di catechizzare uno per uno tutti i presenti alla perizia e tutti quelli che sono intervenuti sul posto ad osservare il massimo silenzio nel rispetto delle vittime e dei familiari.

Spero ardentemente che ci sia, so che è difficile, ma sperare non toglie niente a nessuno; poi però non dobbiamo lamentarci se il governo del Paese per frenare l’emorragia di notizie comincia dalla coda, cioè dalla stampa, che è il modo più sbrigativo per cambiare qualcosa.

Vi lascio con le parole drammatiche scritte dalla “ragazzina di Agropoli” su instagram:  “”La situazione che c’era in casa la so solo io e due o tre persone più strette, e così dovrà essere, perché sull’accaduto ci sono state fin troppe incomprensioni e notizie false e nessuno spiega la situazione per come era. Alcuni dicono che ero a scuola e che il tutto sarebbe successo alle 8, altri dicono che ero in casa e mi sono tagliata anche io, altri persino che mio nonno avrebbe detto <mia figlia voleva lasciarlo>. Vi assicuro che nessuno dice la verità. Non c’era alcun tipo di violenza in casa, chi conosceva mio padre sa quanto fosse buono, continuerò a dirlo nonostante le azioni che ha commesso perché io so com’era fatto papà, ma non aveva il diritto di fare quello che ha fatto. Mia mamma aveva una vita davanti e una figlia da crescere, e ovviamente, anche mio padre doveva continuare a vivere. Vi chiedo di avere rispetto e di non essere invadenti, vista la situazione poco gradevole. I miei angeli per sempre””.

 

 

One thought on “GIUSTIZIA: aboliamo il segreto istruttorio … lo suggerisce la “ragazzina di Agropoli” dopo la morte dei suoi genitori

  1. I cittadini hanno perso la consapevolezza di come viene amministrata in Italia la giustizia tra aule giudiziarie, salotti televisivi , social e false notizie . La separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente non è più differibile, PM e Avvocato devono essere equidistanti dal giudice terzo ed imparziale . La separazione delle carriere la richiede l’articolo 111 della costituzione che impone il giusto processo. Nel processo penale l’accusa e la difesa devono essere equidistanti dal giudice. PM e Giudice sono due colleghi magistrati che hanno superato lo stesso concorso, che hanno lo stesso CSM ,l’ organo di autogoverno, che fanno insieme l’aggiornamento formativo, il PM che che accusa e l’altro collega magistrato che giudica. In pratica l’avvocato che svolge le indagini difensive è un estraneo di fatto e di diritto nel processo penale?

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