CONCORSO ASL: i veterinari e … “l’inchiesta d”ê muzzarèlle” e l’elenco dei regali di Alberto Schiavo

 

Aldo Bianchini

SALERNO – Passerà alla storia come “l’inchiesta d”ê muzzarèlle” (per dirla in gergo napoletano) quella avviata, l’ennesima, dalla procura della Repubblica di Salerno, nell’ambito del concorso per l’assunzione nella ASL di alcuni “veterinari” contro il consigliere regionale di Italia Viva on. dr. Vincenzo Alaia (presidente commissione regionale sanità); un’inchiesta che a pieno titolo sale sul famoso Albero di Natale inaugurato dall’ex capo della Procura salernitana dr. Giuseppe Borrelli (ora a Reggio Calabria).

LA NOTIZIA – “”Inchiesta sui concorsi della Sanità in Campania. Tra i 6 indagati anche il consigliere regionale Vincenzo Alaia (Italia Viva), presidente della Commissione Sanità e sicurezza sociale del Consiglio regionale … L’inchiesta della magistratura sulla Sanità in Campania, intanto, sarebbe ancora alle prime battute. Il fascicolo sarebbe partito dalla Procura di Salerno con un altro filone di indagine alla Procura di Avellino, affidato al pm Francesco Raffaele. Indagini delegate ai carabinieri. Nel mirino degli inquirenti ci sarebbero accertamenti su presunti casi di corruzione e irregolarità nei concorsi pubblici all’Asl di Salerno. Ma si tratta solo di voci al momento, per le quali bisognerà aspettare”” (fonte fanpage.it del 23 set. 2025)””.

L’ACCUSA – Tra le tante accuse, tutte ai limiti della fantasia investigativa, quella ai confini del parossismo riguarda alcune regalie ricevute dal consigliere regionale sotto forma anche di “mozzarelle” della Piana del Sele che una fantomatica “concorrente veterinaria” avrebbe recapitato al malcapitato Alaia; aggiungendo un pò di fantasia giornalistica va detto che gli investigatori, nonostante gli sforzi, non sarebbero riusciti a caipre di quale prodotto si sia trattato: la zizzona di Battipaglia, le mozzarelle da 250gr oppure i famosi bocconcini noti in tutto il mondo. Il prodotto oggetto della regalia ovviamente non esiste più, è stato probabilmente subito consumato per sottrarlo alla dimostrazione plastica della corruzione; neppure la quantità è stata possibile accertare. Fatto sta che il fatto denunciato dalla impenitente veterinaria è stato posto alla base delle accuse confezionate dalla Procura della Repubblica.

LA DIFESA – Il presidente della commissione sanità e sicurezza sociale Vicenzo Alaia si difende con calma e forza rispondendo: “… La veterinaria di Battipaglia dice di conoscermi, ma per la verità non me la ricordo. Io di questa storia so solo che tutto è cominciato con un’informativa dei carabinieri di Agropoli. Andando avanti vedrete, comunque che tutto si chiarirà e si capirà che in questa vicenda non c’entro affatto … Io non so di questa cosa, quale fosse l’origine dei doni che magari mi arrivano, sono anni che sono in politica ed è possibile che qualcuno s’immagina che farmi un regalo significhi qualcosa di diverso. So solo che tutto nasce da un’inchiesta dei carabinieri di Agropoli. E come si può ben capire non è nemmeno il mio collegio elettorale, per dire che interesse avrei ad aiutare uno che non mi può votare? … “.

LA STORIA PASSATA – Suggerirei al pm dr. Francesco Raffaele, della Procura della Repubblica ristrutturata da Giuseppe Borrelli, di andare a riprendere un vecchio fascicolo giudiziario dai polverosi archivi della sua stessa Procura per risalire alla data del 10 maggio 1993 quando due validissimi pm salernitani Vito Di Nicola e Luigi D’Alessio sottoposero ad un lunghissimo interrogatorio, nei locali della procura di Sala Consilina, il noto e compianto imprenditore Alberto Schiavo (di Vallo della Lucania) nel pieno della tangentopoli salernitana. Questi in preda al panico tirò fuori l’asso dalla manica e consegnò ai due pm un elenco di oltre mille nominativi (tra cui c’era anche il mio nome per aver avuto in regalo un panettone ed una bottiglia di spumante – costo totale dell’epoca non superiore alle duemila di vecchie lire); all’inizio dell’elenco c’erano scritte tutte le dazioni in nero di denaro che l’imprenditore aveva utilizzato per corruzione; denaro che era stato sottoposto a tassazione fiscale con grave ritardo per convalidarne la reale esistenza. Andarono in galera alcune decine di persone, quasi tutte quelle che avevano ricevuto denaro; l’altra parte dell’elenco (diverse centinaia di nomi rappresentanti le istituzioni provinciali, tra questi io ero ispettore di vigilanza degli infortuni sul lavoro) non fu preso neppure in considerazione trattandosi, si lesse, nel provvedimento di “normali rapporti istituzionali” rientranti nell’ottica di un miglioramento della qualità del servizio.

CONCLUSIONE – Se tutto lo scandalo dei concorsi per veterinari nell’ASL di Salerno dovesse circoscriversi alle famigerate mozzarelle di Battipaglia il presidente Vincenzo Alaia potrà dormire sonni molto tranquilli perché l’inchiesta, come scritto nel titolo, si rivelerà soltanto come “l’inchiesta d”ê muzzarèlle”. Alla ineccepibile veterinaria, nei panni della giustiziera, non resterà che ripensare allo spropositato scandalo sollevato per qualche etto di mozzarelle acquistato non si sa dove e se pagate con regolare scontrino fiscale.

 

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