Aldo Bianchini
SALERNO – E’ vero che sono passati già venti anni da quando, nel 2006, la sinistra antideluchiana propose lo steso refrain: Alfonso Andria contro Vincenzo De Luca, e fu un flop clamoroso tra violenze verbali e, forse, anche fisiche in una serataccia pre-estiva tra Via Due Principati (sede provvisoria degli antideluchiani) e Via Francesco Manzo (sede storica del PD, il Fort Apache dei deluchiani) di Salerno.
Probabilmente tutti, o quasi (alludo ai cronisti dei vari giornali cittadini e provinciali), ricorderanno la frana del gruppo degli antideluchiani finita con il 56,9% per Vincenzo De Luca (con le due liste: Progressisti Salerno e Salerno dei Giovani) contro il 43,1% per Alfonso Andria (con otto liste: DL.La Margherita – U.D. Eur Popolari – Uniti per Salerno – La rosa nel pungo – Fed. Verdi – Rif. Com. – Di Pietro It. Valori – Comunisti Italiani):
Vincenzo De Luca:
| PROGRESSISTI SALERNO (B) (b) | 20.373 | 24 | 19 | 25.806 | 29,8 | 14 |
| SALERNO DEI GIOVANI (B) (b) | 5.928 | 7 | 5 |
Alfonso Andria:
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Quasi sicuramente non tutti (non tutti, alludo ai giovani cronisti) ricorderanno come finì a pesci in faccia tra i due contendenti (il centro destra come al solito era assopito e si leccava le ferita ancor prima delle consultazioni elettorali); e questa dimenticanza è un fatto dannoso per l’informazione salernitana.
In un famoso e affollatissimo comizio elettorale tenutosi al Parco Mercatello il candidato De Luca, davanti ad un pubblico letteralmente in visibilio apostrofò così il candidato Andria: “Somiglia tanto ad un bambino che va a farsi la prima comunione con un giglio in mano”; e se ci ragioniamo sopra, l’apodittica e sfrenata affermazione di De Luca sembrava rispondere al vero. Difatti la gentilezza – l’educazione e la signorilità di Andria scompariva di fronte all’arroganza e all’alterigia bulgara di De Luca. E dovemmo tutti tenerci De Luca come sindaco per altri dieci anni circa, cioè fino al 3 febbraio 2015 quando fu sospeso per effetto della sentenza di condanna in 1° grado per il “caso termovalorizzatore”.
Ieri a pag. 23 il quotidiano IL MATTINO ha reso di pubblico dominio l’idea che serpeggia nel csx che vorrebbe Alfonso Andria (che racconta di una inesistente pluralità !!) con gli antideluchiani con candidato Conte:
- L’idea che sarebbe balenata è di candidare Federico Conte, avvocato ed ex deputato, recentemente tornato alla corte del Pd. Dettaglio di non poco conto se alla fine la coalizione decidesse di battagliare anche per il simbolo. Ipotesi che suona piuttosto remota e poco verosimile considerato che i dem salernitani sono compatti, freschi di rinnovo dell’assemblea provinciale affidata alla presidenza dell’ex deputato Tino Iannuzzi. Non è chiaro se Conte sia già stato ufficialmente sondato in tal senso ma l’ipotesi non sarebbe stata accolta con particolare calore. Anche se l’invito rivolto, nei giorni scorsi, da Conte alla segretaria Schlein sulla necessità di cambiare passo, contro la «banalizzazione delle regole» e la «personalizzazione del potere nel partito e nelle istituzioni», oggi assume tutto un altro significato.
Sinceramente, ma molto sinceramente, mi auguro da antico socialista che l’ex deputato Federico Conte (figlio d’arte) non cada nella trappola che anche dopo vent’anni è sempre la stessa; anche perché non vorrei vederlo in fila davanti all’altare di una prima comunione con il giglio in mano. Federico ha saggezza da vendere, tanta da lasciare andare tutti gli altri con i gigli in mano verso il sacrificio.