da Angelo Andriuolo
Presentata ieri sera venerdì 15 maggio, in una folta ed attenta cornice di pubblico, nel Piazzale delle tabacchine dell’ex tabacchificio Centola in Pontecagnano Faiano, la Associazione Onlus ARTEMIDE per la promozione e la diffusione della medicina di genere.
“Con la presentazione ufficiale di stasera – ci precisa con visibile soddisfazione la Vice Presidente dr.ssa Marta Marracino, Dirigente Medico di Medicina Generale – diamo corpo e sostanza alla “visione” alla quale stiamo lavorando con passione già da un anno Roberta (la dr.ssa Buonocore ndr) ed io. Abbiamo avvicinato e coinvolto pian piano amiche e colleghe con la stessa sensibilità verso un approccio alla persona nella sua unicità”.
“La nostra associazione – continua la Marracino – si avvale infatti delle competenze e della sensibilità di specialiste in diverse branche che nei loro ambiti sperimentano quotidianamente problemi di appropriatezza delle cure e la necessita di prevenire quanto più possibile I’ insorgenza di patologie. La pratica clinica dimostra che sono proprio le differenze di genere a rendere difficile la prevenzione. Uno degli scopi della nostra associazione è di fare rete con istituzioni e territorio al fine di informare e sensibilizzare I‘opinione pubblica all’approccio di genere. Noi crediamo in una medicina che superi i modelli standardizzati di cura e vada incontro alle persone per rendere le cure più efficaci ed appropriate. Il collante è il cambiamento di prospettiva fin dall’approccio alla malattia: La medicina di genere come opportunità per una medicina di precisione”
Il primo e più immediato proposito è sfatare la falsa convinzione che uomo e donna vivano la malattia allo stesso modo: che sviluppino cioè la stessa sintomatologia, che diano le stesse risposte alle terapie. Per i promotori della onlus, è essenziale mantenere ben evidenti le differenze ed i confini tra la medicina di genere e la medicina di transizione di genere. Si tratta infatti di due ambiti ed approcci distinti: la medicina di genere studia l’influenza di sesso biologico e ruoli socio-culturali sulla salute di tutte le persone; l’altra è un ambito specialistico a supporto dei percorsi delle persone transgender, nel quale ovviamente un approccio che segua i canoni della medicina di genere è non solo auspicabile ma necessario.
“La nostra associazione – spiega infatti la Presidente Roberta Buonocore Specialista in Radiologia Medica – nasce dall’incontro di donne con sensibilità comune verso un approccio di genere alla persona, intesa nella sua unicità. Nel corso della nostra esperienza lavorativa ci siamo sempre confrontale con l’impatto che le differenze genetiche, biologiche, culturali e socio economiche hanno su incidenza, presentazione clinica e prognosi delle varie patologie.”.
“In Italia – prosegue la professionista – si parla di medicina di genere dal 2017 ma in termini pratici i percorsi sono ancora pochissimi e niente affatto strutturati. Uno degli aspetti della mission associativa è sanare il gap tra le enunciazioni del tessuto normativo e la pratica clinica. Il tutto finalizzato alla organizzazione, in un futuro non lontano, di strutture in grado di offrire una medicina cucita addosso alla persona in maniera quasi sartoriale.”.
A fare da contorno all’evento una tavola rotonda, moderata da Concita De Luca, su di un tema forte ed evocativo: “La medicina non è uguale per tutti”. Dopo i saluti del sindaco di Pontecagnano Giuseppe Lanzara e della Assessora delegata alla Sanità Roberta D’Amico, ne hanno parlato Insieme alla Presidente della neonata associazione Buonocore, Tommaso Pellegrino, Dirigente medico Breast Unit della Federico Il, Angelica Saggese, Assessora al Lavoro e alla Formazione, della Regione Campania, Alba Di Pardo, Specialista in Genetica Medica IRCCS Neuromed, Federica Campana, Ricercatrice UniSa in Farmacologia , Marisa De Feo, Direttore U.0.C. Cardiochirurgia Vanvitelli – Monaldi, Mariaconsiglia Calabrese, Presidente Ordine Fisioterapisti Salerno, Antonietta Grandinetti, Direttrice Dipartimento delle Dipendenze ASL Salerno, ed Erminia Maiorino Responsabile Centro Antiviolenza “Anna Borsa”.
Progetti concreti? Un coro unanime: organizzare eventi multidisciplinari per fondare percorsi di prevenzione, proprio attraverso la divulgazione dei principi della medicina di genere; educare alla salute ed alla prevenzione della malattia in questa ottica a partire dalla scuola.