Aldo Bianchini
SALERNO – Una notizia in esclusiva e una correzione doverosa; due cose che riguardano la lunga via crucis che Mons. don Nunzio Scarano e don Luigi Noli hanno subito sulla loro pelle a causa delle lunga inchiesta giudiziaria conclusasi con l’assoluzione con formula piena per entrambi.
Due notizie che si incastrano fra loro e che fanno capire benissimo in quale clima sia il Monsignore che il Sacerdote siano stati costretti a vivere per ben 13 anni; tanto è durata la gogna mediatico-giudiziaria.
LA CORREZIONE – Nel precedente articolo avevo erroneamente passato la notizia che a Mons. don Nunzio Scarano in seguito all’azione giudiziaria era stato sospeso il potere di celebrare messa; notizia destituita di ogni fondamento. Eppure dopo quel mio precedente articolo c’è stato chi, vergognosamente, si è rivolto al prelato per richiedere in restituzione quei pochi soldi ricevuti per le messe officiate in memoria di suo padre. Sinceramente una cosa così non l’avevo mai vista; incredibile. All’idiozia umana davvero non c’è mai fine se è vero, come è vero, che esistono persone capaci di speculare anche sull’assurdo pur di incamerare qualche centesimo, come pezzenti, dalle disgrazie giudiziarie fasulle; uno squallore sconcertante.
LA NOTIZIA ESPLOSIVA – Questo fatto è davvero clamoroso e dagli esiti imprevedibili. Per la memoria ricordo a tutti che per un lungo periodo tra il 2013 e il 2014, per ordine della Procura di Salerno, vennero installate sul campanile del Duomo, in punti strategici, alcune telecamere a raggi “X” ed “infrarossi” direzionate verso l’abitazione di Don Nunzio posta a poche decine di metri dallo stesso campanile. Con questo sistema gli investigatori tenevano, praticamente, sotto continuo audio-video controllo tutto ciò che avveniva all’esterno ed all’interno dell’abitazione. Nessuno, però, aveva calcolato che le radiazioni diffuse nell’etere avrebbero causato danni fisici alle persone. Gli stessi Mons. Scarano e don Luigi Noli sono stati colpiti dalle radiazioni che, come accertato clinicamente, avrebbero provocato sulle condizioni fisiche dei due; per don Luigi ancora più gravi di quelle toccate a don Nunzio. Ma ci sarebbero già chiare e dichiarate denunce (non ancora rese pubbliche) di alcuni residenti in zona per pretestare danni fisici, alcuni irreversibili, subiti a causa di quelle maledette telecamere sis5emate sulle torri campanarie del campanile del Duomo di Salerno per spiare l’alto prelato Mons. don Nunzio Scarano assolto con formula piena dalla giustizia italiana.
PRECISAZIONE – Un altro errore del precedente articolo è da attribuire alla mia narrazione degli incontri, anche a presenza, nella casa di Mons. Scarano; a tavola oltre a me, l’avv. Angeletti. Il Monsignore e don Luigi, qualche volta c’è stato anche l’avv. Salvatore Memoli.