Aldo Bianchini
SALERNO – Per meglio descrivere il clima torrido che si respirava all’epoca della “guerra non santa” messa in piedi dalla “Associazione l’Opera del Gregge del Bambino Gesù” (meglio nota come IL GREGGE) è necessario ripartire dall’inizio rispolverando un mio vecchio articolo del 22 gennaio 2013 nel cui contesto descrivevo, a mio modo di vedere, uno spaccato di oltre venti anni della Chiesa salernitana; ovviamente non ripropongo ora l’intero articolo (che comunque è leggibile sempre su questo giornale facendo una rapida ricerca storica) ma mi limito a riportare alcuni brani molto interessanti:
MORETTI a tutto Gregge (del 21.01.2013)
Da don Guerino Grimaldi a don Luigi Moretti, dal 20 ottobre 1984 al 22 gennaio 2013; un balzo di circa ventotto anni, o poco più. In mezzo il lungo regno dell’arcivescovo Gerardo Pierro sull’arcidiocesi di Salerno. Cosa è rimasto della chiesa di don Guerino Grimaldi, com’è cambiata la chiesa in questi lunghi e travagliati ventotto anni; cosa ha trovato il nuovo primate dopo un tempo infinitamente lungo e cosa Egli sta cambiando. Nulla !! Anzi, per certi versi, la situazione è peggiorata e di molto. Si può in maniera semplicistica dire che si è passati dalla chiesa patriarcale ed apparentemente (solo apparentemente !!) bonaria di don Guerino e da quella manageriale di don Gerardo a quella “tecnologico-finanziaria” di don Luigi: un passaggio sottile ma epocale … Don Gerardo arrivò in un momento di tempesta giudiziaria e di grandi sconvolgimenti politico-sociali … Aveva raccolto un’eredità oggettivamente difficile il “buon pastore” di anime Gerardo Pierro, meglio noto come il parroco di Coperchia, non seppe essere duro fino in fondo nell’opera di pulizia che gli si chiedeva, e la chiesa intorno a lui si è prima sfilacciata e poi sfasciata. Sotto di lui è esploso il caso de “Il Gregge” … affrontò a muso duro come un “vero uomo della Chiesa cristiana deve fare” cercando di difendere i principi fondanti della Chiesa Cattolica … Tra i papabili per diventare “vescovo” c’è anche don Franco Fedullo, uno dei maggiori attivisti de “Il Gregge”, che dovrà comunque vedersela con don Biagio Napolitano, parroco da una vita di Coperchia (dove era stato a lungo Pierro !!) e da poco direttore del consiglio pastorale diocesano … Anzi potremmo essere di fronte alla “resa incondizionata”, voluta forse dall’alto, dell’arcidiocesi di Salerno-Campagna al cospetto dell’associazione “Il Gregge” quale frutto di un movimento culturale-religioso portato avanti per decenni da padre Salvatore Pagano, un movimento che instillò nel cuore di tanti giovani della Salerno-bene l’improvvisa ed infrenabile “vocazione” verso il sacerdozio …” .
Negli anni precedenti il suddetto articolo avevo scritto molto, oltre cento articoli, su quanto stava accadendo all’interno della Curia salernitana, avevo i miei agganci molto credibili anche se le loro rivelazioni non portarono mai alla messa in stato di accusa dell’arcivescovo Pierro, tuttavia la sua immagine pubblica ne usciva seriamente scalfita.
L’apice era stato toccato nel corso degli anni 2008 – 2009; il mio incalzare quasi quotidiano aveva esposto la Curia e l’arcivescovo Pierro all’attenzione generale del popolo dei fedeli che ancora non capivano cosa stesse accadendo in curia anche se già i primi venti di guerra si erano manifestati con la rimozione ad horas di due sacerdoti che, fino a quel momento, erano considerati i due bracci operativi di Don Gerardo con l’assenso di Don Comincio.
Si arrivò così alla giornata del 21 agosto 2008 ed alla “Alzata del Panno di San Matteo” nel portico del Duomo alla presenza di tutte le autorità religiose – politiche – militari e sociali di Salerno; all’improvviso ci fu “il gesto di Pierro” che racconterò nella prossima puntata.
I gesti improvvisi non sono mai profetici. Sono, talvolta, la soluzione cattiva a situazioni che non sono state gestite con misericordia. Pierro aveva mal digerito una situazione nata nel seminario metropolitano non sapendo distinguere la guida pastorale dalle molestie digestive!