da Dr. Alberto Di Muria
Farmacista di Famiglia
“Dottore, ormai lo riconosco. Comincia dal collo, poi sale e nel pomeriggio mi prende tutta la testa.” Qualche tempo fa me lo raccontava una donna di cinquant’anni che trascorre otto ore al giorno davanti al computer. Prendeva qualcosa per il dolore e continuava a lavorare. Le ho chiesto quanto beveva, quante volte si alzava dalla scrivania, come dormiva e se sentiva spesso collo e spalle contratti. A poco a poco il suo mal di testa ha cominciato a raccontare una storia diversa. Pensiamo a cosa accade durante una giornata: ore davanti allo schermo, testa inclinata in avanti, muscoli cervicali continuamente sotto tensione, occhi affaticati, mandibola serrata, poca acqua, pranzo veloce e un sistema nervoso che continua a gestire telefonate, problemi e scadenze. Il dolore che compare alle cinque del pomeriggio potrebbe quindi aver iniziato a costruirsi molte ore prima. A volte il mal di testa non nasce nella testa. È lì che il corpo presenta il conto di tutto quello che hai accumulato durante la giornata. Per questo l’analgesico può essere utile quando serve, ma se il dolore ritorna continuamente dobbiamo anche chiederci cosa succede prima. Bere regolarmente, non saltare i pasti, interrompere ogni tanto la posizione davanti allo schermo, muovere collo e spalle e recuperare un sonno adeguato possono fare parte della soluzione. In alcune persone può essere valutato anche un supporto con magnesio o, quando prevalgono tensione e difficoltà a rallentare, un intervento sul recupero e sul sistema nervoso. Ma un mal di testa nuovo, molto intenso, diverso dal solito o associato ad altri sintomi richiede una valutazione medica. Se il tuo mal di testa continua a tornare, raccontami non soltanto dove fa male. Raccontami come vivi le ore prima che inizi. È spesso lì che troviamo le informazioni più importanti.