Aldo Bianchini
SALERNO – Poche sere fa c’è stata una novità assoluta che, nell’avvicinamento alla festività del Patrono di Salerno San Matteo, ha coinvolto buona parte (se non proprio tutta !!) la stampa salernitana. Un fatto accaduto per la prima volta, almeno a mia memoria, nella storia del lunghissimo rapporto tra la Chiesa e la stampa; un rapporto spesso travagliato anche per colpa di un mancato scambio paritario e sincero di notizie che giustamente la gente comune e i fedeli convinti desiderano avere.
Non sono mancati in passato, per dirla tutta, alcuni timidi tentativi di avvicinare tutta la stampa al mondo della Chiesa salernitana; tra gli altri tentativi ricordo benissimo quello messo in atto da don Alfonso D’Alessio (giornalista) che per un certo periodo curò la comunicazione della Curia all’inizio dell’epoca di S.E. Mons. Moretti.
Si è trattato, comunque, di sporadici e non costruttivi tentativi; cosa molto ben diversa da quello messo in atto in questi giorni su iniziativa di “don Felice Moliterno” (detto il super prete) parroco della Cattedrale di San Matteo e dell’ottima giornalista dott.ssa “Concita De Luca” (membro del Consiglio Regionale dell’Ordine dei Giornalisti della Campania e vice presidente della Commissione Pari Opportunità della Regione); insieme hanno dato vita all’incontro che passerà alla storia con il nome di “Salerno legge Matteo”, una lettura continua di una sezione del Vangelo di Matteo intervallata da brani di musica classica a cura del Conservatorio G. Martucci di Salerno.
Nell’incantevole scenario dell’Arco Catalano (nel cuore del centro storico) tutte le testate giornalistiche della Città sono state invitate, con i loro esponenti, a leggere martedì 15 settembre alle ore 20, brani distinti del Vangelo di cui sopra.
L’iniziativa è stata patrocinata dall’Ordine dei Giornalisti della Campania ed ha registrato anche la presenza di Angelo Scelzo che ha curato l’introduzione dell’importante evento.
A questa testata giornalistica, rappresentata dall’avv. Maurizio Manzo (editorialista) è toccato il seguente brano:
- 33 – Prendete un albero buono, anche il suo frutto sarà buono. Prendete un albero cattivo, anche il suo frutto sarà cattivo: dal frutto infatti si conosce l’albero. 34 – Razza di vipere, come potete dire cose buone, voi che siete cattivi? La bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda. 35 – L’uomo buono dal suo buon tesoro trae fuori cose buone, mentre l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori cose cattive. 36 – Ma io vi dico: di ogni parola vana che gli uomini diranno, dovranno rendere conto nel giorno del giudizio; 37 – infatti in base alle tue parole sarai giustificato e in base alle tue parole sarai condannato”.
E’ riduttivo fare soltanto i complimenti a don Felice e Concita, il primo per aver smosso la Curia e la seconda per aver coinvolto l’Ordine dei Giornalisti; tutti dovremmo ribadire che l’evento ha rappresentato, come ho detto, un momento di grande vicinanza tra il mondo della Chiesa e il complicato mondo dell’informazione salernitana.
Senza dimenticare, infine, il lavoro professionale e quotidiano di informazione svolto dalla dott.ssa Marilia Parente (giornalista) nella sua veste di portavoce della Curia.