Serpeggia il malumore in parlamento? Prima della Corte Costituzionale, la legge elettorale definita da alcuni ”Stabilicum” e da altri ” Gattopardum”, deve fare i conti con i ”malpancisti” e i ”cerchiobottisti” ?

 

 

da Pietro Cusati ( Giurista- Giornalista)

 

Il voto alla Camera dei deputati  cambierà tutto? L’opposizione chiederà il voto segreto? Si prevedono molti farmaci  per i mal di pancia, che si stanno moltiplicando?   I mal di pancia  sono dovuti  al fatto che oltre la metà dei parlamentari in carica ,non riusciranno  a tornare a Montecitorio e a Palazzo Madama. In Commissione Affari Costituzionali della Camera dei deputati gli emendamenti dell’opposizione sono stati tutti bocciati,riguardavano le preferenze e l’eliminazione del capolista bloccato. I deputati e i Senatori  che siedono attualmente in parlamento pensano soltanto al calcolo delle probabilità di rientrare o meno in parlamento e  quindi  che strano ‘’ malpancisti’’? Ovviamente il termine non si usa solamente in politica.Un colpo al cerchio e uno alla botte. I politici in effetti spesso si comportano in modo da non scontentare nessuno, per non perdere voti e sostenitori. Allora una volta sostengono le idee di una certa parte della popolazione e altre volte le idee di un’altra parte, anche se sono opposte tra loro. Non si capisce mai da quale parte stanno i cerchiobottisti. Si annidano alcuni dubbi molto evidenti  di costituzionalità sulla riforma elettorale  denominata ‘’Stabilicum’’,  promossa dal governo.La questione  più consistente riguarda l’obbligo della raccolta delle firme per i partiti più piccoli, una norma introdotta al Senato in sostituzione di un’altra regola, precedentemente inserita nel testo della riforma, che aveva sempre lo scopo di evitare l’eccessiva dispersione del voto.La  legge elettorale stabilisce che  alla coalizione che arriva prima, ottenendo almeno il 42 per cento, viene attribuito un premio, cioè 70 deputati e 35 senatori, così da garantire una maggioranza parlamentare ampia e stabile.Per tutti i partiti che non sono rappresentati in parlamento al momento dell’approvazione della legge, sarà necessario raccogliere almeno 6.000 firme in un collegio plurinominale, cioè in ognuna delle suddivisioni territoriali in cui è ripartito il territorio nazionale. Una selezione molto severa prima di ammetterle alla competizione elettorale. Per di più, il numero totale di firme necessarie a livello nazionale per i nuovi partiti è di almeno 294mila, una cifra superiore ai voti ottenuti nel 2022 da alcuni dei partiti che ora sono presenti in parlamento, e che invece saranno esentati dal raccogliere tutte queste firme. La legge prevede che i partiti che sono già rappresentati in parlamento, anche solo da una piccola componente in una soltanto delle due camere, dovranno raccogliere solo 1.500 firme per collegio. Una sorta di soglia di sbarramento occulta, che discrimina troppi partiti, e che per questo potrebbe essere ritenuta incostituzionale.

 

 

 

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *