GARLASCO: la lezione di Zurlo

 

Aldo Bianchini

SALERNO – Volete sapere come si fa ad impallinare un professore universitario che, fuori dalle sue aule del suo ateneo, vorrebbe impegnarsi anche in spiegazioni della “cronaca giudiziaria” applicata alla scienza ed alla conoscenza teorica dei punti salienti da esaminare prima di arrivare al “dolore di decidere” ?

La risposta è semplice; è sufficiente rivolgersi a Stefano Zurlo, noto giornalista de “Il Giornale”, che martedì sera 6 ottobre scorso nel corso della puntata di “Ore 11 di sera” (condotta da Milo Infante) sulle frequenze di Rete/4 il notissimo e stimatissimo prof. Vittorio Fineschi che in fatto di medicina legale è da considerare, senza alcun dubbio, il migliore e più credibile d’Italia; il prof. è da poco entrato nel pool di consulenti della difesa di Alberto Stasi (tuttora condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi di Garlasco).

Insomma da una parte il professore universitario, luminare della medicina legale, e dall’altra un semplice giornalista che pur nella sua assoluta bravura non è mai stato decorato sul campo.

VITTORIO FINESCHI – E’ un noto medico legale italiano, attualmente professore ordinario di Medicina Legale presso l’Università La Sapienza. Laurea in Medicina e Chirurgia: conseguita nel 1984 a Perugia con 110/110 e lode. Diploma di specialista in Medicina Legale e delle Assicurazioni. Professore Ordinario di Medicina Legale (Settore MED/43) alla Sapienza Università di Roma.  È responsabile dell’Unità Operativa Complessa (UOC) di Medicina Legale e Risk Management dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Andrea di Roma. Esperienze precedenti: ha svolto attività di ricerca e insegnamento presso l’Università di Siena e l’Università di Foggia, affermandosi come figura di riferimento nazionale nella patologia forense e nella bioetica: nel corso della sua carriera ha preso parte a numerosi e noti casi giudiziari e perizie medico-legali di interesse nazionale.

 

 

STEFANO ZURLO -Stefano Zurlo nasce a Milano nel 1963. Per l’«Europeo», nel 1992, firma l’inchiesta sul Pio Albergo Trivulzio, che aprirà il mondo di «Mani pulite» e la scoperta di Tangentopoli. Dal 1994 scrive per il «Giornale», firmando reportage dall’Italia e dall’estero e ricoprendo il ruolo di inviato speciale per gli eventi politici e la grande cronaca. Ospite di programmi televisivi di approfondimento politico, dal 2004 affianca all’attività di giornalista quella di autore e conduttore televisivo. Tra i suoi numerosi libri: Inchiesta sulla devozione popolare (vincitore del Premio Corrado Alvaro, 2003), L’uomo sbagliato. Il caso Barillà (2005) – da cui è stata tratta l’omonima fiction per Rai 1 – L’ardimento. Racconto della vita di don Carlo Gnocchi (con la prefazione del cardinale Martini, 2006), La legge siamo noi. La casta della giustizia italiana (2009), Prepotenti e impuniti (2011). Per Baldini+Castoldi ha pubblicato Quattro colpi per Togliatti (2019), Il libro nero della magistratura (2020), Il libro nero delle ingiuste detenzioni (2021) e Wanna Marchi. Ascesa e caduta di un mito (2022). È la voce narrante della docuserie di Netflix Wanna, del 2022.

CONSLUSIONE – Un gigante della medicina legale internazionale ed un giornalista che (pur avendo firmato l’inchiesta giudiziaria del ’92 sul Pio Albergo Trivulzio che avviò Tangentopoli) al confronto scompare, ovviamente, dalla scena riservata soltanto alle prime figure di ogni spettacolo teatrale e/o cinematografico.

E l’altra sera, sulle sedie di Milo Infante il prof. Fineschi era giunto spinto sia dal conduttore Infante che dall’avv. Antonio De Rensis per mettere una pietra tombale sull’ora dell’aggressione a Chiara Poggi e della sua morte che la prof.ssa Cattaneo ha spostato in avanti fino dai 30 ai 60 minuti.

La domanda del giornalista è stata perentoria: “Professore, questo vuol dire che l’assassino potrebbe aver colpito per l’ultima volta Chiara intorno alle ore 10.12 se l’ora della morte viene spostata in avanti ?”.

Pausa, quasi tramortito il professore risponde: “No, Chiara può essere morta 60 minuti dopo la prima aggressione, ma non posso affermare che l’assassino è rimasto in casa Poggi fino al momento della sua morte”.

Si spaventa l’avv. De Rensis che cerca di far riprendere il professore (suo consulente scientifico che sembrava aver rivoluzionato tutto) dal visibile stato confusionale in cui era precipitato; anche il conduttore cerca di metterlo sul binario giusto; niente da fare, il prof pallido in viso si arena definitivamente nelle maglie della sua stessa rete.

La figurella del prof Fineschi ci insegna, per l’ennesima volta, che i professori universitari sono convincenti soltanto quando fanno lezione nella loro aula, in quelle di giustizia e/o televisive la sceneggiata è completamente diversa.

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