Aldo Bianchini
SALERNO – Oggi, domenica 18 ottobre 2026, scade il termine ultimo entro il quale possono essere depositate da parte dei vari collegi difensivi le ultime consulenze tecniche e/o ricostruzioni definitive della contorta e piena di sorprese vicenda giudiziaria inerente il famoso “caso Garlasco” per l’omicidio della giovane Chiara Poggi del 13 agosto 2007.
Negli ultimi giorni lo scontro tra i due maggiori collegi difensivi per Alberto Stasi (avv. Giada Bocellari e Antonio De Rensis) e per Andrea Sempio (avv. Angela Taccia e Liborio Cataliotti) ha registrato livelli di altissima tensione anche se sempre composta in un giusto rapporto di reciproco rispetto.
I primi (Bocellari e De Rensis) e i secondi (Taccia e Cataliotti) avevano da tempo annunciato rispettive bombe nucleari in grado di far decollare il processo di revisione per Stasi e di snamtellare le accuse della procura per Sempio.
BOMBA STASI – L’aveva annunciato e lo ha fatto, soprattutto la bravissima Giada, con la notizia del micidiale errore nelle analisi delle provette estratte dai pedali della bici di Stasi e con gli esiti contrastanti mai comunicati, come previsto dalla legge, alla PM Rosa Muscio che per questa non conoscenza interrogò Alberto Stasi, come se fossimo ai tempi della santa inquisizione, conclusosi con il fermo giudiziario del 24 settembre 2007 e, soprattutto, con la precisa identificazione come assassino della figura di Stasi, cosa che da quel momento non lo abbandonerà mai più; una identificazione che ha pesato moltissimo nei vari giudizi penali cui è stato sottoposto ma innanzitutto nell’immaginario collettivo della gente comune.
BOMBA SEMPIO – Nelle ultime ore l’annuncio della Taccia (condita anche dalle sue presenze presso la p4rocura di Pavia per ascoltare alcune intercettazioni) ha tenuto tutti con il fiato veramente sospeso; una pistola fumante, dissero la Taccia e Cataliotti, in grado di scagionare definitivamente Sempio da ogni accusa. E la prova finale è stata presentata, con ampia sceneggiata napoletana, nell’ambito della trasmissione televisiva Quarto Grado, in esclusiva come sempre fa la difesa di Sempio e lui stesso. “Una zia di Sempio, dipendente del Ministero della Giustizia in servizio nelle carceri di Pavia, ha dichiarato di aver donato al nipote nel corso del 2007 e 2008 almeno due paia di stivaletti che all’epoca l’indagato amava calzare sempre con il n. 44; ciò a dimostrazione che il piede di Sempio è stato sempre n. 44 e non ha mai subito variazioni come, invece, sostiene la prof.ssa Cristina Cattaneo”. Ai limiti del ridicolo, per non dire pietosi; oltretutto la zia per irrobustire la sua dichiarazione ha dovuto ammettere che gli stivaletti li aveva prelevati dal patrimonio pubblico del carcere. Insomma un reato (ragionevolmente prescritto) per avvalorare la dichiarazione che potrebbe essere controllata anche dai registri ufficiali.
Che cosa dire per chiudere; prima di tutto che ognuno di questa narrazione se ne faccia una ragione personale e poi per consentire a me una riflessione finale.
Secondo me la coppia Bocellari/De Rensis ha assestato un bel 3 a 0 alla coppia Taccia/Cataliotti; un risultato che in termini calcistici moderni assicura una vittoria quasi certa.
A questo punto, comunque, non resta che attendere il 18 gennaio 2027 (tre mesi previsti dalla legge) per richiedere al GIP il rinvio a giudizio di Sempio, la citazione diretta o la richiesta di archiviazione; ma c’è già chi assicura che la Procura deciderà entro pochissimi giorni.