Aldo Bianchini
SALERNO – La speranza cha la cattura di Youssef Siher (italiano di seconda generazione, plurilaureato, di fede islamica) avesse posto fine al fenomeno dei cosiddetti “sfascia vetrine del sabato sera”, per rubare e devastare, è rapidamente caduta e il fenomeno che per certi aspetti è anche stato gestito da Youssef continua anche se in forma apparentemente e leggermente ridotta rispetto al disastroso weekend del 17-18 ottobre scorsi.
Sembra, invece, momentaneamente sospeso e messo sotto la cenere la rivolta spocchiosa dei cosiddetti “camionisti del sud”, quasi tutti padroncini tesi soltanto al guadagno prettamente personale, nell’attesa dei prossimi appuntamenti ministeriali.
Secondo alcuni osservatori-opinionisti nazionali i due fenomeni, affiancati dagli studenti in agitazione che non mancano mai, sarebbero potenzialmente collegati e riconducibili sotto l’egida della campagna elettorale già avviata per le elezioni politiche del prossimo anno; anche se il fil-rouge è sottilissimo e difficile da utilizzare per cucire tra loro le varie ipotesi in campo.
Qui, però, si innesta la politica vera con la spinta notevole della “sinistra” che, in queste ore, si è persa in un bicchier d’acqua quando la sua esponente di spicco, Elly Schlein, si è lasciata scappare la frase “c’è qualcuno che auspicava nuovi scontro violenti dopo quelli del 17 ottobre …” come per dire che, in fondo in fondo, se ci sono infiltrazioni queste sono riconducibili soltanto alla destra. Niente di più sbagliato per una campagna elettorale che dovrebbe esprimere idee e progetti concreti e non sempre e soltanto colpi bassi che non fanno vincere le elezioni.
Qualche giorno fa ho dedicato un precedente articolo alla questione delle problematiche dei weekend ma soprattutto all’essenza della sinistra italiana; in quell’articolo ho sponsorizzato totalmente il pensiero del dr. Massimiliano Amato (noto giornalista e scrittore salernitano); è intervenuto nel dibattito il dr. Mario Salucci (dirigente medico dell’ospedale di Pagani e affezionato lettore di questo giornale) con un post che con piacere pubblico qui di seguito:
Mario Salucci – post del 25.10.26
Illustre Direttore, non so, quando parla di sinistra a chi si rivolge. È certo che esiste ancora? Basta essere contro questo governo che viene definito di destra per essere definiti di sinistra? La sinistra, quella che difende e rappresenta le istanze degli ultimi, dei fragili, degli operai ormai è da tempo archiviata. Esiste una distanza siderale tra quelli che si definiscono di sinistra e quelli che dovrebbero sentirsi rappresentati. Se la gente che ancora va a votare ha deciso di esprimere un consenso alla cosiddetta destra un motivo ci dovrà pur essere. Non sono tutti ignoranti ed emarginati come sostiene l’onorevole Bonaccini, sono semplicemente stanchi delle fesserie fatte nel corso del tempo dalla cosiddetta sinistra. Peccato che anche questa prova non sia andata a buon fine. Il governo più lungo del niente assoluto. Certo c’è stato un cambiamento nell’occupazione del potere, a tutti i livelli consentiti, ma i risultati francamente sono stati ben poca cosa. Ce chi ne ha beneficiato a livello personale, familistico, di riconoscimento di vecchia militanza … ma a livello generale un disastro. Scuola, sanità, previdenza in ginocchio mai come in questo periodo. In questa situazione la cosiddetta sinistra invece di tirare fuori proposte si è persa dietro battaglie sì importanti ma non incisive per chi perde il posto di lavoro, non lo trova, non riesce a pagare il fitto, non riesce a riempire il carrello della spesa, non riesce a vivere con una pensione da fame, non può aspettare 7-8 mesi per fare un esame clinico e non ha i soldi per farlo privatamente. Si aggrappa a tutto. Anche alle promesse che puntualmente non vengono mantenute. E con questi problemi la cosiddetta sinistra disquisisce dei propal, progreen, Lgbt+ (sicuramente importanti), inclusione (anch’essa importante), reddito minimo (giusto … ma dove prendere i soldi?). La gente che veramente non arriva a fine mese e non vede futuro per i figli, non per cattiveria o egoismo, non capisce … non può capire e si accontenta anche delle mancette pur di non soccombere. I camionisti e gli agricoltori del sud hanno seguito lo stesso percorso, appena, per il momento, gli è stato dato l’osso hanno ripreso a scodinzolare. Massimiliano Amato, un acuto osservatore della realtà che lo circonda ha scattato una fedele fotografia. Fin quando le mancette o marchette tamponeranno le voragini che si sono aperte nel tessuto sociale si galleggerà … poi non lo so … si corrono seri rischi di tenuta democratica.
Il post del dr. Salucci merita, ovviamente, diverse e meditate riflessioni che no n mancherò di proporre nei prossimi articoli.