Aldo Bianchini
SALERNO – Se le giornate del voto amministrativo regionale non possono più essere anticipate e/o rinviate (a meno di cataclismi planetari), non si può dire la stessa cosa per le centinaia di candidati per i quali il destino sarà in bilico su una lama di rasoio fino all’ultimo minuto prima della presentazione delle liste (ovvero entro le ore 12.00 del 29° giorno antecedente la data del voto, per queste elezioni il termine cadrebbe per il giorno 25 ottobre (venerdì – ore 12.00); a meno di spostamento concordato al giorno successivo sabato 26 ottobre 2025.
Quindi da oggi e fino al 25-26 ottobre prossimo ci sarà davvero da battagliare per candidarsi ex novo o per ricandidarsi; al momento tenuto conto delle affermazioni di Roberto Fico (discendenti da precise imposizioni delle Schlein e G. Conte) gli assessori uscenti non dovrebbero più essere reincaricati anche nel caso di nuova elezione, addirittura impedire la loro eventuale candidatura e/o ricandidatura; una sorta di taglione contro De Luca che vedrebbe, così, in un sol colpo l’allontanamento di Fulvio Bonavitacola (nomina tecnica), Luca Cascone, Franco Picarone, Nino Savastano e Nello Mastursi (incarico tecnico), nonché tutti gli altri assessori regionali di suo riferimento (a cominciare da Caputo).
Insomma da Roma sarebbe partito l’ordine di smantellare lo zoccolo duro di Vincenzo De Luca che grazie al famosissimo “cerchio magico” ha letteralmente dominato la Regione Campania negli ultimi dieci anni.
Ma il problema principale per De Luca non è tanto il dover rapidamente sostituire quei personaggi con altri in trepida attesa, in fin dei conti Bonavitacola – Cascone – Picarone – Savastano e Mastursi sono soltanto dei nomi e dei numeri e nel manipolarli a suo piacimento, lui De Luca, è estremamente abile. Il problema è capire come potrebbe andare a finire, se non dissolversi, il suo potere gestito grazie ad un “sistema.
La mission nell’immediato futuro è quella di portare a livelli regionali alcuni suoi altri fidatissimi uomini, ovvero smantellare tutta la coalizione di csx e partire decisamente con una lista personale, con un candidato presidente e con undici candidati al nuovo Consiglio Regionale.
Le risorse personali, intuitive, politiche, gestionali e strategiche all’ormai ex governatore non mancano; da qui al 25 ottobre ci sarà da vedere di tutto e di più. E qualora gli dovesse andare tutto male per lui non ci sarebbe alcun problema ritornare a fare il sindaco di Salerno e da lì, con l’annessa presidenza della Provincia, continuare a comandare tutto il territorio provinciale; tanto da una parte del cdx continuerà ad avere un appoggio segreto ma incondizionato.
Ma il vero incubo per De Luca rimangono tre nomi che cominciano a stagliarsi sulla linea dell’orizzonte: Federico Conte (con delega speciale della Schlein), Giovanni Guzzo (attuale vice presidente della Provincia) e Tommaso Pellegrino (già plenipotenziario di Matteo Renzi ed ora a pieno titolo nella “Casa Riformista”) che non hanno mai portato all’ammasso il proprio cervello e che, nel contempo, possono contare su un enorme bacino di voti molto personalizzati.
Guzzo, Conte e Pellegrino nel Cilento e nel Vallo di Diano potrebbero raccogliere un impressionante totale complessivo di voti; di tutti e tre illustrerò meglio le loro posizioni in un prossimo articolo.
Ma nelle ultime ore la notizia devastante è quella relativa allo spostamento dell’ex consigliere regionale, ex sindaco di Baronissi ed ex assessore al Comune di Salerno, il dr. on. Gianfranco Valiante, dal PD nelle file della “Casa Riformista” (quella di Pellegrino !!) che già ha scombussolato tutta la scacchiera delle strategie politiche con riflessi e ricadute su tutti quei sindaci “deluchiani normalizzati” (come ho già scritto) che saranno costretti a breve a prendere decisioni definitive sul loro futuro.