Aldo Bianchini
SALERNO – “Addò coglio coglio”, l’antico ma modernissimo detto napoletano credo che si attagli benissimo alla realtà di moltissimi casi di inchieste giudiziarie condotte a strascico e con l’obiettivo di riuscire a colpire anche un piccolo pesciolino finito nella rete della grossolana ingiustizia.
La maxi inchiesta giudiziaria a carico dell’ex sindaco di Capaccio ed ex presidente della Provincia avv. Franco Alfieri è sicuramente una di queste pericolose e devastanti, anche se con macroscopici buchi da tutte le parti, azioni di una presunta giustizia sulla legalità e trasparenza nella Pubblica Amministrazione (P.A.).
Una maxi inchiesta che è stata definita subito come “Sistema Cilento” per giustificare l’apertura di un vaso di Pandora in cui buttare tutto e dal quale estrarre tutto ciò che si vuole e nascondendo tutto ciò che si puote, in modo tale che nessuno può domandare qualcosa.
Sul “caso Alfieri” ho scritto pochissimo rispetto ad altri casi di presunta giustizia; non ho scritto (e di questo mi pento) perché non conoscendo a fondo tutti gli atti è stato giusto non sbilanciarsi sul caso. Ma l’assoluzione, anzi il proscioglimento in sede di indagini preliminari, di Franco Alfieri per la strana e a dir poco orrenda vicenda delle mute annullate mi obbliga a scendere in campo decisamente pro Alfieri per la lunga gogna mediatico-giudiziaria che sta subendo da circa due anni.
L’assoluzione, anche se intervenuta per un caso giudiziario marginale, è la più plastica delle dimostrazioni utili a capire come molto spesso, e molto spesso sbagliando, la giustizia viene gestita e amministrata con il “sistema a strascico” che, se vietata come pesca a strascico, è a maggior ragione assolutamente vietata in un Paese cosiddetto civile e democratico.
Insomma tutto fa brodo, e gli investigatori “addò cogliono cogliono” tanto che se ne frega della legittimità di un’indagine civile e progressista rispetto alla trapassata “santa inquisizione” di triste memoria.
Mi ha sinceramente sorpreso e per certi versi anche addolorato il fatto che un uomo, prima ancora che politico destinato ad essere il colpevole di tutto, come Franco Alfieri abbia avvertito la necessità, qualche giorno fa in udienza a Vallo della Lucania, di affermare per oltre un anno e mezzo si è sentito come sotto i raggi x del “grande fratello”.
Franco Alfieri potrà essere anche colpevole di tutte le nefandezze (per il momento è innocente fino a prova contraria) di cui è accusato ma non depone assolutamente per una giustizia lecita e credibile.
Per questa ragione ogni qualvolta sento dire dagli indagati “ho fiducia nella giustizia” rido, anche se dovrei piangere.