Aldo Bianchini
SALERNO – La più grande novità europea di questi ultimi anni è quella che l’intera sinistra continentale si ritrova letteralmente nelle mani di due donne, entrambe si chiamano ELLI (per l’Italia ELLY e per la Germania ELIF; la pronuncia è quasi identica anche se come si scrive e la concretezza che esse rappresentano è ben diversa l’una dall’altra. Senza scegliere da parte mia chi tra le due è più seria, è più credibile per perseguire l’obiettivo di difendere la caduta elettorale delle sinistre europee sotto l’incalzare delle destre, senza nemmeno scomodare le destre estreme e radicali-nazionalisti.
In Italia c’è la ELLY SCHLEIN arrivata alla guida del PD (primo partito della sinistra) in maniera rocambolesca con i voti esterni agli iscritti del partito grazie alle innaturali “primarie aperte” subite dall’incauto ex governatore dell’Emilia Stefano Bonaccini (2014-2024); un uomo capace di perdere in un sol colpo due prestigiose poltrone: governatore e segretario nazionale PD. Un uomo che ora è costretto a fare il cagnolino ubbidiente al seguito di una donna che negli ultimi due anni ha notevolmente incrementato il proprio gradimento negli elettori di sinistra diventando il segretario nazionale più longevo della sinistra italiana della seconda repubblica. Diverse sono le perplessità, almeno per me, sul modello di opposizione portato contro la Meloni che proprio in queste ore l’ha brutalmente attaccata mandandole e a dire che è disponibile a suggerirle qualche argomento debole su cui attaccarla seriamente. La risposta non è tardata ad arrivare e la ELLY nostrana continua a navigare sul fatto che fino a questo momento non ha vinto e neppure ha perso; bisognerà aspettare le prossime elezioni politiche per capire come finirà.
In Germania c’è la ELIF ERALP (figlia di migranti turchi) della Linke che a Berlino ha bloccato, per il momento, lo strapotere dell’estrema destra della AFD che sia in Sassonia che in altre zone cresce a dismisura. Ed ecco che subito “”qualcuno a Bruxelles usa la vittoria della Linke a Berlino, qualora venisse confermata, per ridimensionare la crescita dell’ultradestra nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore e in Sassonia-Anhalt come un fenomeno legato alla dimensione regionale. In entrambe le consultazioni, però, Afd conferma un aumento di consensi che non si può ignorare e che descrive un fenomeno che supera i confini tedeschi, con l’avanzata dei partiti di estrema destra alimentata da una crescente narrativa euroscettica””; insomma la ELIF come una specie di cordone sanitario di sinistra contro le destre. Un baluardo dal quale ripartire in tutta Europa mentre a Bruxelles ci si interroga soprattutto sul peso che una Germania politicamente più fragile potrà avere nell’ Unione Europea, anche se ancora non giungono commenti ufficiali dai palazzi europei mascherati dietro il principio del rispetto della neutralità istituzionale. Parola d’ordine: “non si commenta mai”.
Da alcuni giorni c’è stato, a cura della presidente Von Der Leyen, il discorso con cui ha sferzato le forze politiche europee ad unirsi contro l’ascesa degli estremisti; fra pochi giorni ci sarà il voto dell’assemblea generale.
Come finirà ? Riusciranno le due novelle valchirie a salvare il centro sinistra europeo ?