Aldo Bianchini
VALLO di DIANO – Solo per la cronaca ricordo che il PONTE TANAGRO è situato proprio al confine tra i Comuni di Sassano e Padula e topograficamente ricade nelle competenze specifiche dell’agro di Padula.
Il PONTE, sempre per la cronaca, è chiuso dalla fine del mese di ottobre del 2021; per una frettolosa ordinanza della Provincia di Salerno (sulla base di una relazione tecnica, senza prove di carico e mai contestata dal Comune di Padula) che prima chiuse il PONTE e poi lo demolì parzialmente impedendo così ogni soluzione alternativa che probabilmente poteva essere studiata fin dal primo giorno.
Tantissime le promesse politiche, nessuna di queste mantenuta; c’è stata addirittura (nel luglio 2023) la squallida sceneggiata della posa della prima pietra alla presenza dell’allora presidente della Provincia avv. Franco Alfieri (poi finito nei guai giudiziari, ma non per il Ponte e neppure per l’appalto e sub appalto sconcertanti licenziati da una Provincia in maniera molto improvvida); in quella occasione ancora più sconcertanti le presenze di alcuni sindaci della zona (con fascia tricolore), consiglieri regionali, gente comune e tanti giornalisti: tutti creduloni e plaudenti, per non dire altro.
Sono scesi in campo, in questi cinque anni di attesa, tanti specialisti ignoranti, tecnici pontieri improvvisati, molti personaggi bene informati del niente; e giù ad anticipare (la corsa a chi pensa di fare per primo è sempre aperta) le date della riapertura del PONTE; date sempre e comunque disattese.
Le ultime voci affermano più o meno con sicurezza che il PONTE sarà riaperto entro il 31 dicembre o al massimo entro e non oltre il 31 gennaio 2027.
Non sono un tecnico e tanto meno “uno specialista pontiere”, posso soltanto far vedere con fotografie (tutte scattate domenica 27 settembre 2026, a cantiere aperto ed assolutamente non sigillato come legge impone e letteralmente sgangherato) lo stato dell’arte del PONTE lasciando ad ognuno le personali considerazioni sui tempi ancora necessari a passare da un ponte non ancora del tutto abbattuto ad un ponte ricostruito con tecniche moderne e rispondenti alle esigenze del territorio.
Ma voglio essere buono fino in fondo e credere anche io a chi continuerà a dire che quel residuo di ponte si potrà abbattere in pochi minuti, che la grande grù farà il lavoro di cento operai, che la importante azienda di Afragola è abituata a rispettare tutte le tempistiche contrattuali, che l’ufficio tecnico della Provincia è un ottimo supervisore, che il Comune di Padula è attento sorvegliante, che i sindaci non indosseranno più la fascia tricolore, ecc.; ma la data del 31 gennaio 2027 è davvero imminente e sarà sufficiente qualche giornata di pioggia per rendere come minimo il cantiere impraticabile per settimane.