Aldo Bianchini
SALERNO – Pur essendo nato a Muro Lucano devo ammettere che non sapevo nulla di questo legame forte e intenso tra la comunità murese e quella di Marcinelle (inclusa nel più grande comune di Charleroi in Belgio).
L’8 agosto 26 nel Bois du Cazier per la triste ricorrenza del disastro del 1956, quando 262 minatori (di cui 136 italiani) persero la vita a causa di un incendio nella locale miniera di carbone, era presente (come avviene da diversi decenni) il sindaco di Muro Lucano (PZ) dr. Giovanni Setaro in rappresentanza della comunità murese che da sempre è molto sensibile ai temi dell’emigrazione che hanno caratterizzato, soprattutto tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900, l’emigrazione forzata e dolorosa di tanti giovani (ragazzi, ragazze ed anche coppie di sposi) verso le Americhe con una particolare esposizione nel secondo dopo guerra quando fu calamitata verso il Belgio dove le miniere di carbone richiamavano mano d’opera per rispondere alle enormi richieste dell’intera Europa per la sua rinascita e rilancio post bellico.
Non ci furono vittime muresi a Marcinelle, ma Muro ha ricevuto (nell’agosto del 2023, in occasione del 67° anniversario) dall’Associazione Minatori “Amicale des Mineurs des charbonnages de Wallonie” un carrello-vagonetto della miniera di Marcinelle non solo come simbolico ricordo del contributo di risorse umane offerto in quegli anni ma anche, se non soprattutto, per la grande sensibilità nella costante commemorazione di quel tragico evento.
Io sono socialista da sempre ma nei giudizi non mi sono mai lasciato influenzare o condizionare dalle personali ideologie ed in piena libertà affermo che quella vergognosa sceneggiata dell’ 8 agosto 2026 poteva tranquillamente essere evitata o, quanto meno, potevano arrivare a cose ormai fatte le scuse ufficiali della CGIL; macchè solo squallida battaglia politica innescata da un personaggio che sembra unto dal Signore per occupare una posizione di prestigio della Confederazione del Lavoro più importante del Paese ed alla quale sono stato iscritto per decenni prima di passare alla UIL, schifato dall’atteggiamento di alcuni sindacalisti CGIL salernitani.
Per questi motivi, e non solo, condivido e sottoscrivo riga per riga, parola per parola, il post che il sindaco di Muro Lucano ha diffuso tramite FB il 9 agosto scorso e che qui di seguito ripubblico:
“”Vergogna! Io ero presente al Bois du Cazier. Ci sono luoghi nei quali la politica dovrebbe fermarsi, abbassare la voce e lasciare spazio alla memoria. Marcinelle è uno di questi. Ieri, mentre la seconda carica dello Stato leggeva le parole del Presidente della Repubblica, Maurizio Landini e la CGIL hanno scelto di voltare le spalle. Un gesto che considero indegno e vergognoso, soprattutto in un luogo consacrato al sacrificio dei lavoratori. Si può contestare un uomo politico, un Governo, una maggioranza. È democrazia. Ma Marcinelle non era né il luogo né il momento. Perché lì riposano anche gli iIaliani delle valigie di cartone: uomini troppo spesso trattati come bestie, mandati nelle viscere della terra a estrarre carbone e a cercare, lontano da casa, un futuro per le proprie famiglie.
Eppure furono proprio quegli Italiani, poveri ma fieri, a contribuire alla ricostruzione di un continente e ad anticipare, con il lavoro e il sacrificio, quell’Europa che oggi diamo per scontata. Italiani più degli Italiani. Europei più degli Europei. A Marcinelle non ci si gira dall’altra parte. Si china il capo. Si rispettano le Istituzioni. Si onorano i lavoratori. Si onora l’Italia””.
Ho dichiarato la mia appartenenza politica e, quindi, il mio pensiero che è diverso da quello del sindaco Setaro che ha dimostrato una libertà di pensiero fuori dal comune e tale da non poter essere in nessun modo strumentalizzato e/o messo in discussione; è di una lucidità mentale che può essere soltanto condiviso dalla prima all’ultima parola.