il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Sciopero: anche la CISL di Salerno è pronta alla guerra

Riceviamo e pubblichiamo di buon grado la lettera aperta (a firma di Michele Faiella) inviata a tutti gli Organi di stampa dalla Cisl F.P.- settore Beni Culturali di Salerno. Riteniamo, però, di porre almeno un paio di domande. Gli interrogativi posti da Faiella ci sembrano tutti rispettabili, però assumono anche la veste di una difesa corporativa a tutto tondo. Lo sfascio del pubblico impiego è dovuto certamente all’irresponsabilità di “anni di cattivo uso delle finanze pubbliche”, ma non si può sottacere che detto sfascio è dovuto anche all’irresponsabilità di tantissimi lavoratori del settore pubblico, molti dei quali hanno anche riscattato gli anni della loro laurea. Ma non si può certo tollerare che, come nel caso dei medici, si arrivi a riscattare periodi di dodici anni di lavoro virtuale. Se, infine, consideriamo come “ due servizi” quelli del servizio militare e quello del corso di laurea, bisognerà anche distinguere che il primo è fatto per la Nazione(e qualche sacrificio per la Patria potremmo anche farlo!!) e il secondo per se stessi. Il problema di fondo resta legato al fatto che qualunque cosa un Governo faccia non va bene, ma non si propone un’alternativa credibile.

 

“”La Cisl è pronta alla mobilitazione contro la norma su pensioni e riscatto della laurea contenuta nella manovra. Inaccettabile e fortemente iniquo il provvedimento previsto dalla manovra governativa in materia di pensioni – dichiara Michele Faiella, dirigente della CISL F.P. settore Beni Culturali di  Salerno – in quanto discriminatorio nei confronti dei lavoratori che hanno pagato di tasca propria il riscatto della laurea sulla base delle norme vigenti, azzerando di fatto anche i contributi del servizio militare”. I lavoratori pubblici non possano pagare per l’irresponsabilità di anni di cattivo uso delle finanze pubbliche. La sostenibilità della spesa pubblica è una priorità indicata dalla Ue e fatta propria dall’Italia, ma non è certo sui salari pubblici, già sottoposti alle limitazioni del d.l. 78/09, che si possono fare risparmi. Anzi, è proprio valorizzando il lavoro pubblico che si deve attivare la leva della ristrutturazione della spesa.  Le risorse, infatti, ci sono: ma vanno trovate nei risparmi e nelle economie di gestione, nella lotta agli sprechi, nel ridisegno dei servizi e nella riqualificazione degli enti.   “La Cisl -conclude  Faiella- sollecita dunque il Governo a ritirare questo provvedimento dalla manovra, ed a sostegno della rivendicazione   deciderà nelle prossime ore iniziative di protesta e di mobilitazione”.  Intanto dice no a quest’ultima invenzione e farà di tutto per far modificare la norma, a  partire dalla mobilitazione di domani a Roma davanti al Senato della Repubblica””.

 

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