il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

DIOCESI: APERTE LE ISCRIZIONI ALLA SCUOLA DI CARITA’

don Alfonso D’Alessio

SALERNO – L’Arcivescovo Mons. Luigi Moretti, ormai è dato certo, ha a cuore la formazione e la crescita del fedele. Ha inaugurato la Scuola della Parola, ha “benedetto” la Scuola Politica, ora da impulso anche alla Scuola della Carità. Sono aperte infatti le iscrizioni ai corsi di formazione che la Caritas Diocesana fornisce nell’ambito della scuola. Le modalità si possono trovare sul sito della Caritas diocesana. La carità è virtù che si può imparare? Essa, per il cristiano, e per ogni uomo di buona volontà, è frutto dell’incontro-evento con il Signore. Certamente però la si può educare, e se ne possono perfezionare le manifestazioni affinché, restando testimonianza autentica, raggiunga quante più persone possibile e diventi stile di vita. Il laboratorio di formazione alla carità, nasce nel novembre del 2007 e si è andato strutturando su un biennio base di formazione integrato da corsi specialistici, seminari, convegni e giornate di studio su tutto quello che fa riferimento al sociale. L’apporto di esperti è fondamentale per una lettura, adiacente e critica, della società nella quale il cristiano è chiamato ad operare. Per l’anno 2012 dopo una doverosa presentazione agli iscritti del corso e della Caritas, e dopo averli forniti di strumenti e nozioni efficaci per osservare il territorio e individuarne le urgenze, si caratterizzerà loro l’identità del volontariato cattolico, e si focalizzerà l’attenzione sui vari aspetti dell’integrazione sociale e delle criticità che ad essa sono riconducibili. “Rispondere ai bisogni – ha ricordato Papa Benedetto XVI a novembre – significa non solo dare il pane all’affamato, ma anche lasciarsi interpellare dalle cause per cui è affamato, con lo sguardo di Gesù che sapeva vedere la realtà profonda delle persone che gli si accostavano”.  Rom, anziani, famiglie in difficoltà, dipendenze, estreme povertà sono solo alcuni dei temi che saranno affrontati ma che danno l’idea di come il cristiano debba essere attento alla promozione umana integrale e al perseguimento concreto del bene comune. La chiesa e la diocesi sono consapevoli che la carità non è solo teoria, ma é  prassi dell’amore, ed è per questo che gli “allievi” verranno guidati e inseriti in esperienze pratiche di volontariato nelle varie associazioni accreditate presso la Caritas Diocesana. La Scuola della Carità vuole essere un momento di speranza e d’incoraggiamento fattivo tra tanto disagio che ci circonda. La recente presentazione del Dossier Statistico delle Povertà nel nostro territorio, ci interpella e non lascia spazio alla fuga. Non bisogna essere più buoni solo a Natale, ma occorre esserlo sempre. La speranza del cristiano è la certezza che non verrà delusa, di tempi e cose nuove. “Chi spera cammina, non fugge! Si incarna nella storia! Costruisce il futuro, non lo attende soltanto! Ha la grinta del lottatore, non la rassegnazione di chi disarma! Ha la passione del veggente, non l’aria avvilita di chi si lascia andare”. Questo affermava profeticamente il Servo di Dio don Tonino Bello. L’impegno della chiesa salernitana insieme al suo pastore Mons. Luigi Moretti, è proprio quello di trasformare le lacrime in gioia. La Scuola della Carità e la Caritas ne sono un importante strumento.

 

2 Commenti

  1. Don Alfonso D’Alessio scrive: “L’Arcivescovo Mons. Luigi Moretti, ormai è dato certo, ha a cuore la formazione e la crescita del fedele.” Io scrivo: l’Arcivescovo Mons. Luigi Moretti, ormai è dato certo, non ha a cuore quanto i fedeli chiedono. Nulla ha inteso fare per ridare lustro e dignità al Tribunale Ecclesiastico. Le sentenza di nullità sono offerte al miglior offerente da avvocati che ignorano la deontologia in nome dell’interesse. Ricordiamo la puntata delle Iene del 9 marzo 2011.
    Cicalotto

  2. L’impegno della chiesa salernitana insieme al suo pastore Mons. Luigi Moretti, è proprio quello di trasformare le lacrime in gioia. L’impegno del Tribunale Ecclesiastico è quello di far lacrimare. Una sentenza di annullamento rovina completamente il coniuge che non ha avuto un avvocayo ammanigliato – Nandi docet -

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