il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

AMARE LA CHIESA

Alfonso D’Alessio

C’è una presenza preziosa a Salerno, concreta e incisiva, è la famiglia religiosa delle Figlie della Chiesa. Sabato 8 giugno, alle ore 21.30, presso la chiesa di S. Pietro in Vinculis a Salerno, attendono tutti per una veglia di preghiera e l’adorazione eucaristica notturna. Presenti dal lontano 11 febbraio 1958 quando, dietro richiesta della fondatrice Madre Maria Oliva, Mons. Demetrio Moscato, affidò alle loro cure la chiesa di S. Pietro in Vinculis, nel cuore della città, istituendovi il Centro Eucaristico Diocesano. Quest’anno festeggiano i cento anni di nascita.  Era infatti il 22 maggio 1913 quando nella piazza del Giorgione di Castelfranco Veneto, la serva di Dio Maria Oliva Bonaldo, ebbe quella che lei stessa definì la sua “folgorazione”. Mentre partecipava alla processione del Corpus Domini fu rapita da una grazia di “luce e forza”, attraverso la quale capì in profondità il mistero della Chiesa e del Corpo mistico di Cristo. Da questo nacque simultaneamente l’ispirazione carismatica della famiglia religiosa, che avrebbe successivamente fondato e chiamato per l’appunto Figlie della Chiesa. Carisma e spiritualità ancora oggi attuali più che mai: conoscere, amare e testimoniare la Chiesa; farla conoscere e farla amare; pregare, lavorare e soffrire per essa, a imitazione di Gesù, che amò la Chiesa e per essa sacrificò se stesso. “La santa chiesa non è conosciuta, non è amata, perché non è conosciuto l’Amore che l’ha generata nel dolore”: questo il tormento di Maria Oliva. Le sorelle che vivono in comunità attingono la linfa dall’Eucarestia, fonte e culmine della vita cristiana, che celebrano e adorano tutti i giorni nelle loro case e soprattutto nei centri eucaristici, sparsi in tutto il mondo. Apostole contemplative tra la gente, nelle parrocchie, nella scuola, tra gli ammalati, nel vicinato e per le strade. Amare la chiesa è un dovere di ogni cristiano, e il pensiero secondo cui si può amare Gesù prescindendo dalla chiesa, è fuorviante ed errato in se stesso. Non è possibile non amare, infatti, il popolo di Dio che continua l’opera da Lui stesso affidatale. Le Figlie della Chiesa, attraverso il loro servizio e al preghiera adorante, continuano a ricordarlo anche alla nostra diocesi.

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