il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

“NO TAX DAY”: mentre De Luca festeggia il 21° anniversario della vittoria, la colpa fu di … Esposito e Spezzaferro

Aldo Bianchini

SALERNO – La spiegazione, quella offerta dagli esponenti provinciali di Forza Italia per la “cacciata del gazebo del no tax day”, è stata di una logicità impressionante ed anche demorilazzante. Tutto chiaro, quindi, qualcuno è andato al di là della concezione trasparente del rapporto che una istituzione come un partito politico deve avere con il primo cittadino di una qualsiasi città, soprattutto Salerno. Questo qualcuno ha un nome e un cognome e si chiama Forza Italia che non ha capito proprio niente su come ci si deve muovere sul territorio cittadino, soprattutto quando si parla del Corso Vittorio Emanuele che non è la strada principale della città, che non è la strada dedicata all’ultimo grande Re d’Italia, che non è un luogo pubblico e che non è assolutamente l’agorà di Salerno anche se viene attraversato da decine di migliaia di salernitani (della city e dell’intera provincia) ogni giorno ed ogni sera, perché amici lettori Corso Vittorio Emanuele è il tratto dei Fori Imperiali di proprietà privata e dove “il gigante” celebra i suoi trionfi. Probabilmente Forza Italia non ha capito che quelle decine di migliaia di persone sono soltanto soggetti virtuali creati dalla fervida fantasia di Vincenzo De Luca che dall’alto della sua virtuale sedia gestatoria, in cima all’albero di Natale di Piazza Portanova, se li deve godere ogni giorno, quasi come se lui da gigante potesse muovere a suo piacimento tanti lillipuziani: gente comune, artisti, personaggi istituzionali, politici di mezza tacca, magistrati, avvocati, commercianti,  professionisti in genere ed anche, perché no, nigeriani e caldarrostai. Me lo immagino seduto sulla punta dell’albero con le gambone divaricate e tutta la visuale aperta davanti a Lui da Portanova alla ferrovia; e lì che ogni tanto si piega in avanti e ridacchiando sotto i baffi (che non ha !!) spinge le singole pedine in tutte le direzioni e senza che nessuno provi minimamente ad ostacolarlo. L’altro giorno parlavo con un vigile urbano dinanzi la libreria Feltrinelli quando, dopo pochi minuti, il malcapitato mi disse: “Aldo, per piacere vattene, perché fra poco quello (e indicò con il dito la gigantesca figura del sindaco seduto sull’albero) si gira dalla nostra parte e ci vede; e poi saranno guai per me che sto parlando con te !!”. Addirittura siamo a questo, amici lettori. Chiaro che poi quando sposta una pedina che urta contro un gazebo e il gazebo regge “si incazza” e va su tutte le furie facendo ritornare sui loro passi due solerti e corretti funzionari (Ciro Spezzaferro –responsabile del procedimento- e Tommaso Esposito –il direttore del settore SS.DD.EE. Statistica e Censimenti-) che rimodulano il provvedimento di concessione “”per l’installazione e l’allestimento di n. 1 gazebo mobile con banchetto”” paventando il rischio che “”tale installazione può causare problemi di ordine pubblico per la contemporanea presenza di visitatori e turisti per l’iniziativa Luci d’Artista 2014”” (non ho mai letto una cosa così colossalmente incredibile !!). Un ravvedimento indotto -ha detto qualcuno- sul piano squisitamente psicologico perché, a ben vedere, i due funzionari del Comune sapevano benissimo, prima di autorizzare l’installazione, che c’era in atto la contemporanea manifestazione delle luci. E quando siamo in presenza di “un ravvedimento indotto sul piano psicologico” ci dovrebbe sempre essere qualcuno che “induce” o meglio che “forza”; ma qui non c’è. Che infame destino hanno i dirigenti del Comune di Salerno, o si allineano o se cozzano vanno via; ma non si capisce mai chi induce e chi forza. Infatti la mia visione fantasiosa del gigante seduto sull’albero nei provvedimenti amministrativi del Comune scompare, sempre e comunque, e restano allo scoperto soltanto i poveri funzionari che decretano e firmano. E meno male che qui si tratta di un semplice gazebo che, del resto, è stato immediatamente smontato dai civili e corretti rappresentanti di Forza Italia o neppure montato in quel pomeriggio; ci sono vicende in cui diversi dirigenti, funzionari e tecnici del Comune sono sotto processo (e non è il caso qui di ripetere l’elenco dei processi in corso !!) che pagano per responsabilità che non hanno, o meglio che hanno ma solo sul piano psicologico dopo pesanti e pressanti forzature del sistema democratico. Mi sono meravigliato, quindi, quando Antonio Roscia nel corso della conferenza stampa si è meravigliato del fatto che probabilmente Vincenzo De Luca ritiene di sua proprietà tutto il Corso Vittorio Emanuele pur non comparendo mai in nessuno dei provvedimenti di concessione o di revoca della singole manifestazioni concomitanti con Luci d’Artista, e non solo. Caro Antonio sei leggermente fuori strada, non è solo il Corso ma è tutta Salerno che è proprietà di De Luca ed è Lui e soltanto Lui, come San Matteo, che la protegge. Proprio oggi Vincenzo De Luca festeggia il 21° anniversario della conquista di Palazzo di Città, alludo alla conquista ufficiale dopo il ballottaggio del 5 dicembre 1993, e sfido chiunque (tranne qualche atto iniziale del suo sindacato) a trovare una delibera di giunta importante che registri la presenza del sindaco sul cui percorso politico ci sono, però alcuni morti fisici che indipendentemente dalla loro volontà (i morti sono morti !!) lo hanno aiutato a rimanere al suo posto ed a rafforzare il suo potere; ma di questo e per questo Vi do appuntamento a domani. Cosa volete che rappresentino due onesti funzionari (Spezzaferro ed Esposito) nell’economia di potere del gigante rispetto ai lillipuziani.

1 Commento

  1. Caro Aldo, la veritá a De Luca fa male. Come si vede nella foto, il nostro gazebo era regolarmente in Via Velia, angolo Banco di Napoli. Per il resto, non so se sono lillipuziano data la mia stazza ma certamente tu ti riferisce al mio peso politico. Per amor di Dio, tutto vero. Però ce la metto tutta a far virare rotta ad una cittá dormiente. Spero sempre in Davide e Golia.

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