il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Mastrolindo: pubblico ministero e dirigente Inps … alla sbarra tra Mastrolindo e Baldi Connection ?


Aldo Bianchini

SALERNO – Nei giorni immediatamente successivi al clamoroso blitz del 18 ottobre 2015 delle forze dell’ordine presso la Direzione Generale dell’Inps, presso tutte le Direzioni regionali e presso alcune sedi provinciali ben individuate, in contraltare dell’improvviso innalzarsi dei picchi dell’inchiesta giudiziaria condotta dal pm Roberto Lenza della Procura di Nocera Inferiore, qualcuno l’ha buttata subito sul politico. E come sempre accade nel nostro Paese quando la si butta sul politico ecco che “gli occupanti del tempio” (governanti di oggi) non trovano migliore occasione per buttarla, la responsabilità anche di quanto sta accadendo all’Istituto di Previdenza, sulle spalle dei sempre presenti Silvio Berlusconi e Renato Brunetta (già ministro della funzione pubblica e riforma della p.a.). Sarebbe stato quest’ultimo, difatti, ad ideare o far ideare la tecnica innovativa di misurazione dei comportamenti in grado di verificare e quantificare la qualità del processo amministrativo, una genialità in grado di rispondere in pieno ai contenuti del famigerato “decreto Brunetta” sulla pubblica amministrazione. Ebbene oggi c’è qualcuno che insinua il sospetto che tutto quel decreto fosse finalizzato alla costruzione di un diabolico architrave per meglio frodare il settore pubblico e passare indenni ad ogni tipo di controllo. La propaganda della sinistra, qui da noi, è davvero diabolica; riesce a far passare concetti devastanti con una capacità di convincimento delle masse che non ha eguali in tutto il mondo; naturalmente ha trovato terreno fertile dall’altra parte dove la destra è ancora più insipiente di quanto già non lo fosse all’epoca delle grandi maggioranze politiche. Ma se la politica va alla ricerca di presunte responsabilità c’è, invece, l’Inps che per distrarre l’attenzione dell’opinione pubblica sui misteri del blitz giudiziario ha lanciato sul palcoscenico delle sceneggiate addirittura il suo presidente Tito Boeri; spinto dagli eventi non si è accorto che con la sua proposta di ridurre gli stipendi alti e di mettere mano ancora una volta alle pensioni, anche quelle basse, ha sconcertato finanche il presidente del consiglio dei ministri Matteo Renzi che ha subito rivendicato la facoltà della politica di assumere decisioni in merito. Fortunatamente, però, le indagini da parte di Roberto Lenza continuano e si fanno ogni giorno più serrate; e ancora più fortunatamente qualcuno dei dirigenti Inps comincia a parlare e ad ammettere qualche responsabilità. Anche perché sarebbe venuto fuori da alcune intercettazioni una serie di elementi nuovi che, pur non riguardando direttamente l’inchiesta “Mastrolindo” (così è stata denominata quella sull’Inps che era partita tempo fa con gli arresti tra Pagani e Nocera Inferiore), sarebbero in grado di rivoluzionare il quadro già abbastanza consolidato dell’inchiesta portata avanti dalla pubblica accusa. E, quindi, con il blitz del 18 ottobre scorso hanno di nuovo preso vigore e sostanza le intercettazioni telefoniche fatte per caso (così si dice, ma io non ci credo !!) a carico di alcuni personaggi importanti: un PM (Vincenzo Montemurro), un dirigente Inps (Gabriella Zaccaria, nella foto in alto è con il presidente di Assindustria)) e un funzionario Inps (Pierluigi Violante).
Queste intercettazioni capitate, sempre casualmente, nelle mani del Pm Roberto Lenza avrebbero indotto la Procura di Nocera Inferiore a trasferire tutto il caso a Napoli per l’evidente problema di competenza essendoci tra gli intercettati un magistrato che non era un magistrato qualsiasi, ma il magistrato che aveva ordinato a suo tempo il clamoroso blitz denominato “Baldi connection” che aveva portato all’arresto di un consigliere regionale (Giovanni Baldi), dei componenti la commissione invalidi di Cava e alcuni medici e impiegati dell’Inps per un totale di ben 72 indagati; era il 17 ottobre 2013 e sembrava assistere alla fine del mondo, ma l’inchiesta lentamente si sgonfiò e fino ad oggi non è stata ancora fissata l’udienza dinanzi al Gup. Ma cosa era mai contenuto in quelle intercettazioni che qualcuno aveva indicato come lo scandalo più scandaloso di questi ultimi anni. Probabilmente niente di altamente compromettente se non reiterate richieste telefoniche tra il PM e la Direttrice dell’INPS per capire quale sarebbe stata la sorte giudiziaria del funzionario implicato nelle indagini per la “Baldi Connection”. Io che non vado molto per il sottile, che non amo particolarmente i magistrati, e che non sono mai stato in completa simpatia con la direttrice dell’Inps, non ho problemi nell’affermare che il tenore delle telefonate, seppure confidenziali, non ha mai avuto un tono sopra le righe e non ha mai travalicato il giusto senso del dovere d’ufficio. Da una parte la direttrice che pressava per avere notizie richieste da Napoli e Roma e dall’altra un PM abbastanza coscienzioso, tanto da riprendere lui in mano la situazione ed avvertire la direttrice che la posizione del funzionario era stata stralciata dal contesto generale dell’inchiesta. Probabilmente è così che dovrebbe funzionare la pubblica amministrazione, sempre che sotto non ci siano altri elementi che al momento non sono di dominio pubblico. Del resto sembra che in questo senso si siano già mossi i diretti interessati nelle sedi penali opportune. Tutto qui, dunque, lo scandalo delle intercettazioni mentre si attendono gli sviluppi del blitz dell’ottobre scorso.

1 Commento

  1. illustre Direttore,
    ho letto e riletto il suo articolo (per questo commento con ritardo), e non ho difficoltà ne vergogna a dirLe che veramente non ho capito niente o poco (non è colpa sua , sono io ignorante).L’unica cosa che forse ho capito…..è che esiste (non ne ero a conoscenza, confesso la mia grassa ignoranza),l’istituto dell’”achiviazione” telefonica.Sarà sicuramente così….la Sua esperienza e conoscenza è al disopra di ogni sospetto “interpretativo”.Lungi dal porre in predicato il “modus facendi” di un autorevole e coscienzioso magistrato (senza se e senza ma)………..ma a mettere in discussione questo modo di fare, non eravamo stati noi ,semplici cittadini, ma altri magistrati,altrettanto seri e coscienziosi.Chi fece uscire le “veline” alla base dello scoop dell’epoca dei fatti, della “Città”? Noi?Non erano a conoscenza di questa norma codicistica? Dobbiamo pensare,forse, ad una nuova lotta “intestina” tra autorevoli colleghi? Se no, perchè?Lei dice …..ci sono altre cose che noi non sappiamo? Un bizantinismo che non fa parte del Suo stile lineare e che lascia presagire che non è finita qui (mi sbaglerò…..come sempre)……un inutile “zelo” di colleghi su un collega serio e al di sopra di ogni “umano errore”?.Un caso? Per il momento sembra veramente così. E’ non è edificante per la credibilità nalla istituzione “Giustizia”.
    Per quel che Lei dice e scrive non c’è niente di “penalmente rilevante” e ne siamo sicuri,e sollevati, ma almeno dovrà ammettere che si è trattato di una comunicazione quanto (la serietà professionale del magistrato chiamato in causa non lascerebe dubbi di sorta) meno, “irrituale”.Se poi da questo si deve arguire che la “pubblica Amministrazione” in base a questi elementi si deve comprendere che “funziona”, e che è coscienziosa fino al punto che con i mezzi più celeri “il telefono” cerca di avvertire gli “utenti”….ne prendo atto e ne sono sodisfatto.
    Ma lo fa con tutti? Sempre? Diversamente ,veramente capirei un po meno.Anzi, non capirei niente ( a volte l’ignoranza fa mal pensare……quando invece……….. è tutto normale).Chiedo scusa…….ma per molto meno, persone hanno passato un guaio………in questo caso…….invece….tutto normale…..limpido…….rituale.Sarà? Speriamo che si applichino gli stessi metri le stesse misure “interpretative” per tutti,Francamente non mi risulta.Qualche dubbio mi resta.Ma confido e credo nelle Sue valutazioni.Aspettiamo.Va bene così? Va bene.

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