il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Stazione Marittima: la rivoluzione urbanistica a metà ?

Maddalena Mascolo

SALERNO – La democraticità di questo giornale si concretizza, giorno dopo giorno, nel fatto di essere realmente una palestra di idee, di opinioni e di conseguente dibattito in cui ognuno dei co9llaboratori può scrivere e manifestare il proprio pensiero in piena ed assoluta libertà. Anche quando detto pensiero sembra non coincidere con quello del direttore responsabile, purchè la libera espressione di pensiero non travalichi mai le linee guida di un giusto e prolifico rapporto. Tutto questo, ovviamente, per garantire la nascita e la crescita di dibattiti molto ampi che devono avere sempre una finalità di crescita complessiva e mai devono evidenziare punti di estremizzazione dei concetti che si esprimono. Nell’ultimo articolo dedicato alla neo “stazione marittima” abbiamo parlato delle inaugurazioni spettacolo, delle scatole vuote, della smania di annunci apodittici e delle violenti filippiche dell’ex sindaco Vincenzo De Luca; ieri sul principale quotidiano della città (quasi come se avessero copiato le nostre affermazioni) appare un attacco a tutto tondo con il titolo a tutta pagina: “La rivoluzione urbanistica a metà”; non c’è il punto di domanda (come invece abbiamo fatto noi) e quindi la frase rappresenta la convinzione della redazione salernitana de “Il Mattino”. Badate bene, non è una convinzione fantasiosa ma un’affermazione assolutamente vicina alla realtà. Quello che manca, invece, è l’analisi successiva che un grande quotidiano dovrebbe garantire. Proviamo a farla noi questa analisi. Dunque, se è vero come è vero che De Luca ha un modo tutto suo per strombazzare funzionalità ed operosità e di vendere un prodotto che non ha, è altrettanto vero che il governatore si muove su un terreno difficilissimo da affrontare. All’estero il nostro Paese non è ben visto, storcono il muso quando sentono parlare di lavori ed opere pubbliche che non vengono mai completati o al massimo aperti dopo tantissimi anni. In questo discorso la Campania occupa forse il primo posto ed è, quindi, molto difficile piazzare qualsiasi nostro prodotto in materia commerciale a causa dell’atavica mancanza di strutture pubbliche a sostegno delle iniziative private che non dovrebbero mai far mancare il loro apporto in un connubio pubblico-privato per la risoluzione di qualsiasi problema. Ecco perché, come nel caso della stazione marittima, era ed è necessario inaugurarla anche se è ancora una scatola vuota che conta fino ad un certo punto. Quello che conta è aver dimostrato alla comunità internazionale marittima che Salerno è stata in grado di fornire una struttura avveniristica pronta ad essere utilizzata e riempita per dare lustro agli sforzi costanti e produttivi che l’Autorità Portuale sta portando avanti da anni per catturare i flussi commerciali, diportistici e crocieristi che già privilegiano altre rotte marine. E’ vero che in questi giorni le grandi navi scaricano i turisti in mezzo ai container (come detto dallo stesso presidente Annunziata) ma è anche vero che alla stazione marittima è stato già garantito un “affidamento temporaneo” all’unica azienda che da tempo ha risposto agli annunci ed è presente nel nostro porto con uno schieramento professionale di prima grandezza (avv. Orazio De Nigris in testa). Spetterà, quindi, all’azienda del direttore generale De Nigris provvedere al riempimento della scatola vuota ed al suo funzionamento iniziale, poi ci sarà il bando a livello internazionale che dovrebbe dare i suoi risultati se è vero, come è vero, che le immagini della straordinaria opera della compianta Zaha Hadid hanno fatto il giro del mondo in pochi minuti. Adesso il mondo sa che Salerno è stata capace di annunciare e anche di inaugurare un’opera al servizio degli investitori stranieri che non dovranno più turarsi il naso quando parlano dei tempi burocratici bibblici della nostra burocrazia e dei lunghi decenni per completare un’opera pubblica. La stazione marittima, seppure in ritardo, è pronta e può essere lanciata su qualsiasi tavolo internazionale di trattative commerciali e turistiche. In questo, dobbiamo ammetterlo, ha perfettamente ragione il governatore Vincenzo De Luca che, nonostante le sue esternazioni, ha centrato comunque un obiettivo molto importante e significativo; soltanto così, soltanto inaugurando scatole che possono virtualmente apparire vuote, potremo ritornare sul mercato globale per rivendicare le nostre ragioni. I prossimi mesi saranno decisivi per i destini della “conchiglia” hadidiana e Salerno potrà festeggiare, per la prima volta, un grosso successo d’immagine, non finto ma reale così come è reale la struttura nata sul molo più importante del porto di Salerno. Le altre opere pubbliche a metà evocate dalla stampa non c’entrano nulla con il discorso delle attività marittime salernitane; queste ultime da sole garantiscono la sopravvivenza e la crescita economica e occupazionale di tutta la provincia; la stazione marittima era assolutamente necessaria ed è arrivata. Punto.

1 Commento

  1. Condivido le opinioni della dr.ssa Mascolo espresse con un ragionamento articolato, che non fa una grinza.
    Già è confortante l’odierna notizia apparsa su un altro Quotidiano on-line col titolo: “Stazione Marittima: tra dieci giorni si parte” (sia pure in affido e esercizio provvisorio). Si va così incontro all’auspicabile esigenza di rendere operativa la struttura in tempi contenuti e congrui con la complessità delle funzioni che essa è chiamata a svolgere, oltre che rappresentare un faro di bellezza architettonica. Si tratta di scongiurare infatti ogni possibile ricaduta negativa sull’immagine e sulle aspettative che la nuova SM di Salerno ha creato in larga settori dell’opinione pubblica e del mondo accademico.
    L’Italia purtroppo non brilla quando deve portare a compimento opere complesse e impegnative. Spesso si assiste al fenomeno individuato con il fantasioso appellativo di “Cattedrali nel deserto”.
    Il comunicato diramato dal dr. Roscia, come pubblicato nell’articolo seguente, sta a dimostrare che non manca chi è in agguato ed è pronto a esternare con tempestività le proprie critiche e osservazioni negative, per delegittimare le altrui iniziative.
    Si eviti perciò in maniera decisa e determinata che la conchiglia di Zaha Hadid finisca per diventare una … “Cattedrale sul mare” !!

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