il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Comunali 2016: tutti insieme per Napoli … altro che Salerno !!

Aldo Bianchini

SALERNO – Enzo Napoli è il nuovo sindaco di Salerno, viva Enzo Napoli che da questo momento diventa anche il “mio primo cittadino”. Non perché veniamo entrambi dalle file del Partito Socialista dalle quali Lui , almeno idealmente, si è allontanato; ma perché ritengo che dopo ogni tornata elettorale bisogna dare al vincitore quello che al vincitore spetta ed accettarlo per come ha vinto e per quello che è. Io sinceramente speravo di meglio e in meglio, ma nel centro sinistra non esiste al momento un personaggio maggiormente aggregante di Enzo Napoli. Mi auguro che da oggi cominci a prendere possesso della stanza del sindaco, della sua stanza, di quella stanza che la stragrande popolazione salernitana gli ha regalato Bisognerà rapidamente aggiornare lo slogan elettorale della lista di Giampaolo Lambiase e trasformarlo da “Salerno di tutti” in “Salerno di Napoli”; perché da poche ore è Enzo Napoli il sindaco effettivo di Salerno. Questo a dimostrazione, anche per Lambiase, che non ci si può inventare oppositori di De Luca negli ultimi due mesi chiamando a raccolta nei meeting (anche se interessanti) tutti i tromboni ormai stonati e sicuramente non oppositori storici del kaimano, compresi i giornalisti. Con il suo 73,33% ha sfiorato il colpaccio del sorpasso allo storico risultato di Vincenzo De Luca del 2011 quando con il 74,42% dei voti tramortì una frastornata e tradita Anna Ferrazzano che si fermò al 17,51%. Oggi, se è vero come è vero che Napoli non ha superato il record del kaimano, è altrettanto vero che Enzo Napoli con il suo “appeal” ha sfondato tutti gli argini possibili ed immaginabili lasciando solo briciole e polvere a tutto il resto: 27 consiglieri contro 5. Una debacle così straordinariamente forte a Salerno non si era mai vista (checché ne possa ancora dire il giovane Vittorio Acocella !!); tranne l’eccezione di  Dante Santoro (del quale parlerò in un prossimo articolo), consiglio vivamente a tutti gli altri candidati e/o eletti in Consiglio Comunale di non farsi vedere troppo in giro sotto il comune o dentro il palazzo di città. Per loro meglio nascondersi dietro gli alberelli del ristorante Santa Lucia  prima di dirigersi di corsa verso lo scalone di Palazzo Guerra; per loro è necessario, a questo punto, evitare di essere anche sbeffeggiati dopo essere stati tramortiti. L’unica che potrà dire di non aver perso è, come sempre, Mara Carfagna che ha preferito andare a nascondersi a Napoli (sempre Napoli !!) dove la situazione ai nastri di partenza era sicuramente più rosea. Sarà difficile che qualcuno me lo dica, ma se ci sarà sappia già in partenza che lo spedirò a quel paese se mi vorrà ancora parlare delle capacità strategico-politiche dell’ex ministra. Pensate un po’, sempre per fare un raffronto con quanto accaduto nel 2011, che tutti i presunti candidati di centro destra (inserendo anche Cammarota) non hanno raggiunto insieme la soglia del 17,51 della Ferrazzano e si sono fermati prima del 15% (assolutamente ridicolo il 3,21 di Forza Italia); ed è meglio per loro fermarci con l’analisi al 2011 visto e considerato che la figurella rimediata è di proporzioni bibliche. E questo senza azzardare alcun commento sulla franosa e rumorosa caduta di Fratelli d’Italia. Cosa dire di Vincenzo Napoli e della sua schiacciante vittoria; ha dimostrato di essere il vero delfino di De Luca nel compiere il miracolo che neppure il super delfino storico (Mario De Biase) seppe fare nel 2001 quando, pur vincendo al primo turno contro Aniello Salzano, non superò la soglia del 60% e dovette dar luogo ad una coalizione molto raffazzonata con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. E’ notte fonda quando scrivo e pubblico queste poche righe, mi riservo naturalmente di approfondire il “caso Napoli”. Ricordo con rimpianto, molto rimpianto, l’errore storico di Carmelo Conte quando in quella sciagurata stagione a cavallo tra il 92 e il 93 non seppe o non volle scegliere Enzo Napoli come erede naturale di Vincenzo Giordano per la guida della città, anzi gli tolse anche la poltrona di assessore relegandolo a ruoli di secondo piano e comunque marginali nell’economia di quel partito e di quelle idee. Ancora una volta Vincenzo De Luca ha saputo scegliere, checché ne dicano tutti gli altri, facendo tutto quanto era nelle sue facoltà per mettere sulla poltrona di primo cittadino un uomo molto noto ma anche amato dalla città se la stessa gli ha concesso l’onore e l’onere di arrivare a traguardi di consenso neppure ipotizzabili per chiunque, tranne il kaimano, naturalmente. Segno evidente che il “dossier Salerno” acquisisce un’altra pagina importante di quel “sistema di potere” che con molto ritardo è stato evocato soltanto in campagna elettorale e da personaggi non all’altezza della situazione. Ma c’è già qualcuno che cerca di scambiare il proprio “sistema di potere” con il presunto immobilismo degli altri. Avremo, comunque, tempo e modo per parlarne ampiamente.

1 Commento

  1. Tutto come da copione.Ottima regia.Risultato bulgaro.
    Oltre questo resta da segnalare che oltre la figuraccia qualche sedicente capo del centro destra salernitano invece di pensare di tornare a lavorare sta ancora a parlare di tradimenti di quel che fu Forza Italia……ci vuole una bella faccia tosta………..ma in che mondo vive? Nel medioevo e nel suo castello di Arechi? Non gli basta nemmeno il 70% a forse il 2% per avanzare un poco di autocritica? Per ricordarsi che ha asfaltato tutto il centro destra? E’ veramente penoso.
    Cosa dire……………io comunque Salerno non la capisco,è come se fosse un mondo a parte.Su Enzo Napoli nulla da dire….persona per bene,capace,navigata………ma sarà capace di fare il Sindaco con la sua testa o sarà etorodiretto? Un burattino nelle mani di mangiafuoco? Lo scopriremo presto.
    Dicevo…..Salerno non la capisco emi spiego.Ormai è una anno del nuovo Governarorato e cosa è cambiato…..non a Salerno ma nella Regione……nulla.
    Senza parlare della sanità salernitana che ormai è alla frutta.ma allarghiamo l’orrizonte……….il risultato del P.D. a Napoli la dice lunga sull’azione di governo del neo Governatore.Renzi da Roma tuona : commissariamento. Ma al partito o al Governatore?
    Ha vinto Napoli a Salerno ma Napoli è stata persa in malo modo.Al sbiadito arancione del Sindaco di Napoli i napoletani hanno preferito Lettieri al posto della Valente Candidata proposta.Percorso iniziato malissimo con le primarie farsa…..finita peggio senza neanche la conquista del ballottaggio.
    Il Governatore invece di pontificare a Salerno avrebbe fatto bene ad aprire gli occhi su Napoli.
    Se Sparta piange…….Atene non può ridere.
    Il meccanismo ben oleato di Salerno…….quello dei risultati bulgari, a Napoli non funziona…..non ha preso ancora piede e forse non si istaurerà mai.
    La Legge fortemente voluta per la nomina dei nuovi D.G. delle ASL è stato in embrione un primo tentativo per far capire chi comanda ma a Napoli, Caserta, Avellino, Benevento non ci sentono bene…….certo non sono sordi come il Principe del castello di Arechi…..ma non ci sentono e presto si faranno sentire.

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