il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Farmacie Comunali: tra liti personali e bilanci taroccati, l’uomo della provvidenza è soltanto lui “Franco Palumbo”

Aldo Bianchini

SALERNO – Alla travagliata vicenda del “Consorzio Farmacie Intercomunali” (CFI) ho dedicato diversi articoli al fine di approfondire la problematica legata alla gestione politico-amministrativa dell’importantissimo organismo creato, diversi anni fa, con l’intento di aprire alcune farmacie comunali nelle città che si consorziarono o che semplicemente offrirono la propria disponibilità: Salerno, Scafati, Eboli, Cava de’ Tirreni, Capaccio e Baronissi. Il ruolo di capofila e maggiore azionista è andato alla città capoluogo di provincia, Salerno, che però risulta allo stato tra i maggiori debitori per il mancato versamento delle quote sociali.
Un guazzabuglio che si va ingarbugliando sempre di più e che rischia davvero di far naufragare ogni sforzo possibile per la sua salvezza. Anche perché sembra che il caso CFI sia diventato un “faccenda politica familiare”.
Da più parti si sussurra, difatti, di una divergenza di idee, esasperata fino allo scontro quasi fisico, sulla risoluzione del problema tra Piero e Roberto (i due figli del governatore) che sabato sera 18 novembre 2017, in sede di convocazione nella sede provinciale del PD, dinanzi al nuovo segretario Enzo Luciano, dei vertici del CFI (assente solo il rappresentante ufficiale del Comune, sostituito dai due fratelli-coltelli), Roberto il buono (perchè più tecnico che politico) sarebbe per il mantenimento del Consorzio mentre Piero il cattivo (perché più politico che tecnico) navigherebbe decisamente verso l’azzeramento di tutto senza lasciare a nessun altro la possibilità di salvare capri e cavoli.
Ritorna sulla scena, quindi, la rivalità tra i due fratelli-coltelli che già aveva creato non pochi problemi durante la campagna elettorale amministrativa del 2016 (leggasi articolo del 27.03.16 dal titolo “Comunali 2016: fratelli coltelli e parenti serpenti, altro che Santa Pasqua !!”) e successivamente con la creazione di due schieramenti contrapposti che ha registrato l’iscrizione di appartenenza di diverse teste coronate sia del Comune che della Provincia, così come delle società collegate. Non ultima proprio il Consorzio Farmaceutico che in passato è stato presieduto da Bruno di Nesta (ora direttore generale della Provincia) i cui titoli non sarebbero stati congrui al punto tale da mettere in discussione “le due nomine deluchiane” (tra CFI e Provincia) sulle quali la Guardia di Finanza ha esperito approfonditi accertamenti che hanno già provocato l’irruzione sulla scena della Corte dei Conti per il ristoro del denaro pubblico pagato ingiustamente, nell’attesa dell’arrivo della Procura della Repubblica per alcuni aspetti che rasenterebbero il falso nella esibizione di alcuni titoli per l’ottenimento degli incarichi doverosamente e lautamente retribuiti. Una mazzata, questa, che potrebbe incidere pesantemente sul già fragile “equilibrio virtuoso” creato dalla nuova gestione consortile voluta dal precedente e dall’attuale presidente.
La linea, sempre deluchiana, che vorrebbe portare allo scioglimento totale del Consorzio dovrebbe essere illustrata oggi, si proprio oggi, nel corso della prevista riunione dell’assemblea; un’assemblea che nella sua quasi totalità è invece schierata per il mantenimento del CFI anche nel caso in cui Salerno dovesse uscire. Ma Salerno insiste per lo scioglimento in quanto potrebbe, così facendo, appostare nei suoi bilanci il valore potenziale delle due farmacie cittadine che creerebbe la possibilità di investire ciò che non si ha, come dire spendere denaro senza avere denaro. Anche questo riescono a fare i bilanci della pubblica amministrazione.
Ma c’è di più; la componente salernitana del CFI spingerebbe affinchè oggi venga approvata la scelta di un’agenzia esterna specializzata nella dismissione di patrimoni immobiliari pubblici in modo da velocizzare i tempi di scioglimento per l’ottenimento virtuale delle cifre da appostare in bilancio. Naturalmente l’agenzia, forse già individuata, avrebbe richiesto un anticipo di € 50mila sulle spese da rendicontare in seguito.
Su tutto questo scadente, per non dire squallido, panorama è arrivata la figura di un personaggio forte che porta il nome di Francesco Palumbo, neo sindaco di Capaccio-Paestum e neo presidente del Consorzio Farmaceutico Intercomunale. Palumbo ha dimostrato come nel giro di qualche mese può essere rivista, corretta e rilanciata l’immagine di una comunità come quella capaccese che viveva da troppi decenni soltanto all’ombra dei templi. Sensibile ai mezzi di comunicazione di massa e sicuramente esperto comunicatore, Franco Palumbo ha fatto tutto ciò che i suoi predecessori non hanno saputo fare, innanzitutto a mandare a casa con un sol colpo colui il quale appariva come la longa-manu del sistema di potere deluchiano, Italo Voza, e poi a rilanciare la sua comunità attraverso un attento e scrupoloso lavoro di informazione.
Palumbo per la sua avventura politica di alto livello è partito da indipendente e la speranza è che non si pieghi agli ordini del capo, come hanno fatto tutti, e che costruisca un discorso di natura politica da interfacciare alla pari con le diverse cose, anche giuste, che riesce a mettere in essere il governatore. Spetta a lui, quindi, cercare di tamponare e risanare, soprattutto continuare, l’esperienza del consorzio farmaceutico intercomunale che nella sua accezione intuitiva è sta un’esperienza brillante e interessante anche sotto il profilo occupazionale e di servizio alle comunità. Regalare 50mila euro ad un’agenzia specializzata in dismissioni di proprietà pubbliche sembra davvero una cosa mostruosa se si pensa al fatto che con quei soldi potrebbero essere assicurate nello stesso CFI almeno un paio di nuove assunzioni a tempo indeterminato.
Sarà capace Franco Palumbo di salvare ed avviare a risanamento il Consorzio ? Io credo fermamente di sì, anche alla luce delle indiscusse capacità di indipendenza politica che fino a questo momento ha evidenziato, nonostante i fratelli-coltelli e i tanti tiratori franchi che allignano in un partito modellato ad i8mmagine del padre-padrone. La riunione di oggi ci dirà la verità.

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