il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

A 50 ANNI DAL 68

Da Giovanni Falci

 

SALERNO – Fra i molti slogan del Sessantotto quello che suona “ce n’est qu’un début“ (questo è solo l’inizio) apre lo spunto a molte riflessioni su cosa è iniziato e su cosa continua ancora oggi, dopo 50 anni.

Con il 68 inizia la fine del mondo, anzi come dice De Martino, “la fine di un mondo”.

Il mondo che inizia a finire con il 68 è quel mondo nato dall’Illuminismo e dalla Rivoluzione Francese: il mondo borghese.

Il 68 è, dunque, una rivolta contro le istituzioni che avevano dato vita a quel mondo, contro la scuola e quel sistema educativo, contro la famiglia, il sesso, la morale, la cultura e contro l’organizzazione economica che il mondo borghese si era dato.

Il 68 è una rivoluzione totale che vuole farla finita una volta per tutte con quel mondo. E’, dunque, una rivoluzione antiautoritaria, perché vuole mettere in discussione i ruoli.

E’ una rivoluzione libertaria perché vuole rovesciare la morale borghese, la famiglia e il sesso, insieme al modo di vestire, di mangiare, di abitare e di vivere la vita quotidiana.

Ma è anche e decisamente una rivoluzione anticapitalistica che vuole abbandonare il sistema economico-sociale borghese e iniziare rapporti sociali, economici e lavorativi più liberi e giusti. In questo senso sarebbe più corretto parlare per l’Italia di 68 e 69 perché è proprio in quel 69 che al fianco degli studenti dentro e contro le Università, si schierano gli operai in lotta dentro e contro la fabbrica.

Questa caratteristica pone il 68 come tappa di una lunga storia di rivolte che ha diverse date.

Il Tumulto dei Ciompi fu una rivolta popolare avvenuta a Firenze tra il giugno e l’agosto del 1378. Si tratta di uno dei primi esempi di sollevazione per scopi economico-politici della storia europea.

La guerra dei contadini (in tedesco, der deutsche Bauernkrieg) fu una rivolta popolare nell’Europa rinascimentale, più precisamente nel Sacro Romano Impero, che si svolse tra il 1524 e il 1526. La guerra consistette, come per il precedente movimento Bundschuh (Lega della scarpa), e come per le guerre hussite, in un insieme di rivolte economiche e religiose, da parte di contadini, abitanti delle città, e nobili.

La presa della Bastiglia, avvenuta martedì 14 luglio 1789 a Parigi, fu un evento storico della Rivoluzione francese che culminò con la cattura della Bastiglia (simbolo dell’Ancien Régime) da parte dei cittadini francesi. L’avvenimento, sebbene di per sé poco importante sul piano pratico, assunse un enorme significato simbolico a tal punto da essere considerato l’inizio della Rivoluzione.

La rivolta dei giacobini neri di Haiti del 1793 che portò all’indipendenza dell’isola nel 1803.

I moti radicali dell’Europa del 1848 che fu definita la primavera dei popoli, conosciuta anche come rivoluzione del 1848, o moti del 1848, fu un’ondata di moti rivoluzionari borghesi che sconvolsero l’Europa nel 1848 e nel 1849. Scopo dei moti fu abbattere i governi della Restaurazione per sostituirli con governi liberali.

L’assalto al Palazzo d’inverno, la rivoluzione d’ottobre è la fase finale e decisiva della rivoluzione russa iniziata in Russia nel febbraio 1917 del calendario giuliano, che segnò dapprima il crollo dell’Impero russo e poi l’instaurazione della Repubblica sovietica.

In questa scia il 68 è dunque l’inizio di una fine, ma è anche l’inizio di una transizione, quella da un mondo a un altro. Infatti quando finisce un mondo ne inizia uno nuovo.

La fine della civiltà greco-romana ha segnato anche l’inizio di un’epoca straordinaria ricca di intelligenza, innovazioni tecnologiche, politiche e sociali che è durata circa 1000 anni.

Con il 68 inizia allora la transizione dalla immagine borghese all’immagine moltitudinaria del mondo, inizia, cioè, la transizione dal moderno al postmoderno.

Anche se senza presa del potere, il 68 è l’ultima delle rivoluzioni moderne perché sovverte le forme di vita.

Il 68 allora “è solo un inizio” come recitava lo slogan del maggio parigino, perché non è che l’inizio di un mondo nuovo, il nostro mondo, quello nel quale viviamo oggi.

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