il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

PER NON DIMENTARE PAOLO BORSELLINO, UNO DEI GRANDI EROI DELLA MAGISTRATURA

 

di Alberto De Marco

dott. Paolo Borsellino e il luogo della strage in Via D'Amelio a Palermo

ROMA – In un particolare momento storico in cui viviamo, dove purtroppo alla ribalta della cronaca, sono evidenziati dai mass-media, diversi episodi di “mala giustizia”, con protagonisti Magistrati anche con   importanti   incarichi   giurisdizionali,   diventa   fondamentale   per   l’opinione   pubblica   non generalizzare e soprattutto non dimenticare. Bisogna pertanto tenere sempre vivo il ricordo di Magistrati come: Rosario Livatino; Giovanni Falcone; Paolo Borsellino e di altri autorevoli Magistrati, che hanno perseguito nel corso della loro breve esistenza, una battaglia tout – court contro “i poteri forti” per fare “riemergere” e trionfare quei valori di Verità e di Giustizia, che oggi sono disattesi nella società in particolare modo dagli stessi organi istituzionali. Desideriamo quindi

che il cosiddetto “Governo del Cambiamento”, possa finalmente fare luce sulla trattativa stato -

mafia, desecretando tutti gli atti disponibili e possa moralizzare i suddetti organi. Desideriamo conoscere   quella   Verità   tanto   contrastata   dai   depistaggi,   dalle   false   testimonianze   e dall’occultamento di importanti documenti, come il diario di Paolo Borsellino che era nella sua borsa, preso in custodia da un rappresentante delle forze dell’ordine. Una legittima richiesta non soltanto dell’opinione pubblica ma anche dei familiari del Giudice, invocata da tempo dal fratello Salvatore Borsellino. Domani 19 luglio 2019 ricorrono  27 anni dalla morte del Giudice Paolo Borsellino. Erano le ore 5 del mattino del 19 luglio 1992, Paolo Borsellino, si sveglia e dopo avere consumato velocemente, una frugale colazione, “di getto”, scrive una lettera, la cui destinataria è una Docente, la Prof.ssa di un Liceo di Padova, Referente Scolastica di un Istituto che il Magistrato avrebbe dovuto visitare alcuni mesi prima. Una visita che non è stata possibile realizzare, non soltanto per i suoi numerosissimi impegni, ma soprattutto per i disguidi sopravvenuti a causa del suo trasferimento alla Procura di Palermo. La Prof.ssa era ignara del trasferimento ed aveva cercato più volte di contattarlo telefonicamente, presso la sede precedente della Procura di Marsala, mentre al Giudice Borsellino non era stato fornito all’occorrenza, il recapito telefonico della Docente. Quella del 19 luglio 1992, sarà la sua ultima lettera. Il Giudice Paolo Borsellino, aveva consapevolezza, già da diversi giorni della drammatica ed imminente fine della sua vita, che purtroppo si verificò alle ore 17.00, nello stesso giorno in cui aveva scritto la lettera, in Via D’Amelio, dove scoppierà la bomba, che porrà fine alla propria breve esistenza.

 

 

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