il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

“Fa’ la cosa giusta”: trent’anni di una lunga lotta al potere

 

da Dott. Vinenzo Mele

SALERNO – Nel 1989 il regista afroamericano Spike Lee, fondatore della casa di produzione “40 Acres & Filmworks”, diresse e produsse la pellicola destinata ad essere un film cult: “Fa’ la cosa giusta”.
Il titolo è una citazione di Martin Luther King: il celebre attivista affermava che la violenza razziale era una pratica inutile ed immorale e che la famosa legge “occhio per occhio” porterebbe portare tutti alla cecità; Lee si ispirò a due avvenimenti di cronaca nera: il primo, avvenuto negli Anni ’40, dove ad Harlem un afroamericano fu ucciso da otto poliziotti bianchi; il secondo nel 1986, passato alla storia come “Howard Beach Incident”, dove tre ragazzi neri furono vittime di un pestaggio da parte di giovani bianchi, armati di mazze da baseball e tirapugni, nel quartiere italoamericano di Howard Beach, spingendo la comunità afroamericana ad una durissima rivolta.
Il film, ambientato nell’arco di una giornata estiva a Brooklyn, è incentrato sulla vita di Mookie, interpretato dallo stesso Lee, che lavora come porta-pizze presso la pizzeria “Sal’s Famous Pizzeria”, gestita da Sal, italoamericano interpretato da Danny Aiello, insieme ai figli Pino e Vito, rispettivamente interpretati da John Turturro e Richard Edson. Mookie ha una paga bassa e deve mantenere la moglie Tina, interpretata da Rosie Perez, e il loro bambino. A far da cornice nel film altri personaggi tra i quali il fruttivendolo coreano che lavora di fronte alla pizzeria, il deejay radiofonico locale “Mr. Señor Love Daddy”, interpretato da un giovane Samuel L. Jackson, l’anziano ubriacone soprannominato “Sindaco”, l’anziana “Mother Sister” che osserva il viavai delle persone dal suo balcone, il balbuziente “Smiley” che cerca di vendere foto di Martin Luther King e Malcolm X, “Buggin’ Out” che ha aspirazioni politiche e “Radio Raheem” che gira sempre con la sua radio che suona a tutto volume “Fight the power” dei Public Enemy. A causa di un disguido con Sal, “Buggin’ Out” decide di boicottare la pizzeria poiché non vi sono esposte foto di personaggi afroamericani importanti. Tale vicenda avrà conseguenze tragiche.
Selezionata a Cannes in quell’anno, la pellicola ricevette la Nomination per la Palma d’Oro, mentre agli Oscar venne selezionata sia per la “Miglior sceneggiatura” che per il “Miglior attore non protagonista”: la mancanza di premi, nonostante l’ottimo incasso, fu dovuta alle critiche negative di molti giornali, tra cui “USA Today”, “Time” e “New York Times”, che lo bollarono come un tentativo di incitare la comunità afroamericana alla violenza. Spike Lee è stato sempre contrario alla violenza e, nella fase di montaggio, con l’aiuto di Barry Alexander Brown, utilizzò due frasi di Martin Luther King e Malcolm X. In Europa invece la pellicola venne accolta con entusiasmo. A trent’anni dall’uscita il film è diventato un classico della cinematografia di Spike Lee: il regista ha voluto giocare con inquadrature distorte e aggressive in alcune scene, in particolare ha utilizzato il colore rosso come filtro per descrivere una classica giornata d’estate; la colonna sonora da va dalla vecchia scuola del Rap come i Public Enemy fino al dolce Jazz di Al Jarreau.
“Fa’ la cosa giusta” rimane ancora oggi un invito a non usare la violenza come mezzo per risolvere i problemi e che mette in evidenza il problema del razzismo, ancora attuale negli Stati Uniti, riproposto anche nella sua ultima pellicola “BlacKKKlansman”.

 

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