il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Elezioni 2020: ritornare alla politica … questo l’appello di Salvatore Memoli

 

Aldo Bianchini

Avv. Salvatore Memoli

SALERNO – Un lungo editoriale dell’avvocato Salvatore Memoli pubblicato da “Le Cronache” ha richiamato la mia attenzione sul nodo essenziale ed esistenziale della vita di oggi: “Ritornare alla politica”, questo il grido di Salvatore Memoli dalle colonne del quotidiano salernitano.

Un grido che investe tutto e tutti, dalla politica alle istituzioni, dalle professioni alle attività autonome, dai giovani agli anziani; tutti possono e debbono dare il loro contributo per risolvere la crisi dell’assenza della politica iniziata con il dissolvimento dei partiti (sicuri rifugi di ide e ideologie) a causa della brutalità con cui “Mani pulite” portò avanti la ormai famigerata “tangentopoli” del 1992.

Salvatore Memoli, partendo dal presupposto che non tutto è stato causato soltanto da tangentopoli, passa in rassegna i molti aspetti che sono stati quasi letteralmente cancellati; innanzitutto precisa che non fu soltanto la corruzione (tuttora viva e vegeta) a rompere gli argini e che probabilmente il tutto fu ispirato da una mente politica che, alla fine, non seppe più mantenere le fila del gioco e lasciò tutto in mano alla magistratura delegandola a fare ciò che la politica non era più in grado di fare.

Di sicuro la magistratura, o almeno parte di essa, ha approfittato di questa delega in bianco ricevuta dalla politica in fase di precipizio e, come dice Memoli, ha utilizzato tutti gli strumenti possibili per cercare di azzerare il potere politico che l’aveva tenuta ferma al guinzaglio per svariati decenni. Un pericolo, quello della magistratura in libertà e senza controllo, che lo stesso Piero Calamandrei (politico, avvocato e accademico fiorentino) andava sottolineando ai quattro venti nelle aule del Parlamento ai tempi della Costituente e, soprattutto, dopo il caso eclatante del procuratore generale della Cassazione “Massimo Pilotti”; un caso utilizzato con grande abilità da Calamandrei per mantenere fede alla sua propensione di autonomia e indipendenza che poteva essere inquinata, inquinante e pericolosa nei casi in cui, come per Pilotti, qualcuno debordava dalla sua sede naturale. Memorabile un suo intervento del 13 novembre 1921 (a soli ventidue anni di età) con la frase: “Questi magistrati che sono la voce vivente della legge e la incarnata permanente riaffermazione della autorità dello Stato, si accorgono che lo Stato agisce talora come se fosse il loro più aperto nemico: sentono che se vogliono seguitare a rendere giustizia, devono farlo, più che in nome dello Stato, a dispetto dello Stato, il quale fa di tutto per neutralizzare, per corrompere, per screditare l’opera loro. Tra Magistrati e Ministro della Giustizia si respira da un pezzo in qua un’atmosfera di reciproca ostilità, di mutuo sospetto”.

Ma è giusto ritornare all’ottimo intervento dell’avv. Salvatore Memoli nel contesto del quale ha toccato e analizzato temi di grande rilevanza: le ideologie, i partiti e le loro organizzazioni, la corruzione, la Prima Repubblica, mani Pulite, rispetto della dignità di ognuno, e dell’importanza del nostro paese sullo scacchiere mondiale.

Per tutto questo ha perfettamente ragione Memoli quando invoca il “ritorno della politica” come garanzia assoluta della democrazia e della libertà.

Ma perché la politica si è persa nei meandri del potere ed è svanita dalle antiche ideologie ? La risposta non è assolutamente facile, del resto non la fornisce neppure Salvatore Memoli, dalla cui analisi è facile capire che l’assenza della politica è dovuta anche all’incapacità p all’impossibilità dei grandi politici della Prima Repubblica di allevare, far crescere e lanciare i cosiddetti “delfini”; ecco perché ora ci appaiono tutti allo sbando e senza alcuna capacità aggregativa per la risoluzione dei nostri tanti problemi.

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