il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

SANITA’: dalle ambulanze di Alfieri ai disservizi della Asl … fino alla morte di una donna nell’ospedale di Vallo per l’assenza del rianimatore

 

 

Aldo Bianchini

 

SALERNO / AGROPOLI – E la storia continua !! Sto parlando di quella vicenda molto brutta dal punto di vista dell’immagine pubblica delle ambulanze che a sirene spiegate festeggiarono l’elezione a sindaco di Capaccio di Franco Alfieri (proconsole di Vincenzo De Luca per la costa cilentana e la piana del Sele), una vicenda che è stata gonfiata a dismisura nella narrazione dai media più interessati al clamore della notizia che ai fatti reali; fatti che non possono essere raccontati senza tener conto delle ricadute che la “sospensione del servizio sanitario”, assicurato dall’Associazione Croce Azzurra di Agropoli e ben gestito da molti anni, avrebbe sicuramente avuto sulla gestione complessivo del soccorso d’urgenza in tutta la zona del Cilento a causa del subentro diretto della Asl che non aveva e non ha tutte le strutture idonee a tale delicatissimo compito.

Una decisione, quella della ASL presa forse sotto la pressione mediatica e dell’opinione pubblica al fine di diradare qualsiasi ombra di dubbio di una possibile connessione tra la Direzione Generale ASL (nominata da De Luca), il sindaco di Capaccio (nominato un regione da De Luca) e la convenzione con la Croce Azzurra da sempre sponsorizzata da Alfieri e, quindi, da far risalire comunque e sempre a De Luca.

Ho già detto, e ribadisco, che non si gestisce così la cosa pubblica; le reazioni a catena servono soltanto a peggiorare la situazione ed a scavare un fossato sempre più largo nei confronti dell’immaginario collettivo. Difatti dall’ospedale di Vallo della Lucania arriva la notizia che martedì 27 agosto una signora arrivata in pronto soccorso in codice rosso è morta forse per l’assenza del rianimatore che era impegnato su un’ambulanza dell’Asl che pattugliava il territorio. E che addirittura la malcapitata è stata trasportata da casa in ospedale con un ambulanza del tipo “MSB” con a bordo solo soccorritori e idonea essenzialmente per il soccorso di base.

Ma al di là del gravissimo caso di malasanità accaduto a Vallo, ciò che va decisamente contestato è il modo superficiale con cui è stata sospesa la convenzione esistente tra la Croce Azzurra di Agropoli e l’ASL di Salerno; una sospensione che dopo un paio di mesi registra una setie impressionante di disservizi:

  • Turnazione medici, infermieri, autisti al completo sbaraglio per gli orari lavorativi fuori controllo;
  • I medici lavorano 36 – 48 ore invece delle 12 ore previste…. Mai poi ci si domanda se veramente sono più in grado di fare la loro professione con questi orari?
  • Interruzione del pubblico servizio (venerdì e sabato scorsi);

Con le nuove disposizioni, create per sopperire alle carenze strutturali, il medico dovrebbe occupare due posizioni contemporaneamente: postazione pronto soccorso e presenza sull’autoambulanza; a Vallo la morte della paziente è stata forse determinata proprio dal fatto che il rianimatore ospedaliero si trovava a bordo dell’ambulanza e distante dal nosocomio.

A questo punto la domanda è: “mentre la gente muore, il direttore sanitario, il sindaco e tutta la filiera di comando della Asl …. sono ancora in vacanza?”.

Una ASL che è stata capace di fermare ai box il valore inestimabile delle, costosissime e attrezzatissime, ambulanze MSA di rianimazione con medico e infermiere che forse sola la Croce Azzurra di Agropoli è stata capace di mettere in campo in questi ultimi anni, andando a tamponare i paurosi buchi di una Asl che fa acqua da tutte le parti, almeno sotto il profilo del soccorso d’urgenza esterno e della conseguente rianimazione in movimento che nello spazio-tempo può determinare la vita o la morte.

Ma la ASL di Salerno, almeno in questa fase caotica e di grande esposizione mediatica, fa come le tre scimmiette della Garzanti: io non vedo, io non sento, io non parlo.

E la gente, purtroppo, muore.

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