il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

LA STORIA SIAMO NOI

da Clementina Leone

Alla comprensione dell’ambiente in cui si vive e alla formazione del senso di cittadinanza danno un contributo non secondario le conoscenze storiche e le competenze cognitive che l’insegnamento della storia può formare. Conoscere il passato costituisce una delle ragioni per non sentirsi estranei al luogo in cui si vive, creando un protagonismo finalizzato alla realizzazione di un responsabile senso di cittadinanza. Uno studio della storia calato nel territorio in cui si vive, toccando con mano i “ferri del mestiere” è un buon esempio di superamento di quell’idea di storia universale, impoverita dell’aspetto umano e di difficile comprensione delle complesse dinamiche che sono alla base di ogni evento, anche quello che apparentemente potrebbe sembrare poco rilevante. Infatti, la bellezza e l’importanza dello stesso, è sempre stata valorizzata dalle passate e dal’attuale Amministrazione Comunale diretta dal Sindaco dott. Antonio Somma amante della cultura in tutte le sue forme, il quale insieme al’ Assessore alla cultura Vincenza Cavaliere ha dato vita a molti eventi culturali per far riscoprire attraverso il racconto del territorio e della storia locale, nuove competenze utili per acquisire conoscenze in ambiti disciplinari diversi sia trasversali che di cittadinanza. Ma tornando grazie agli archivi storici, come quello della Biblioteca Comunale ”Michele Prisco” attualmente sita ad Acigliano, e ad ulteriori studi di approfondimento attraverso altre fonti, grazie alla storia dei SANSEVERINO, siamo riusciti a comprendere, come già in passato ci siano state influenze straniere che hanno arricchito le nostre tradizioni e quindi la nostra storia con tante ‘’news’’ . Un esempio sicuramente è stato Antonello, primogenito di Roberto (conte di San Severino – dal cui toponimo la casata aveva tratto il nome – e Marsico, poi principe di Salerno) e di Raimondina Del Balzo Orsini, figlia del duca di Venosa, che nacque intorno al 1460. Ebbene, ricevette la prima educazione presso la corte paterna, florida di letterati, artisti e musicisti grazie al rinnovamento culturale promosso da Roberto negli anni Sessanta. In seguito alla sua morte, ne ereditò (1474) lo ‘Stato’, ma essendo ancora minorenne fu posto sotto la tutela della nonna paterna Giovanna. Al padre succedette (1475) anche nel prestigioso ufficio di grande ammiraglio del Regno, che, oltre a un lauto stipendio, garantiva ampi privilegi giurisdizionali e fiscali. Solo nel giugno del 1477, tuttavia, Sanseverino compì la cavalcata rituale in Napoli per la presa di possesso dell’ufficio: la cerimonia preluse a un viaggio via mare in Spagna al fianco dell’erede al trono Alfonso e ad altri importanti baroni per condurre da re Ferrante la sua futura sposa, Giovanna d’Aragona…. Ecc… Questo è solo un piccolo pezzettino della magnifica ed importantissima storia locale di Mercato San Severino, la stessa che presto ritroveremo in maniera più ampia e dettagliata in altre attività e iniziative promosse da associazioni del territorio e dal’ENTE in oggetto

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