il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

SANREMO 2020: Cronache sanremesi dal divano di casa- seconda serata

 

di Angela D’Alto

 

CASA – I dati auditel della prima serata confermano che Sanremo è come la vecchia, gloriosa DC: nessuno la votava, eppure stravinceva sempre tutte le elezioni. E così, tra un ‘io non lo guarderò mai’ e ‘meglio un buon libro’, l’esordio dell’Ariston registra quasi 13 milioni di spettatori e il 52.2% di share. Maggioranza assoluta, e elezioni subito.

Parte dunque la seconda serata: dopo le nuove proposte, arriva Fiorello, one man show:canta, imita, infila una serie di neologismi ispirati al mantra del ‘sessismo’, candida Amadeus alla segreteria del PD, si esibisce nella ‘classica canzone di Sanremo’, uno straordinario bignami di musica e testi cuorefioreamore. E mentre lo ascolti ti chiedi perché non lo conduca lui, Sanremo.

Apparizione di Nicola Savino, inutile come la r di Marlboro.

Arriva Piero Pelù vestito da sacchetto dell’indifferenziato, ma il ricordo dei Litfiba è offuscato dalla sua epica battaglia contro il gomblotto  delle matite ‘cancellabili’ fornite ai seggi elettorali, condotta eroicamente a colpi di hastag e di ‘fateci votare con l’uniposca’. Genio incompreso.

Vestita da mocio Wileda, è la volta di Elettra Lamborghini, che si è distinta , nell’ordine, per:

-essere figlia di Lamborghini

-essere nipote di Lamborghini

-la sua partecipazione a riccanza e ad altri ventordici reality

-i 42 piercing di diamanti veri

-il suo primo singolo dal titolo pem pem. Ma va tutto benissimo , e noi continuiamo ad essere terrorizzati dal corona virus.

Enrico Nigiotti è l’ennesimo prodotto dei talent. Da amici a X factor, canta ‘baciami adesso’ come una specie di Gianluca Grignani 2.0, vorrebbe essere tanto rock e tanto incazzato, ma quando parte il ritornello ti aspetti di sentire ‘e sei bellaaaa da morireeee,ragazzina tuuuu’ degli Homo Sapiens. Improbabile.

Dopo le professionali giornaliste del tg1, ad affiancare Amadeus, direttamente dagli anni ‘80, da Drive in e dalla Milano da bere arriva Sabrina Salerno. Ed è subito amarcord.

Levante, bella e raffinata. Canta bene. Eterna promessa. Ogni anno pare che deve spaccare, ma non succede mai niente. Sarà l’anno buono? I suoi capelli patrimonio dell’umanità.

Pinguini Tattici Nucleari: Nome suggestivo. Talmente suggestivo che non voglio saperne l’origine. Si paragonano a Ringo Starr, il membro dei Beatles meno in vista, «in un mondo di John e Paul». Rivelazione.

Di nuovo Tiziano Ferro, che duetta con Massimo Ranieri. E di fronte a Massimo Ranieri divento terribilmente conformista, perché Ranieri è un’istituzione, e non si discute. E poi più invecchia e più ha la faccia di Eduardo De Filippo. Rende accettabile qualsiasi cosa. Fuoriclasse.

In smoking Tosca, peccato per le mollette da zia Peppina lasciate nei capelli. Bella voce, canzone da Sanremo.

Poi, mentre aspetti un altro momento di trash per volare, arriva Paolo Palumbo. È malato di Sla, Paolo. Non può più cantare da quattro anni. Eppure canta con gli occhi, che attivano un riproduttore meccanico vocale, accompagnato dal rapper Kumalibre. E quella voce che esce da una macchina, che dovrebbe suonare atona, che è atona, si colora di mille sfumature. E non servono gli acuti, le note ben prese, l’intonazione perfetta. Quella voce metallica trafigge come una lama. ‘Io sono Paolo’. E Paolo racconta una cosa insieme terribile e meravigliosa, che è la sua vita e la sua malattia.

E così dopo ti sorbisci sorridendo e canticchiando persino la rèunion dei Ricchi e Poveri, tutti e quattro, chè anche la bionda è tornata, nell’entusiasmo dell’Ariston , manco fosse John Frusciante rientrato nel gruppo.

E anche stasera, per me, da Sanremo è tutto.

 

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