il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

TEGGIANO: per lo schiaffo a scuola diamo ad Antonio ciò che è di Antonio … però !!

Aldo Bianchini

Antonio Sica - il giornalista autore dello scoop con la messa in onda, per primo, del video in cui viene ripreso il prof che schiaffeggia uno studente

SALERNO / TEGGIANO – Sono stati più che sufficienti pochi giorni per far sprofondare nell’oblio la notizia che ha tenuto banco per qualche ora in campo nazionale e per alcuni giorni in campo locale; e già nessuno ne parla più.

Insomma come se la forte indignazione della stampa e della gente per quel deprecabile gesto del prof che schiaffeggia un alunno nel liceo artistico Pomponio Leto di Teggiano non fosse servito a nulla e, soprattutto, non fosse servito all’educazione dei giovani.

A bocce ferme, quindi, è giusto e doveroso fare la sintesi di quanto accaduto per cercare di dare ad Antonio Sica quel che è di Antonio Sica (per parafrasare il detto su Cesare), il giornalista di vaglia del Vallo di Diano che è stato il fulcro centrale dell’accadimento che in poche ore è rimbalzato sugli schermi televisivi nazionali tra la “Vita in diretta” e “Pomeriggio Cinque” per finire a “Mattino cinque”, ecc. ecc.

Dunque Antonio Sica è stato il primo ed unico giornalista ad entrare in possesso del video incriminato, consegnatogli da una mano amica (accade sempre così !!) dopo (si dice !!) un complesso giro tra genitori, zii, parenti che quasi riuniti in consulto (e ampia visione del video girato e montato da due ragazze) avrebbero alla fine deciso di affidarlo nelle sapienti mani del nostro Antonio.

Antonio (mi permetto di citarlo solo per nome di battesimo attesa la lunga conoscenza esistente tra noi) non ha potuto fare altro se non quello che doveva fare e che qualsiasi giornalista avrebbe fatto: mandare il video in  onda sulle frequenze di Italia/2 (una tv locale valdianese) presso cui Antonio espleta gran parte della sua attività professionale.

Fin qui tutto bene, anzi benissimo; onore e merito ad Antonio Sica nell’essere riuscito ad entrare nelle grazie dei possessori del video (e qui sarebbe interessante sapere chi sono); il fiuto giornalistico di Antonio non si discute in quanto già altre volte si è ritrovato al centro di notizie esclusive.

 

Nell’attività giornalistica, però, c’è un rischio imponderabile che si appalesa soprattutto quando ci si ritrova al cospetto di “notizie esclusive” che bisogna gestire al meglio.

Non è andata così per Antonio nel caso dello schiaffo all’alunno di Teggiano; in forza del fatto che probabilmente sono l’unico ad avergli riconosciuto i meriti, mi arrogo anche la possibilità di dirgli dove probabilmente ha sbagliato.

Ha sbagliato nel momento in cui, forse per tenersi buono il gruppo di genitori – zii – parenti che gli avevano fornito il video, ha cominciato a sparare ad alzo zero solo contro il prof; ha dimenticato, forse, Antonio che in fondo l’informazione ha anche un ruolo educativo.

Ha sbagliato (a mio opinabile giudizio) perché tutto quello che ha scritto (“Cari ragazzi, perdonate l’accanimento degli adulti … non siete certo voi a 15 anni la causa dei mali del mondo ! …”) ancorchè molto giusto è stato indirizzato male; per quanto mi riguarda i ragazzi sarebbero stati eroi e gli adulti vigliacchi (i ragazzi non hanno voltato la testa dall’altra parte e gli adulti sornionamente hanno taciuto, i ragazzi erano impauriti e gli adulti scioccamente critici, i ragazzi hanno agito per legittima difesa e gli adulti hanno attaccato a testa bassa, i ragazzi si sono opposti alla violenza e gli adulti invece l’hanno cavalcata) se avessero seguito le regole che fanno parte della formazione di un giovane e della sua educazione.

Sicuramente non è educativo per nessuno che la notizia sia esplosa a livello nazionale per poi implodere dopo qualche ora, come non è educativo che un gruppo di genitori – zii – parenti si riuniscono per decidere di suggerire ai tre ragazzi di andare contro le regole. Perché questo è accaduto.

Liliana Ferzola - la dirigente scolastica che ha postato su FB un duro messaggio contro il prof

Il gruppo, semmai anche insieme al giornalista prescelto, avrebbe innanzitutto dovuto denunciare il fatto alla dirigente dell’istituto scolastico e non metterla nelle condizioni di apprendere la notizia prima dai social e poi dagli organi d’informazione; e dopo, soltanto dopo aver formalizzato la denuncia, passare alla fase della pubblicizzazione anche forzata contro il prof.    Per dire questo non c’è bisogno di conoscere i fatti e gli attori di esso (la famosa cognizione di causa da qualcuno vagheggiata !!) o di aver visionato il video; c’è poco da cincischiare, le regole sono chiare e vanno rispettate.

Questo è quanto, e se noi incitiamo i ragazzi a scavalcare tutto e tutti facendoli passare per eroi abbiamo sicuramente arrecato un danno molto grave agli stessi; così come purtroppo ha fatto una dirigente scolastica di vaglia andata da poco in quiescenza, Liliana Ferzola una donna che è stata la prima – unica – vera manager sia nella società civile che nella scuola, con il suo post sull’odioso face book: “Esprimo anche io, da persona di esperienza e di scuola, la mia solidarietà al ragazzo ed ai compagni che, mostrando coraggio, si sono esposti per combattere contro una evidente ingiustizia”.

No, non è così, gentilissima Liliana, che si educano i giovani per lanciarli nella vita del futuro; avrei voluto vedere come sarebbe rimasta se un caso del genere fosse accaduto nel suo istituto e lo avesse appreso dai social e dalla stampa.

Voglio soltanto sperare che le Autorità Scolastiche escano subito allo scoperto con i necessari provvedimenti, senza continuare a nascondersi dietro il paravento dell’inchiesta giudiziaria che, come sappiamo tutti, avrà tempi lunghissimi.

2 Commenti

  1. Caro Aldo mi sorprende e mi preoccupa l’enorme scalpore e l’eco mediatico che ha suscitato uno scappellotto di un professore ad un alunno, si sono mobilitati persino i centri anti violenza. Mi chiedo: “ma se fosse stato l’alunno o un genitore di un alunno a dare uno scappellotto ad un professore (come diverse volte e’ accaduto in un recente passato) ci sarebbe stata la stessa alzata di scudi?”

  2. Caro Nino, se la vittima era il professore, avrebbero detto che l’alunno era stressato o depresso, magari per lo studio, giustificando il tutto, per colpa di una società indifferente e cattiva…..

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