il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

La Vera Vita ? La trovate solo dopo il punto interrogativo…

 

dr. Stefano Antonello Aumenta

Devo ringraziare una carissima Amica, che, quando mi ha chiamato, per sapere del mio stato di salute, dopo un mio rocambolesco e spettacolare incidente d’auto, mi ha ricordato, una frase scritta da Gabriel Garcìa Màrquez, che avevo letto qualche anno fa, ma, solo oggi ho potuto capirne appieno il senso :

“Gli esseri umani non nascono sempre il giorno in cui le loro madri li danno alla luce, la vita li costringe ancora molte volte a partorirsi da sé”

Ho ripensato per diversi giorni a questa frase che, più nel cervello, ha girato nell’anima.

Sono del parere che è insito in tutti gli esseri umani commettere degli errori, alcune volte in maniera volontaria, mentre, altre volte si sbaglia, sapendo di sbagliare, ma ubbidendo ad un ideale superiore.

Qualche giorno fa è stato il 25 novembre, un giorno qualunque, un giorno come gli altri.

Il 25 novembre del 2016 morì  Fidel Alejandro Castro Ruz. Tutti sanno che è stato  l’ Uomo che guidò la rivoluzione cubana contro il dittatore Fulgencio Batista.        Alcuni storici hanno attribuito a Castro meriti ed errori, infatti, per alcuni, diventò anch’egli un dittatore.

Non spetta a me esprimere un giudizio in quanto bisognerebbe conoscere tutti i particolari della storia.

Ricordo solo il trasporto di una anziana donna cubana che mi parlava, qualche anno fa, durante una vacanza in Marocco all’Agadir, di Fidel, con affetto e gratitudine, orgogliosa di aver partecipato alla rivoluzione cubana e poi essere costretta ad emigrare in quanto le cose andarono diversamente da come sperava…

Un altro “fratello” di Fidel è stato Ernesto Che Guevara.

Questi più di Castro nell’immaginario di molte generazioni, ha rappresentato l’ideale del rivoluzionario “vero”.

Infatti, dopo la rivoluzione cubana, sostanzialmente vinta, andò prima nel Congo belga e poi in Bolivia, dove trovò la morte.

Questi suoi trasferimenti erano sempre dettati dalla voglia di aiutare un popolo a conquistare la propria libertà.

Le sue gesta lo hanno consacrato come Uomo Vero che ha anteposto alla Vita la sua Anima.

Molti, per far immediatamente intendere il proprio carattere, si sono tatuati, non Fidel, ma, Ernesto “el Che”, sul proprio corpo.

Tra questi anche una persona che pochi giorni fa, proprio il 25 novembre, ci ha lasciato…, Diego Armando Maradona.

Non voglio parlare della sua Vita, ma, raccontare cosa ha rappresentato per me.

Non ho mai potuto dimenticare le sue foto da bambino, che, poverissimo iniziava a dare calci ad un pallone.

Un pallone è un giocattolo, ma, anche un giocattolo può rappresentare la rivincita della Vita….

…..poi, dopo diversi anni venne a Napoli.

Molti si stupiscono delle straordinarie manifestazioni di tristezza e malinconia che stanno avvenendo in questi giorni, segno di affetto profondo, ma, soprattutto di rispetto verso l’Uomo Diego.

Non ho trovato molti commentatori che si sono chiesti il perché di questo fenomeno.

Per noi, tifosi del Napoli, Diego ha rappresentato il riscatto e l’affermazione, forse solo nei campi di calcio e per qualche anno, del nostro essere meridionali.

Forse anche noi siamo nati poverissimi, per varie ragioni, storiche e politiche, ma, abbiamo dimostrato che quando c’è alla guida un “genio sregolato” si può vincere dappertutto…

Ma, anche, il 25 novembre di cinquanta anni fa dall’altra parte del mondo, in Giappone morì Yukio Miscima.

Ai più questo nome non dirà nulla, ma, è stato uno scrittore, poeta, saggista e per certi versi, un vero Eroe, da solo contro il mondo.

Fu autore molto prolifico ed amico di Yasunari Kavabata, futuro premio Nobel.

Mi piace ricordare anche una sua frase :

“ …una vita a cui basti trovarsi faccia a faccia con la morte per esserne sfregiata e spezzata, forse non è altro che un fragile vetro…”

Viveva un disagio esistenziale, visto, il suo ideale politico di patriottismo tradizionalista.

Infatti il 25 novembre 1970 occupò insieme ad altri suoi uomini lo studio del Generale Mascita.

Si affacciò al balcone e da qui, davanti ad un migliaio di soldati, televisioni e radio fece il suo ultimo discorso: l’esaltazione dello Spirito Tradizionale Giapponese.

Poi si ritirò nell’ufficio, e, sapendo di avere errato, dal punto di vista prettamente formale, come avrebbe fatto un Vero Samurai, si trafisse il ventre.

La mente molte volte fa strani giri nel tempo e nello spazio, ma, una cosa che mi sembra accomunare queste storie varie e “strane” storie di “Uomini Veri” è una frase scritta da Ugo Foscolo :

“Sol chi non lascia eredità d’affetti poca gioia ha dell’urna…”

Lasciare un ricordo della propria Vita, dopo la morte, è la nostra eredità più bella.

Novembre del 2020

Stefano Antonello Aumenta

 

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