il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

World Pulmonary Hypertension Day: il prof. Michele D’Alto, da Monte San Giacomo porta al’attenzione mondiale l’ipertensione polmonare

Aldo Bianchini

Dott. Michele D'Alto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

NAPOLI – Oggi, mercoledì 5 maggio 2021, nel giorno del bicentenario dalla morte di Napoleone Bonaparte, si apre a Napoli il World Pulmonary Hypertension Day per volere e per opera del prof. Michele D’Alto (medico originario di Monte San Giacomo che è tra i luminari che si prodigano nella ricerca e cura dell’ipertensione polmonare, una malattia rarissima).

Nato e cresciuto a Monte San Giacomo, primi studi liceali a Sala Consilina, Lui, Michele D’Alto, è diventato un’eccellenza e per realizzare il suo sogno è stato costretto ad allontanarsi dalle sue radici e stabilirsi a Napoli prima per essere allievo di quella invidiabile palestra professionale partenopea e poi per essere egli stesso un maestro di mestiere e di vita. Presta la sua attività professionale nel mitico “Ospedale Monaldi” considerato, di per sé, un’eccellenza nazionale ed internazionale della cardiologia, in senso allargato.

In occasione del World Pulmonary Hypertension Day, l’ A.M.I.P. – onlus (associazione malati di ipertensione polmonare) presenta Mercoledi 5 Maggio presso l’Ospedale Monaldi di Napoli la tavola rotonda nazionale su cura e diagnosi dell’Ipertensione Polmonare; tavola rotonda che si svolgerà nella prestigiosa sala congressi del Monaldi. Il meeting si svolgerà in presenza (in sicurezza e nel rispetto delle norme anti Covid) e in video streaming dalle ore 15:30 di oggi, mercoledì 5 maggio, e sarà trasmesso al pubblico, sia in italiano che in inglese, attraverso le pagine social della web tv Unica Channel e sul canale Youtube e Facebook dell’A.M.I.P.

Ospedale Monaldi di Napoli

Interverranno:

a)      da Napoli, presso Ospedale Monaldi, il Prof. Michele D’Alto (nella foto) e i Dott. Emanuele Romeo, Paola Argiento, Proff.ssa Maria Giovanna Russo.

b)      da Roma, presso Università La Sapienza, i Prof. Dario Vizza, Roberto Badagliacca; dalla sede  dall’associazione IPHNET, il Prof. Francesco Parisi; e dalla sede dell’Associazione pazienti AMIP, Laura Gagliardini e Vittorio Vivenzio;

c)      da Pavia, presso Policlinico San Matteo, i Prof. Stefano Ghio, Dott.ssa Laura Scelsi e Prof. Andrea Maria D’Armini.

d)      da Torino, presso Ospedale Le Molinette, il Prof. Carlo Albera, Dott. Mauro Mangiapia.

e)      da Palermo, dall’ISMETT, il Prof. Patrizio Vitulo.

L’Ipertensione Polmonare è una malattia rara caratterizzata da un restringimento delle arteriole polmonari che provoca scompenso cardiaco. Si stima che in Europa vi siano circa 25.000 pazienti ed in Italia circa 3.000 che in piena pandemia da Covid-19 hanno rischiato, e tutt’oggi rischiano, gravi conseguenze se contagiati.

I pazienti con ipertensione arteriosa polmonare sono a tutti gli effetti pazienti fragili che vanno tutelati attraverso una vaccinazione capillare e tempestiva ed anche con assistenza erogata in sicurezza con l’uso di strategie comunicative di telemedicina. Per i pazienti più gravi, tuttavia, è garantito sempre l’accesso agli Ospedali. L’Ipertensione Polmonare è una patologia che spesso il paziente ignora di avere e colpisce più le donne che gli uomini (oltre il 70% di donne); è più frequente tra i 20 e i 60 anni ma interessa anche le fasce estreme di età (tra i pazienti vi sono anche bambini e anziani). La sintomatologia è molto particolare e poco specifica, ma comune a molte malattie cardiologiche e pneumologiche: astenia (stanchezza), dispnea (affanno), sensazione di fiato corto, facile affaticabilità. La sopravvivenza dei pazienti con Ipertensione Polmonare e la loro qualità di vita è nettamente migliorata nel corso degli anni grazie a una serie di fattori: una maggiore conoscenza della malattia, incremento dell’esperienza dei centri, ricerca scientifica, nuovi farmaci e strategie terapeutiche più aggressive ed efficaci. Questo lavoro sinergico ha determinato ottimi risultati.

La conoscenza, l’esperienza, la tecnologia avanzato spesso non sono sufficienti ad aiutare il paziente ed a avviarlo verso la guarigione; c’è un altro fattore, importante e determinante, che spesso viene non dico ignorato ma poco praticato.

Ce lo ricorda lo stesso prof. dr. Michele D’Alto:

Molto spesso cerco di parlare con i pazienti, una volta ricordo di una paziente a cui chiesi in cosa potessimo migliorare e rispose di prestare più ascolto. Questa cosa mi ha colpito perché spesso la fretta la fa da padrona. Da allora abbiamo aumentato i giorni di ambulatorio, ridotto il numero di visite e trovato i fondi per due psicologi che lavorano con noi, perché quando si tratta di una malattia grave come l’ipertensione, il supporto psicologico è fondamentale”.

Giusto, proprio quella piccola cosa pensata e scritta nel suo decalogo da Ippocrate; quella cosa che si chiama umanità.

 

 

 

 

1 Commento

  1. Caro Direttore,
    Non sono un medico e, pertanto, non riesco a comprendere appieno l’ambito e la ricerca che ha svolto la persona che ha dato origine a questo articolo.
    Tuttavia il tempo mi viene in aiuto…..
    Conosco benissimo Michele, mi permetto di appellarlo con il solo nome, in quanto abbiamo svolto gli studi liceali nella stessa classe e abitato nello stesso appartamento, durante gli studi universitari.
    Michele è il figlio di due persone che rivestono un ricordo indelebile nella mia famiglia, Egidio e Barbara.
    Michele è nipote di Irma Santa e Pia, sorelle del padre che ricordo con affetto.
    Michele aveva come nonna materna una gentile Signora, Arcangela, che ha fatto nascere tantissimi abitanti di Monte San Giacomo e non solo.
    Da un patrimonio genetico di tale levatura non mi meraviglio affatto che sia venuto al mondo Michele.
    Anche Lui, però, ha una pecca……..annovera me, fra i suoi amici, nessuno e perfetto.
    Complimenti Michele , ad maiora.

    Stefano Antonello Aumenta

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