il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

OLIMPIADI: a Tokyo la trentaduesima edizione dell’era moderna … forse !!

 

Aldo Bianchini

Il podio della contestazione nera di Città del Messico

SALERNO – Domani, se tutto va bene, nella metropoli di Tokyo (capitale del Giappone) parte la trentaduesima edizione dei “Giochi Olimpici moderni”; vale a dire le Olimpiadi dal 1896 in poi fino ad oggi.

La prima osservazione è legata al “fattore C”, cioè al pericolo immanente di dover chiudere bottega per colpa del Covid-19; speriamo di no e ci auguriamo che tutto vada non bene ma benissimo.

Tutto il resto appartiene alla stessa storia dei Giochi che grazie al barone Pierre De Coubertin furono ripresi nel 1896 dopo una sosta, forzata, di oltre 1.100 anni; sosta dovuta anche in quel caso al “fattore C”, che nella fattispecie stava per “consunzione della lealtà sportiva”; una cosa dalla quale bisogna seriamente guardarsi perché ci stiamo arrivando al galoppo.    Dunque i Giochi Olimpici dovrebbero essere la sublimazione della vera “lealtà sportiva” lontana da qualsivoglia condizionamento economico che, per quanto mi riguarda, ha raggiunto il suo apice soltanto nella “Grande Olimpiade” del 1960 a Roma dove venne celebrata la sua XVII edizione per poi affermarsi, come principio di assoluta libertà, nel corso della XIX edizione disputata a Città del Messico nel1968; da allora è cominciata la corsa all’oro; non le medaglie ma le quote sempre più alte del business economico che fa a cazzotti con la vera lealtà sportiva.

A Roma l’umanità intera, e non solo quella sportiva, fece un balzo in avanti passando dalle Olimpiadi più o meno artigianali a quelle di grande risonanza mediatica planetaria per il rilancio, anche economico, delle nazioni in cui tutte le edizioni successive si sono svolte; ma Roma lanciò anche nel mondo l’immagine di una nouvelle-vague di atlete ed atleti che in maniera spensierata gareggiavano al cospetto di millenni di storia con una mentalità moderna, innovatrice e futurista. E sempre a Roma fu il trionfo del primo atleta africano, di colore, che a piedi scalzi vinse la maratona; gara che poi l’etiope Abebe Bikila rivinse quattro anni dopo a Tokyo dove oggi ritornano le olimpiadi per la trentesima edizione.

A Città del Messico, invece, le Olimpiadi furono lo scenario mondiale per i calpestati diritti dei cittadini di colore; Tommie Smith e John Carlos che con il pugno alzato e inguantato di nero contestarono la premiazione con le spalle girate verso la bandiera americana e ponendo direttamente alla coscienza di tutto il mondo un problema ancora irrisolto. Ma a Città del Messico ci fu anche l’impresa sportiva di straordinaria grandezza nel salto triplo di Giuseppe Gentile che poi diede il via al connubio tra cinema e impresa sportiva partecipando, con Maria Callas, al film di Pierpaolo PasoliniMedea” e aprendo, di fatto, una nuova era tra sport, cinema, professionismo e grande business. Le olimpiadi messicane sono passate alla storia anche perché riuscirono a placare i moti rivoluzionari messicani che avevano lasciato sul terreo di Piazza delle Tre Culture morti e feriti.

I giochi hanno registrato, purtroppo, anche l’attacco terroristico del 1972 a Monaco con alcuni atleti israeliani uccisi mentre erano a riposo nei loro alloggi del villaggio olimpico; ma la sport e la bellezza dei giochi sopravvissero. Speriamo che non debbano fermarsi, come l’anno scorso, ancora una volta per colpa di una pandemia che ha atterrito tutto il mondo.

Il tedoforo con la fiaccola, sullo sfondo Muro Lucano (PZ)

Per quanto mi riguarda ho seguito in video le Olimpiadi da Roma in poi, tutte; ricordo, però, con grande nitidezza quelle di Roma con il passaggio della fiaccola per Via Torrione a Salerno; la stessa fiaccola era transitata il giorno prima (22 agosto 1960) per le strade nel pieno centro di Muro Lucano, il mio paese natio in provincia di Potenza. Ricordo anche, e con affetto, la disponibilità di don Giovanni Masullo, giovane parroco di Santa Croce al Torrione, nel mettere a disposizione l’oratorio dove era installato uno dei pochi televisori del quartiere per consentire a noi ragazzi di poter seguire quella mitica Grande Olimpiade, ed assistere anche al trionfo di Livio Berruti che nell’atletica conquistò il primo oro italiano in una gara di velocità; ed a seguire con entusiasmo le due cavalcate del mitico Petr Grigorevic Bolotnikov sui 5mila e 10mila metri con primati del mondo.

Domani sarà acceso il braciere di Olimpia, come tradizione vuole, dalla fiaccola portata dall’ultimo tedoforo nello stadio di Tokyo che questa volta sarà completamente vuoto; ci sarà anche la cerimonia di apertura, suggestiva come sempre, che il mondo potrà seguire soltanto in televisione.

 

 

 

 

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