Ravello Festival, due anni di successo nel pieno di una crisi mondiale

da Uff. Stampa Fondazione Ravello

 

 

 

 

 

 

 

Si è conclusa sabato la 69esima edizione del Ravello Festival. Tutti i concerti sono stati sold out con 747 artisti coinvolti in quasi due mesi di programmazione nello splendido scenario di Villa Rufolo oltre che nell’Auditorium Oscar Niemeyer, in piazza Duomo, nelle chiese e nei luoghi più suggestivi del paese. Gli spettatori sono stati oltre 5.000, sarebbero stati molti di più se si fossero potute accogliere le numerose ulteriori richieste per assistere ai concerti la cui capienza è stata limitata per il contingentamento di pubblico imposto dalle regole anti Covid.

Il risultato premia lo sforzo organizzativo della Fondazione Ravello impegnata a dare il proprio contributo alla ripartenza dello spettacolo dal vivo e, conseguentemente, del turismo e del lavoro in generale: un centinaio le persone impiegate nella macchina organizzativa del Festival (montaggio e smontaggio palco, service audio, luci, backline, accoglienza, biglietteria, movimentazione materiale, produzione, giardinieri, guardiania, pulizie), camere d’albergo prenotate tra Napoli, Salerno e Ravello agli artisti e ai loro staff (tutte singole causa Covid) oltre a coloro che sono stati impegnati nel settore dei trasporti, della ristorazione e delle attività commerciali in loco.

Tutto questo non sarebbe stato possibile senza un’offerta che, in continuità con la proposta artistica dell’edizione 2020, ha sancito definitivamente la collocazione di Ravello nel panorama delle rinomate capitali europee della musica e nel circuito internazionale dei grandi festival. Accanto alla presenza dei grandi interpreti non si sono volute trascurare le opportunità offerte ai giovani talenti emergenti del panorama musicale internazionale, nazionale e locale che si sono esibiti sotto la direzione alcuni dei più quotati direttori d’orchestra di oggi: dall’Orchestra Cherubini, a quella di Benevento alla Gustav Mahler Jugendorchester.

Due edizioni storiche, realizzate quando tutto sembrava compromesso dalla pandemia ancora in corso, grazie, soprattutto, al sostegno della Regione Campania al cui progetto culturale la Fondazione Ravello ha aderito, anche con l’ideazione e l’organizzazione di due concerti celebrativi di Enrico Caruso nel centenario della scomparsa.

La Fondazione ringrazia tutti gli artisti che, anche con generosità, hanno accolto l’invito ad esibirsi sui palcoscenici di Ravello, i partner commerciali e, soprattutto, il pubblico che con entusiasmo e partecipazione è stato sempre vicino dimostrando un sostegno vero ed importante grazie anche alla possibilità di trovare in questo posto straordinario un benessere spirituale come in pochi altri luoghi al mondo.

 

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