Il Prof. Patrizio Bianchi, Ministro dell’Istruzione : Ragazzi la Costituzione va ancora oggi riletta quando siete confusi e quando non sapete quale è la direzione di marcia fermatevi e leggete la Costituzione.

 

dr. Pietro Cusati (giornalista)

Prof. Patrizio Bianchi, ministro dell'istruzione

TERAMO, 3 ottobre 2021   “La Costituzione va ancora oggi riletta quando siete confusi e quando non sapete quale è la direzione di marcia fermatevi e leggete la Costituzione. Ragazzi lo dico a voi, quando avete dei tentennamenti su chi siamo e dove dobbiamo andare, fermatevi e leggete la nostra Costituzione”.Il ministro dell’Istruzione Prof.  Patrizio Bianchi nel  suo intervento al  Forum Internazionale del Gran Sasso, promosso dalla diocesi di Teramo-Atri, in collaborazione  con il ministero dell’Università e Ricerca e con il ministero degli Affari esteri e Cooperazione internazionale,ha sottolineato che la costituzione dice sì che la Repubblica riconosce e tutela i diritti inviolabili della persona, perché i diritti inviolabili della persona vengono addirittura prima della Repubblica, quindi la Repubblica li riconosce e li tutela, ma i diritti inviolabili della persona si devono coniugare con il dovere inderogabile della solidarietà: non vi è diritto della persona se non vi è dovere di solidarietà. Come vedete è una parola che straordinariamente contemporanea in epoca di dibattito sui vaccini o sui diritti del no vaccino. La Costituzione che mette fin dall’inizio in evidenza come i diritti del singolo debbano essere coniugati solo con il diritto collettivo di una comunità che è tale perché esercita la solidarietà. Ragazzi lo dico a voi, quando avete dei tentennamenti su chi siamo e dove dobbiamo andare, fermatevi e leggete la nostra Costituzione”. La scuola non è un accessorio infrastrutturale della società: la scuola deve essere e deve tornare ad essere il perno pulsante della società, quello in cui i padri e le madri assegnano ai proprio figli i propri valori, cosa che mette in discussione i padri e le madri”.Ha proprio ragione il Ministro Bianchi,condivido che “La Costituzione va ancora oggi riletta’’ma  non solo quando si è confusi o si hanno dei tentennamenti,la costituzione non solo va letta ma studiata e approfondita non solo in  ‘’in epoca di dibattito sui vaccini o sui diritti del no vaccino’’ ma sempre. Il Prof. Avv. Piero Calamandrei , morto nella su Firenze il 27 settembre del 1956,Maestro insigne nel campo giuridico e  in quello politico ,nel   Discorso sulla Costituzione pronunciato a Milano, nel salone degli Affreschi della Società Umanitaria ,il 26 gennaio 1955, in occasione dell’inaugurazione di un ciclo di conferenze sulla Costituzione italiana, organizzato da un gruppo di studenti universitari e medi, per illustrare in modo accessibile a tutti i principi morali e giuridici che stanno a fondamento della nostra vita associativa,una splendida conversazione,  sull’osservanza della Costituzione : “Però vedete, la Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove. Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile. Bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità; per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica, indifferentismo, che è, non qui per fortuna, in questo uditorio, ma spesso in larghi strati, in larghe categorie di giovani, un po’ una malattia dei giovani. La politica è una brutta cosa. Che me ne importa della politica”.L’articolo 34 dice: “i capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.” E se non hanno mezzi! Allora nella nostra Costituzione c’è un articolo, che è il più importante di tutta la Costituzione, il più impegnativo; non impegnativo per noi che siamo al desinare, ma soprattutto per voi giovani che avete l’avvenire davanti a voi. Dice così:È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli, di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Quindi dare lavoro a tutti, dare una giusta retribuzione a tutti, dare la scuola a tutti, dare a tutti gli uomini dignità di uomo. Soltanto quando questo sarà raggiunto, si potrà veramente dire che la formula contenuta nell’articolo primo “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro” corrisponderà alla realtà. Perché fino a che non c’è questa possibilità per ogni uomo di lavorare e di studiare e di trarre con sicurezza con il proprio lavoro i mezzi per vivere da uomo, non solo la nostra Repubblica non si potrà chiamare fondata sul lavoro, ma non si potrà chiamare neanche democratica. Una democrazia in cui non ci sia questa uguaglianza di fatto, in cui ci sia soltanto una uguaglianza di diritto è una democrazia puramente formale, non è una democrazia in cui tutti i cittadini veramente siano messi in grado di concorrere alla vita della Società, di portare il loro miglior contributo, in cui tutte le forze spirituali di tutti i cittadini siano messe a contribuire a questo cammino, a questo progresso continuo di tutta la Società.E allora voi capite da questo che la nostra Costituzione è in parte una realtà, ma soltanto in parte è una realtà. In parte è ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno, un lavoro da compiere. Quanto lavoro avete da compiere! Quanto lavoro vi sta dinnanzi! Quindi voi giovani alla Costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come cosa vostra, metterci dentro il senso civico, la coscienza civica, rendersi conto, questo è uno delle gioie della vita, rendersi conto che ognuno di noi, nel mondo, non è solo! Che siamo in più, che siamo parte di un tutto, tutto nei limiti dell’Italia e nel mondo. Dietro ogni articolo di questa Costituzione o giovani, voi dovete vedere giovani come voi, caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa Carta. Quindi quando vi ho detto che questa è una Carta morta: no, non è una Carta morta.Questo è un testamento, un testamento di centomila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio, nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati, dovunque è morto un italiano, per riscattare la libertà e la dignità: andate lì, o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione.

 

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